SECONDO TEMPO
Stessa scena del primo. La TV è spenta. Pina e Walter sono soli in scena. Walter deve dirle qualcosa.
WALTER
(titubante) Senti Pina debbo parlarti ...
PINA
Sono qui ...
WALTER
Non saprei da che parte iniziare ...
PINA
(ironica) Dall'inizio, no?
WALTER
Be' allora ti dico. Quello Scuderi, l'ho conosciuto l'anno scorso. Venne in redazione, conosceva il mio capo che è siciliano, mi fu presentato, fece mille discorsi, con la scusa che era solo a Milano, che aveva bisogno di compagnia, mi invitò a cena ... tu eri in tournée con La professione della Signora Warren ... insomma io capii che in qualche modo costui fosse da mettere in relazione col fatto che io stavo con te, intuivo che era un emissario di tuo padre ... E poi, ero curioso di sapere qualcosa anch'io di te, e, ci andai ...
PINA
Bene, l'hai detto, perché fai quella faccia? Non ci vedo nulla di male. Sarà stata una bella cena, spero. Lui ti avrà fatto mille domande subdole, tu avrai risposto in tutta innocenza e insomma alla fine mio padre avrà avuto le sue belle "informazioni" come si chiamano qui ... D'altronde non si danno le figlie ai primi venuti, anche quelli prima di te sono stati, diciamo così, "spiati" ... Su, tranquillo ragazzo, non c'è nulla che giustifichi quella faccia ...
WALTER
C'è dell'altro ... mi hanno offerto un posto a Telemilano o un altro di prestigio nel gruppo del dottor Savarese ...
PINA
Ah si? E quando questo?
WALTER
Stasera, mentre tu eri di là ...
PINA
Ah be' ... (dondolando leggermente la testa) questo debbo dire è un discorso tutto nuovo. A nessuno degli altri hanno offerto tanto.
WALTER
Eh già, la quadruplicazione dello stipendio. (con un nodo alla gola) Passerei da due milioni scarsi a otto milioni al mese. Per me cifre irraggiungibili, impensabili ... Guarda, tu sai quanto sono stato tiepido verso la carriera, ma debbo essere sincero, è una cosa che mi ha scioccato questa qui ... Uno, si trova d'emblée a dare una svolta di centottanta gradi alla propria vita ...
PINA
(ironica) Come i beneficiati di regime, i cortigiani, i leccaculi ... Ehi, ehi Walter, cos'è quella faccia, ti vedo leggermente in difficoltà ... Ma ti spiego subito il tuo stato d'animo. È la sindrome della vergine nel bordello ... la poverina, vede tutto questo lupanare attorno a sé, questo troiaio da non dirsi e se ne sta sola soletta in un angolo a gambe strette ... Vede però che gli altri attorno a sé sputtaneggiano, gozzovigliano e banchettano in allegria e insomma vorrebbe anche lei allargarle queste benedette cosce: «Una volta sola, si dice, perché non provare una volta sola ?, ah quanto costa la virtù !!!»
WALTER
(risentito dal paragone) Be' se la vuoi buttare in vacca, fai pure. Tu sai quanto m'è costato andar via da Radio Proletaria senza svendermi ai socialcristiani, sai perfettamente che tutti gli altri sono in Rai con stipendi faraonici ... e io sono finito a fare le dispense sulle insalatine a un milione e ottocento al mese!
PINA
(allargando le braccia) È l'ingiustizia di questo mondo! Ma senti un po', l'onorevole e Scuderi non fanno niente per niente. Com'è che sono stati così generosi con te?
WALTER- (imbarazzato) Be' tuo padre è stato molto esplicito, un campione di chiarezza: un posto di lavoro ben remunerato e ... il nostro matrimonio ...
PINA
(esplode in una risata) Povero Walter! L'algido, raziocinante Walter finito in un copione teatrale siciliano, oggetto di una mena matrimoniale ... un marivaudage siculo-jonico in piena regola. (con la voce ancora rotta dal riso) Ci sono centinaia di copioni siciliani dove potresti fare l'attor giovane, coraggio ti si apre una carriera davanti. (improvvisamente seria) E tu, tu cosa hai risposto?
WALTER
Io credevo all'inizio, (ironico e allusivo) dato che non sono pratico di questi copioni, che mi promettessero questo buon lavoro ma in cambio chiedessero di lasciare te ... . Ma tuo padre mi ha fatto intendere che era vero proprio il contrario. Vorrebbe che ci sposassimo, ecco.
PINA
Non hai risposto alla mia domanda, però. Tu cosa hai risposto?
WALTER
(imbarazzato ma sincero) Io ho detto che ti voglio bene.
PINA
(lo abbraccia teneramente) Non gli hai detto che non è certo da adesso che mi chiedi di sposarti, che vorresti un figlio?
WALTER
(confortato dall'affetto di lei) Be' forse l'ho detto a tua madre ... Abbiamo trent'anni, molti della nostra generazione, anarchico-esistenzialisti, libero scambisti, situazionisti vari, l'hanno fatto? Perché non anche noi? Dov'è la bestemmia?
PINA
(staccandosi, recita un altro brano dell' Antigone, marcando col tono gli ultimi tre versi)
O voi che siete qui di questa terra
dove anch'io sono nata
guardate me che faccio
la mia ultima strada
e ancora coi miei occhi vedo questo
che è il mio ultimo sole
e mai più lo vedrò.
Il dio del grande sonno
mi conduce alle rive dell'Acheronte
e sono ancora viva,
non più nozze per me
non più canti nuziali
mi sposerò soltanto con la morte.
WALTER
(infastidito, ma, amaramente) Sei una grande attrice, ma questa tragedia non la sopporto più.
PINA (con la voce rotta dall'emozione) Walter, Antigone è la mia tragedia, da sempre. Ascolta, quello che ti racconterò è un segreto della mia famiglia. Ma tu sei un bravo ragazzo, meriti di esserne messo a parte. Walter io non sono figlia unica: io avevo una sorella, Melina, una ragazza dolce e remissiva, ma un po' malata ... di nervi. Insomma ben presto finì in un brutto giro. Qui i ragazzi della buona borghesia, a metà degli anni '70, impazzirono un po' tutti. La modernità irruppe come un improvviso bagliore tra le oscurità del medio evo siciliano. E molti presero un'insolazione. (si ferma, sembra stordita) Oh non so come raccontarti questa storia...
WALTER
Non la raccontare, non voglio saperla ...
PINA
No, è meglio che tu sappia, capirai molte cose e certe mie scelte ... A farla breve, successe una mattina di febbraio di dodici anni fa che venne trovata, in pigiama, sotto le rotaie di un treno. L'inchiesta venne chiusa per suicidio in seguito ad overdose, ma io non ci ho mai creduto. Mia sorella era sparita la sera prima, il pigiama non era il suo, e insomma, non ci crederai, ma qui succede anche questo, non venne fatta l'autopsia, per rispetto dicono, ma io credo per pressione, di mio padre. (drammatica) Walter, io ho la morte addosso, non riesco a scrollarmela ... Mi abita dentro, ha lo sguardo di mia sorella, una ragazza così cara e buona ... Ho orrore della vita ... preferirei finire sotto una rotaia anch'io piuttosto che dare la vita a qualcuno ... Ecco, Antigone è il mio copione, è la mia tragedia. Anch'io ho un cadavere da seppellire ... Forse non dovevo raccontarti tutto questo. Tu sei un ragazzo positivo, sei fatto per la commedia non per la tragedia
WALTER
( l'abbraccia) Cara, cara, chissà quanto hai sofferto!
PINA
(asciutta) Non ho mai smesso.
WALTER
(accarezzandola dolcemente) Ma quegli atroci sospetti su tuo padre ... io ci ho parlato sai, mi sembra una persona molto intelligente .
PINA
Sta qui il guaio, lui vuole giocare d'astuzia. Ma qui la politica si gioca con tutti i mezzi. Mia sorella ha pagato per qualche colpa di mio padre, ne sono certa. Vedi, quello che ho sempre rimproverato a lui è di non essersi posto dei limiti nella sua attività. Lui è un prepotente ma qui ci sono quelli più prepotenti di lui ... E poi, loro, i politici, hanno fatto dei patti scellerati credendo di reggere loro le fila di tutto ... e invece, stupidi che non sono altro, non sanno che il patto col Diavolo -e il Diavolo qui ha la faccia del pastore analfabeta e violento - lo si paga sempre. Per cui, ma sono delle atroci supposizioni le mie, credo che all'Onorevole abbiano fatto pagare qualche sgarro, qualche promessa non mantenuta, qualche spartizione condotta con prepotenza ... E ci è andata di mezzo Melina ... Walter qui ammazzano, capisci, ammazzano quando vogliono dare segnali precisi, e questo mio padre non lo vuole capire. E' sicuro del gioco ... e qualche volta ci lascerà la pelle anche lui ...
WALTER
(scosso) Ma sembra così tutto romanzesco ...
PINA
(amara) Eh già, inventa la trama più romanzesca, ebbene qui puntualmente accade, nella realtà. La vita sembra avere qui la fantasia del più delirante romanziere, ma a differenza del romanziere la vita quasi mai si preoccupa d'inventare trame verosimili, perché sono semplicemente vere ... .
WALTER
Ma tu, hai mai provato a parlarne con tuo padre, a esprimergli questo tuo tormento interiore?
PINA
Non lo conosci. Su queste cose c'è tabù. E anche quella vigliacca ed ipocrita di mia madre, silenzio e complicità tombale! Ma adesso basta, sta per arrivare qualcuno ...
Entrano l'Onorevole Laganà e Scuderi. L'Onorevole è in tenuta da casa: brachette colorate, ridicole, camicione per nascondere la pinguedine, ma lo stomaco è debordante, pieno come un otre, alle prese con una digestione che si annuncia lentissima e difficoltosa. Scuderi, sempre azzimato, per nulla scomposto dalle abbondanti libagioni, lo segue come un chierichetto. I due si siedono. Laganà cerca la poltrona più comoda e vi si adagia come un budda. Walter fa un movimento come di chi sta per uscire ...
ONOREVOLE
(annebbiato dal cibo, a Walter) Siediti, siediti, dove vai?
PINA
Walter è senza sigarette.
ONOREVOLE (con difficoltà elocutiva) Basta la parola. Adesso ci facciamo un bell'avana come si addice ai signori, come dite voi a Milano, sciùri! Vai tu Puccio a prenderli, sono nel salotto, fattelo dire dalle donne dove sono di preciso. Pina vai anche tu, tua mattre ti deve parlare e mentre che ci sei dài a Puccio dei bicchieri, ghiaccio e quella bottiglia buona di Whisky che tua mattre sa dov'è. (Aspetta che i due escano, a Walter) Bravo figliolo quel Puccio! Aspetta solo che io crepi per ereditare il collegio elettorale. Non avendo figli maschi ma una figlia (calca il tono) at-tri -ce è fatale che qualcuno si faccia sotto. (con lucido tono da sentenza morale) La politica, dopo lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione è l'attività che rende di più nella nostra bella Italia! ( a Walter che lo guarda perplesso) Ti stupisce la franchezza?
WALTER
Be' direi ... un pochetto, direbbero a Roma.
ONOREVOLE
Già, già, non bisogna scandalizzare i puri e i semplici. Ma sappi che le cose stanno così. I collegi elettorali si tramandano, come gli assi ereditari, come le argenterie di famiglia ... e non solo in Sicilia, a dire il vero, ma in tutta Italia è così
WALTER
Be' altrove non è proprio così. Se la gente ha di che vivere, se ha studiato, se è informata, vota per chi gli pare ...
ONOREVOLE
Se, se, se, quanti se. Una nidificazione di se...Qui c'è una torma di disperati pronta a vendersi al primo che fa una promessa!
WALTER
Mi sembra uno strano modo di capovolgere le cose. Siete voi che fate le promesse!
ONOREVOLE
(facendo un gesto definitivo) Lascia perdere è come il discorso dell'uovo e della gallina. Non ne usciremo mai. La verità è che questa società che non è una vera società, questa accozzaglia di gente incompleta civilmente, questa plebe, non siamo stati noi, politici, a crearla! L'abbiamo ereditata dalla storia ... e che dovevamo fare?
WALTER
Promuoverla, educarla, civilizzarla ...
ONOREVOLE (sornione) E come di grazia?
WALTER
(infervorato) Perbacco! Guidandoli, non seguendoli, indicando loro degli ideali, insegnando loro le regole della democrazia rappresentativa ...
ONOREVOLE
Ideali! Democrazia! Ne ho fatto di comizi con queste parole! E sai come finiva? Che quelli li, i paesani, applaudivano «Bravo, bravo!», facevano ma poi votavano per tizio che gli "sistemava" il figlio, per Caio che gli sbrogliava le carte al Distretto Militare, per Sempronio che gli faceva avere un contributo dalla Regione . (lo guarda fisso negli occhi) La gente voleva il pane e io volevo dargli delle brioches!
WALTER
Ma allora, scusi, la democrazia si riduce a questo?
ONOREVOLE
Lascia stare i grandi discorsi. Le brioches m'hanno fatto ricordare un fatterello a cui ho assistito. Te lo racconto così conosci meglio la gente di questa terra. (pausa altamente elocutiva, così si dà l'incipit ai racconti in Sicilia) Mi trovavo nel traghetto anni fa, di ritorno dal continente, in compagnia di tutti questi emigranti siciliani che tornavano dall'estero per le ferie estive. Ti giravi di qua e sentivi parlare un perfetto tedesco, di là e parlavano francese, di là ancora e sentivi pronunce americane. Mizzica! Avresti pensato, quanti turisti! Già, perfettamente travestiti da turisti, ma siciliani! Vado al bar a prendere qualcosa. Una ressa indescrivibile. La fila è bloccata da un tizio in bermuda che chiede al barista con accento francese un "cappiùscino" e un croissant. "Che cosa?", chiede il barista: "Un croissant", risponde quello, "Che cosa?" richiede il barista provocatorio. Insomma faceva finta di non aver capito per dispetto al siciliano che recitava da turista. Allora il tizio in bermuda gli indica qualcosa sul banco: "Chista!", fa con rabbia indicando un cornetto. E il barista serafico :" E dillo in italiano. Che cruassàn e cruassàn. In italiano, briosc si dice, briosc!".
WALTER
(ride) Gustosa, davvero gustosa.
ONOREVOLE
(sorridendo a mezza bocca) Fatto vero eh! Insegnamento: da una parte c'era un siciliano che faceva finta di non essere siciliano, cosa insopportabile per un altro siciliano. Dall'altra c'era un siciliano ignorante, spaventosamente ignorante, cosa altrettanto insopportabile per altri siciliani. Ma la Sicilia è questa! un miscuglio di arretratezza, di ignoranza, di miseria e non solo economica, ma morale, storica e chi più ne ha più ne metta. In poche parole è una popolazione incompleta civilmente.
WALTER
Mi permetta di esprimere il mio stupore.
ONOREVOLE
Rispetto a che cosa?
WALTER
Al suo rapporto con la Sicilia. Mi sembrava più inconsapevole. Lei invece sa tutto, lei è intelligente.
ONOREVOLE
Grazie. Ma non credo che tu mi stia facendo un complimento. Mi stai in effetti dicendo che sono un cinico. Ma come dice Spinoza: Non ludere, non lugere, neque detestari sed intelligere! Traduzione: Non scherzare, non piangere, né recriminare, ma capire! Ah non ti stupire, non sono così colto, l'ho letta sul giornale. A proferirla è il caro amico Misasi, (con un tono leggerissimamente ironico) calabrese colto, Ministro della Pubblica Istruzione eh !, mica uno ignorante come me. Ma se sta bene in bocca a lui che è onorevole e meridionale, posso dirla anch'io che tale sono. (Ha uno scatto d'inquietudine, si alza. Passeggia per il terrazzo. Nel frattempo è entrato Scuderi con una bottiglia, dei bicchieri, i sigari. L'onorevole Laganà è come se inseguisse dei pensieri da lungo tempo covati) Senti ragazzo, io conosco la Sicilia nel profondo e sai qual è il suo male? Essere stata indotta alla democrazia. Già! Questa fisima di volere estendere a tutti i popoli e a tutte le terre modelli politici pensati ed applicati da altri popoli e in altre terre, questo voler credere che tali modelli abbiano un valore universale, validi a Londra come a Palermo, a Bristol come a Bengasi, è uno dei più grandi errori che si possa fare. La verità è che la democrazia è un affare inglese come il pudding e il cricket! Qui la gente è mezza araba, mangia arancine e non crede a nulla. L'unica politica praticabile perciò è quella commisurabile al livello raggiunto da questo popolo che ha i piedi in Medio Oriente e la testa in Occidente. Io sono stato sincero con la Sicilia . Non ho barato: pane, non brioches. Posti, favori, raccomandazioni, perché no? A un popolo affamato cosa dovevo dare, le brioches dei bei principi, me le avrebbero buttare in aria col tabarè ?
SCUDERI
(tossisce)
ONOREVOLE
Qua la bottiglia. (si versano da bere . Guardando il bicchiere di whisky in controluce) Whisky! Bevanda scozzese per un popolo mediterraneo!
WALTER
Come vede se si possono esportare bevande, nulla vieta che anche modelli politici ...
ONOREVOLE
(felice d'essere trascinato su un terreno noto: causidico) Infatti gli indiani d'America ne furono distrutti quando i bianchi ne fecero circolare tra loro alcune casse. Il whisky e il fucile erano cose estranee alla loro cultura e finirono col travolgerli. Se paragoniamo i siciliani agli Indiani possiamo dire che, come quelli, i siciliani sono stati distrutti dal whisky/progresso, un progresso cui non corrispondeva un adeguato sviluppo economico. Con parole da convegno potremmo dire che c'è stata come un'ebbrezza da modernizzazione senza un adeguato avanzamento dell'economia che l'accompagnasse. Un progresso senza sviluppo! In poche parole si sono 'mbriacati tutti di televisione e BMW e ... hanno cominciato a sparare come pazzi, proprio come gli Indiani ... ebbrezza da progresso e violenza folle!
SCUDERI
(eccitato dal tono 'alto' assunto dalla conversazione ) E' vero quello che dice l'onorevole. Caro Walter, se facevi un giro per i bassi nei primi anni '60, in Via Testulla o in via Poulet e davi un'occhiata dentro le case, che ci vedevi vicino al lumicino dei morti? Che ci vedevi? La televisione, con la sua bella foderina antipolvere e la lampada che si diceva bisognava tenere accesa per difendersi dai 'raggi' della televisione . Ce n'era una per ogni miserabile casa ... Mancava il pane ... però la televisione ...
WALTER
Vuoi vedere che tutta la colpa adesso è di Mike Bongiorno?
SCUDERI
Che c'entra! L'onorevole voleva dire che non puoi innestare una tecnologia estera o una cultura politica in un paese semiprimitivo e lasciare immutata la mentalità. È così onorevole?
ONOREVOLE
(non risponde. Fa un gesto evasivo con la mano libera dal bicchiere)
WALTER
E allora se è così bisogna cambiare la mentalità. Adeguare gli intelletti alle cose, le mentalità alle tecnologie o alle nuove culture politiche, se no si è perduti. E attenzione, cambiare le mentalità è un compito della politica ...
ONOREVOLE
Qui invece hanno fatto il discorso della "lapa" ... (lascia il discorso in sospeso in un teatrale silenzio ).
SCUDERI
La "lapa"? E che sarebbe?
ONOREVOLE
'A lapa !
SCUDERI
Ah! 'A lapa! 'A lapa? ... ah 'a lapa! ( rivolgendosi a Walter) "A lapa" sarebbe l'Ape, il motofurgone della Piaggio. Non è vero onorevole ? (ne riceve un impercettibile assenso col capo) Se ne vedono sempre meno in giro. Ma onorevole questo discorso della "lapa" lo sa che non me l'aveva mai fatto?
ONOREVOLE
(compiaciuto ed oracolare) Se osservate bene queste "lape" hanno in genere le sponde del cassone da carico sormontate da parapetti in legno ...
SCUDERI
Vero è!, e in questi parapetti vi sono disegnati teste di pupo siciliano, scene di paladini ...
ONOREVOLE
Appunto. Ma guardatele queste sponde ... sono identiche alle vecchie sponde dei tradizionali e tipici carretti siciliani!
SCUDERI
(untuoso e servile nel compiacere il capo) Già vero è! Ma sa che non ci avevo fatto mai caso?
ONOREVOLE
Che cos'è successo allora?
SCUDERI
(fa uno sguardo da scolaretto attento ma che non sa la risposta per meglio far risaltare la sapienza del maestro)
ONOREVOLE
È successo che il mulo è stato sostituito dal motore, le ruote di legno dai pneumatici e il carretto dal cassone . Ma il siciliano non poteva sopportare la tecnologia nuda e cruda, gli avrebbe dato alla testa, e allora l'ha "adattata" alla sua cultura, anche figurativa, del carretto. E gli ha dipinto le sponde ... Altro che adeguare l'intelletto alle cose, qui il contrario è successo :le cose sono state adattate all'intelletto, la mentalità è stata più forte di ogni discorso nuovo, il vecchio ha risucchiato il nuovo, il primitivo il moderno. E così in politica. I rapporti tra gli uomini erano qui da secoli tra capi feudali che davano favori e poveracci che non conoscevano i diritti. Se questo era il "carretto", la democrazia, che sarebbe la "lapa", gli avrebbe dato letteralmente alla testa nuda e cruda ... ed è stata perciò adattata alle vecchie consuetudini, tutto qui. Bisogna ricordarlo dunque se si vuole capire, né babbìare, né piangere, né recriminare: (netto e duro) che noi politici questi rapporti li abbiamo trovati, e-re-di-ta-ti dalla storia, non creati! Capito! Chista è 'a zita! (lett: "questa è la fidanzata", cioè, la realtà, i dati di fatto).Questo io dico ai soloni del Nord, a quel sapientone di Giorgio Bocca, che criticano il nostro modo di fare politica. Io debbo, dovevo e dovrò tradurre la politica nella "loro" lingua. Lo si vuole capire o no?
Improvvisamente squilla il telefono. Ce n'è uno del tipo cordless su qualche étagère del mobilio. Scuderi si avvia verso il ricevitore con molta naturalezza nonostante non sia casa sua, segno di autorizzazioni pregresse.
SCUDERI
Pronto, sì, casa Laganà ... (s'illumina in viso) Scuderi sono, Dottore, Scuderi sono! Come va a Milano come va ah !(coprendo il ricevitore con una mano, all'onorevole a voce afona) "E' il dottor Savarese" (al ricevitore) Glielo passo subito. . ah sì, bella serata, si, si, un bel freschicello, c'è afa a Milano, eh afa, afa ... e lo so che siamo fortunati! Glielo passo subito, ossequi dottore, ossequi ... (cede il ricevitore all'Onorevole)
WALTER
(per educazione si accinge ad uscire, ma Laganà gli fa segno di non muoversi. Gli indica , a scena muta, i sigari sul tavolo, gli mima il gesto del fumo. Walter si serve e si siede comodamente. Sembra egli entrare, con quel sigaro tra le mani, in una gestualità- quella dell'uomo potente- non sua, ma di cui avverte tutto l'ambiguo fascino. In certi momenti sembra compenetrato nella nuova dignità di uomo accolto presso il trono dei potenti; non c'è solo il sigaro tra le dita, c'è soprattutto quell'ammissione all'ascolto di una conversazione privata tra un potente uomo politico meridionale e il quarto uomo più ricco d'Italia, il potentissimo e ricchissimo dottor Savarese)
ONOREVOLE
Ciau Ninuzzu ... bene, bene ... Ma che mi stai dicendo!? Fesserie sono! ... Ti hanno informato male ... E te le dico io che ho la questione in mano! ... No, no, no, quelli non entrano qui. Off limits, la Sicilia è off limits per quelli ... da quando? da quando ci fecero lo scherzetto con la diga del Benante ... E certo che ci sei tu ... Per il partito sei cosa mia, tutta la questione è cosa mia, perciò capirai ... . . (esplode in una risata polifemica) Minchiati! Minchiati! Ma quello non conta più niente, è bruciato per sempre, alle prossime elezioni è fuori. E' come quello che credea d'esser vivo ed era morto ... ma si lo so che dice queste cose, s'aggira anche a Roma come uno che sa, che può, ma credimi mi fa proprio pena ... . E ragione c'hai! Ma sicuro! ... E' che il segretario politico è quel re travicello che è ed non è capace di dirgli le cose come stanno e d'altra parte dovrebbe dirgli una cosa che nemmeno lui riesce a digerire, che cioè qui io sono. . mi capisci no? ... E' naturale ... . Ma certo ... Ma sicuro ... . Ah va bene, ti chiamano da Roma ... a quest'ora ... ma chi? Sempre quella? Masculazzu ... ! ... Senti, poi, per quel giovane, Facchetti! ... Come chi sarebbe!?
WALTER
(che ha intuito che si parla di lui, suggerisce a bassa voce prontamente) Facchini, Facchini ...
ONOREVOLE
Ah già vero, Facchini, quel giovanotto che ac-com-pa-gna mia figlia. Ah ora te lo ricordi ... . Tutto come deciso ... Aspetti ordini? (ride) ah mascaratu, tu me li dai gli ordini, ... Va bene, va bene, ci aggiorniamo ... Ciao, ciao, ciao ... (riattacca, quindi stirandosi) Ah Ninuzzu, Ninuzzu ... (guarda Walter con intensità, questi patisce con disagio lo sguardo) Advertising account in chief ... Minchia!
WALTER
(sorride alla battuta volgarotta, poi, pudicamente) Crede proprio che potrei fare un mestiere del genere ... dico, me ne vede i numeri?
ONOREVOLE
E perché no? Nessuno nasce imparato. E cosa credi che gli altri siano proprio il meglio del meglio? Guarda in molte professioni c'è solo il bucio, come dicono a Roma, conoscere la persona giusta, alle volte ti fa risparmiare venti o trent'anni di gavetta ... .
Entrano Pina ed Elena. A Pina non sfugge la nuova "iconografia" di un Walter comodamente seduto tra potenti intento a bearsi del fumo dell'avana. Va a sedersi vicino a lui mentre Elena, inquieta, resta in piedi nei pressi del muretto.
PINA
(a Walter, ironica ma benevola) Hasta la vista compagno Fidel!
WALTER
(Quasi a volersi giustificare, indicando il sigaro)- Non c'era altro da fumare ( a bassa voce) meglio di una canna ...
ONOREVOLE ( che ha sentito) Ehi, ehi, picciotti ... Babbìamo?
WALTER
Si scherzava, si scherzava ...
PINA
(distesa) Caro Papà, una canna al momento giusto equivale, come puro gesto estetico s'intende, alle bistecche di carne di cavallo che ti facevi tu ai tempi belli in quel posticino di Via Testulla ... e mi ci portavi anche a me bambina ... C'è ancora quel posto? Come si chiamava ...
ONOREVOLE
(intenerito dal ricordo) Traforo! (compiaciuto nell'esibire conoscenze dettagliate della topografia più recondita della città) Il Traforo, si chiamava e si chiama così perché sotto vi passa in galleria il treno della linea per Siracusa. . Ah si! La migliore carne di cavallo della mia vita ... Arrusti e mangia, arrusti e mangia, eh Pina?! (guardando la figlia con tenerezza) Eri l'unica bambina col papà a fare quelle cose. Era un rito maschile quello, una cosa di padri e figli maschi (rivolgendosi all'uditorio platealmente) Mi guardavano tutti come un pazzo ché c'avevo questa muvvusa sempre dappresso ...
PINA
(cedendo al ricordo) E poi mi portavi al cinema Medulla ... e ci vedevamo due film con 150 lire. Ercole e Maciste, Sansone e Dalila, Davide e Golia: cinemascope mozzafiato, càlia e simenza ...
ONOREVOLE
... E gassose ... quelle ancora con la pallina di vetro per tappo che la vendevano solo lì, mentre in tutti gli altri posti già da tempo vendevano quelle col tappo a corona ...
PINA
Che posto il cinema Medulla! Appena appariva il protagonista " u picciottu" tutti i ragazzi urlavano come allo stadio. Poi entrava in scena "chiddu tintu" - il malvagio deuteragonista e tutti a fare " Buhh! Buhh!", c'era anche chi lanciava in segno di supremo disprezzo la cicca accesa contro lo schermo; poi entrava in scena "Idda", Lei, e tutti a sciogliersi in gridolini d'amore e schiocchi di baci sul dorso della mano ... Bei tempi, gli inconsapevoli anni '60 ... E come si chiamavano gli attori americani?
ONOREVOLE
Ah. . Gordon Scotti ... "Stivirìus" ...
PINA
Come? Come?
ONOREVOLE
(sorridendo) Sti-vi-rìus, che poi sarebbe l'attore Steve Reeves
PINA
Io ricordo che Kirk Douglas l'ho sentito chiamare " Kinki Dùnglas"
ONOREVOLE
Ah se è per questo la gente del popolo era geniale nello storpiare i nomi anglosassoni ... Il premier inglese Churchill lo chiamavano "Kurkìlli" e le sigarette Philip Morris ... "Fulippu Mossi" (fa il segno della morte con l'indice e il medio uniti e vorticanti) Filippo è morto! (indica se stesso, non senza un certo brivido interiore, perché Filippo è il suo nome di battesimo)
SCUDERI
(ride scompostamente con le "i") Ih, ih, ih
ONOREVOLE
(cedendo al clima goliardico) E l'attore americano Spencer Tracy? Lo chiamavano tutti "Spinsi e trasi" (ride sgangheratamente)
PINA
(a Walter che guarda tutti stupito non sapendo entrare nel clima di ilarità di cui gli sfugge il "codice") Spingi ed entra!
ONOREVOLE ( Spegnendo l'ultima risata, lirico) Ah bei tempi si! E non solo perché si era giovani ... Due soldi in tasca, un giro in vespa, una passeggiata a Ógnina, che non era quella fogna che è adesso, che ci sentivi l'odore del mare ... La felicità! Poi, poi, è arrivato il benessere e col benessere tutti i malesseri del benessere ... che sono sempre meglio dei malesseri del malessere eh ...
PINA
(improvvisamente seria) Papà, cos'è successo ... dopo?
ONOREVOLE
Cos'è successo, cos'è successo! Nulla, nulla, è la vita che è cosi! Un inganno, un gioco truccato, un sette e mezzo con la matta che ce l'ha chi ce l'ha ...
PINA
Potevamo essere felici se si fosse veramente voluto e guidato con intelligenza il benessere ...
ONOREVOLE
(perentorio e didattico) La felicità non è compito dei governi! (riprendendo un tono colloquiale) Felici! Felici! Parole grosse ... Quand'anche lo fossimo stati, per un attimo e che cos'è un decennio nel fluire dei secoli? restano sempre le cose ineludibili di sempre: le morti, le malattie, gli amori non corrisposti, le amicizie tradite e le stesse nostre esistenze sempre meno vaste dei nostri desideri e più grigie dei nostri sogni ...
PINA
No, papà, non era delle nostre vite che parlavo, ma di quelle della nostra gente.
ONOREVOLE
La nostra gente? Ha avuto il cinema "Medulla", la Cassa Mutua, le cabine alla Plaja per tre mesi all'anno in estate e tante altre cose buone che i loro padri nemmeno si sognavano. Mio padre è morto conservandosi come piacere raro il fatto di potersi inzuppare qualcosa nel marsala, qualche volta, la domenica sera. Sono sicuro che se Buonanima è finito in purgatorio, gli sarà sembrato il paradiso ... E il padre di mio padre? Contadino alla Piana. Camminava, meschino di lui, ad angolo retto che ci potevi "cunsare" tavola. Ci potevi mettere sopra salvietta, bottiglia piatto e cucchiaio ... (mette le falangi di una mano ad angolo retto rispetto al palmo) Cosi!, camminava . Gli è andata bene a quelli che sono venuti dopo, altro che se gli è andata bene!
ELENA
(che da tempo friggeva dalla voglia di intervenire) Avranno avuto il benessere ma il prezzo pagato è stato lo stravolgimento di un intero popolo.
SCUDERI
(si avvicina alla moglie con l'intenzione di tacitarla)
ONOREVOLE
(sarcastico) Ha parlato la professoressa esaurita ... Se fosse per te gli uomini vivrebbero ancora allo stato di natura, felici, ma camminando a quattro zampe (didattico e perentorio) Civiltà, significa soffrire ad un livello più alto. Nient'altro. Toglietevela dalla testa la felicità.
ELENA
E' una parola scritta nella Costituzione americana. Un popolo ha diritto a perseguirla!
ONOREVOLE
... E gli americani sono un popolo-bambino ... crescerà e si rassegnerà! Le civiltà, tutte le civiltà comportano dei prezzi da pagare.
ELENA
Quali prezzi! Gli uomini senza più identità, la natura sconvolta, le case sulla bocca del vulcano e alle foci del Simeto. Una Sicilia che non è più Sicilia, un popolo che non è più un popolo. Tutto rovinato per sempre.
ONOREVOLE
(teatralmente ironico ma in effetti sull'orlo di una crisi di nervi) E' la storia che procede! Sono spariti popoli ben superiori: gli Egizi, i Sumeri, i Fenici, gli Etruschi, gli antichi Greci... spariranno anche i Siciliani. Nessuno se ne rammaricherà. Un giorno il "Corriere della Sera" riporterà un trafiletto nelle pagine interne: "Sparito il popolo siciliano. Chi l'ha visto?"
ELENA
Ma voi politici ...
SCUDERI
(la placca) Muta, muta, statti!
ONOREVOLE
( a Scuderi) Io coi pazzi non ci parlo.
ELENA
Pazza a me? Io sono pazza da slegare ...
ONOREVOLE
(facendo spallucce ma brutalmente) Non ti hanno ricoverato perché mi ci sono messo di mezzo io. A quest'ora saresti al manicomio di Barcellona facendo così con la testa (la dondola teatralmente) e grattandoti dietro le orecchie.
Squilla il telefono. Turbati dall'alterco nessuno si cura di prelevarne la cornetta. Poi il telefono stacca: la Sign. ra Laganà ha preso la comunicazione da dentro . Dopo un po' appare.
Sig.ra LAGANA'
(all'onorevole) Filippo è per te.
ONOREVOLE
Chi è?
Sig.ra LAGANA' (con aria grave, infastidita dall'intrusione. Convenienza vuole che non si parli di politica al telefono) Dal partito, Musumeci
ONOREVOLE
( fa un gesto a Scuderi che si avvia verso il cordless. Il tirapiedi porta il telefono all'onorevole che ne preleva la cornetta) Ah si, che vuoi a quest'ora? ... M'avete fatto parlare per tre ore, sangue di Giuda, adesso ci state scassando i cosiddetti ... (esplode in un urlo di rabbia) No, no e no! Al CoReCo nemmeno ... (si blocca, stava per aggiungere "una lira di più") Ti ho detto che al CoReCo è andata una "cassetta d'arance" (allusione ad una mazzetta da cento milioni) Se la dividano loro, ma ne abbiamo straparlato ... Sono troppe le bocche? Non si accordano? (sicilianismo per indicare "non si mettono d'accordo") Che s'arrangino, anzi, dato che di "arance" si tratta, che si "arrancino" proprio ... Bloccano la delibera? I contatti con Roma li tengo io perciò salta tutto, salta tutto! (sempre più spazientito) Tu gli devi dire queste testuali parole (come se dettasse) "Laganà mi ha detto: passatevi la bocca con questa "cassetta d'arance" e asciugatevela per sempre. "Proprio così! ... E allora diglielo come ti pare! ... Cantagli l'Aida! (furente) Oh Musumeci! Oh Musumeci! Ma che debbo decidere pure io chi sarà il Direttore dei Lavori? ... Il progetto di massima se l'è pappato l'architetto Scandurra ma ha deciso il provinciale ... (concludendo il discorso di quell'altro dall'altra parte del filo) ... e il direttore dei lavori sarà deciso dal livello comunale, no? ... Ci penserà la Pennisi, come stabilito ... (scattando imbufalito) Minchia! Musumeci sei una bestia! Una bestia col fiocco! (infrangendo ogni cautela, brutale) Se quella troia della Pennisi, come dici, s'è già acquattata, la staneremo, la lesbicaccia. Non gli è bastato l'esercito di infermiere assunte quand'era alla USL e che s'è portato a letto la troiona. No! Non gli bastano i pagamenti in natura? Dille allora che la distruggo, la distruggo. Se crede che con la sua "società di servizi" si papperà gli appalti e le forniture, gliela cuciremo alla troia, io e i miei amici, quelli che non discutono. Gliela cuciremo per sempre! Parola di Filippo Laganà! (Sbatte la cornetta, è fuori da ogni autocontrollo, fremente, con le froge dilatate come un toro. Il gelo domina tra i presenti. Filippo Laganà si è reso conto di avere trasceso e di aver superato ogni limite di cautela e segretezza che la natura e l'oggetto del discorso richiedevano pur se condotto tra parenti. Nel silenzio generale solca la scena in lungo e largo, pesantemente, marciando quasi. Poi si ferma, fissa Elena con odio e sfoga su di lei la sua rabbia. Urlando in preda all'ira, protendendo una mano in avanti in segno di minaccia) Tutta colpa tua pazza di una femmina. Mi hai fatto saltare i nervi. (a Scuderi) A te, "babbo"(sicilianismo per "sciocco") di un assessore, attento a te. La bocca gli devi cucire a questa pazza.
SCUDERI
(Balbettando) Io? Che c'entro meschino di me? M'è costata un capitale in psichiatri. (serafico) La mente è un filo di capello!
ONOREVOLE
(a Pina, perentorio) La colpa è anche tua che mi costringi a fare sempre gli stessi discorsi. Ogni anno, ogni anno, a pestare sempre la stessa acqua. Il mondo è questo lo vuoi capire o no? E non l'ho fatto io!
PINA
(fredda, tenendo botta) Papà, datti una calmata, ché quando sei in queste condizioni con te non ci ragiono sicuramente.
Sig.ra LAGANA' Adesso basta. Calma, calma. State calmi che porto il gelato.
WALTER
(a Pina, conciliante) Io direi di dichiarare esaurito l'argomento-Sicilia. (all'onorevole) Onorevole, la colpa è forse anche mia. Penso di averle subornate prima che arrivasse lei. Errore di valutazione: non conosco questa terra ( evidente, nel tono, è l'obiettivo di ingraziarsi l'onorevole)
PINA
(guarda Walter con stupore, colpita dalla metamorfosi del fidanzato)
ONOREVOLE (quasi con tono assente) Beati voi nordici che siete così ... decaffeinati. Già nel tono di voce si avverte nebbia e pace.
Sig.ra LAGANA'
(entra col vassoio dei gelati) Su, su, adesso vi passate la bocca ( Adagia il vassoio sul tavolino. Serve le coppe d'acciaio ricolme di gelato al pistacchio)
ONOREVOLE
(prendendo la sua coppa, alla moglie) Che gusto è?
Sig.ra LAGANA'
Al pistacchio!
ONOREVOLE
(Allontanando la coppa) Non ne voglio. Lo sai che non mi piace!
Sig.ra LAGANA'
Ma come, l'ho preso da Costarelli, i pistacchi freschi di Maletto!
ONOREVOLE
(con una punta di capriccio infantile) E a me non piace!
Sig.ra LAGANA'
(lamentosa) Era tutto chiuso, ho fatto di corsa la spesa, Costarelli aveva pochi gusti ed ho scelto in fretta.
ONOREVOLE Costarelli? Pochi gusti? Ma va'. E' che sei svanita ormai, signora!
Sig.ra LAGANA'
(querula) Ma Filippo ...
ONOREVOLE
(irritato) Va', va', va' ...
Ancora disagio tra tutti nel gustare un gelato di cui il padrone di casa non gode. Il malumore dell'onorevole è evidente. Riprende a passeggiare. Ognuno, nel silenzio più glaciale, ( è il caso di dirlo) consuma il suo gelato. Walter sembra rimpannucciato e ingobbito. Elena sbatte le palpebre svanita. Scuderi sembra uno stoccafisso. Pina è triste e infelice.
Sig.ra LAGANA'
(fa per uscire)
ONOREVOLE
Dove vai?
Sig.ra LAGANA '
Vado a prenderti qualcosa, può darsi che trovo una gelateria aperta. Te lo prendo ai gelsi rossi che ti piacciono tanto, va bene?
ONOREVOLE
(seccato) Ma lascia perdere! (sconsolato) La tua remissività è pari alla ribellione di quella (indica Pina) ... . e io sono un uomo infelice ... (riprendendosi dal momentaneo smarrimento) Ma sappiatelo (alzando l'indice in aria come il Cristo del Giudizio Universale di Michelangelo) " Frangar sed non flectar" ( a Pina) A te ti dico ...
PINA
(di scatto, alzandosi) Papà ti ho detto che non ho voglia di litigare. Quando sei in queste condizioni finisce tutto a schifìo, lo sai bene. L'anno scorso dopo due giorni ero già sull'aereo per Milano ... !
WALTER (abbrancando la ragazza) Pina, calmati ti prego, non siamo a teatro ...
PINA
(scrollandoselo di dosso, coi nervi a fior di pelle) Ma cosa capisci tu? Cosa capisci!
WALTER
(suadente) Su, su, calma, ti prego calma. Vieniti a sedere. Occorre calma.
ONOREVOLE
( a Pina) E' il ragazzo che ti ci vuole per i tuoi bollenti spiriti. Tu hai bisogno di un pompiere.
PINA
(implorante) Papà ti prego, tutto, ma non la volgarità.
WALTER
(come un vigile, alle prese coi turni di passaggio agli incroci) Onorevole la pregherei, anche a lei, di moderare i toni.
Cala ancora silenzio. Ognuno sembra pensare ai casi propri. Si avverte nell'aria che la serata s'è irrimediabilmente guastata.
Sig.ra LAGANA' (alzandosi) Tolgo 'sta roba.
ELENA
(mogia, mogia) Le do una mano.
Le due donne escono col vassoio e le coppe di gelato. Anche Scuderi, vedendo che non è aria s'allontana con una scusa.
SCUDERI
Faccio due passi.
ONOREVOLE
Dove minchia vai tu... Scappi come un coniglio.
SCUDERI
Onorevole, la prego!
ONOREVOLE
(perentorio) Siediti, ché ormai sei lungo abbastanza. (riprendendo una fredda calma che non promette nulla di buono. A Pina) Senti, dico a te, non appena ritorna tua madre facciamo consiglio di famiglia. E ho bisogno di testimoni.
PINA
Per quello che mi devi dire, bastiamo io e te.
ONOREVOLE
- E "attesti"! E "attesti"! (sicilianismo per "ti interstardisci") Sei dura come una pietra lavica sangue di Giuda!
PINA
(stremata) Senti papà, ma dobbiamo fare sempre questa sceneggiata? Te ne devi fare una ragione ormai, non sono più una bambina!
Rientrano le due donne.
ONOREVOLE
Qua c'è tua madre. Qui ci sono i testimoni ed ecco il discorso. Breve, conciso, lapidario. Ti do tre mesi di tempo. Maritata e "arrizzittata" (sicilianismo per "sistemata"). La vita della zingara è finita. La commedia sbaracca e l'attrice torna a casa. Torna a casa Lassie!
PINA
Non se ne parla nemmeno. Le decisioni che riguardano la mia vita sono mie e basta. E' da tempo che ho finito di prendere ordini da te.
ONOREVOLE
E allora signora attrice, non prenderai più una scrittura (fa il segno della forbice) Tagliamo i cordoni. E' finita la ribellione a pagamento Come credi che ti abbiano dato questa Antigone? Cosa credi di essere la migliore attrice vivente? C'era una processione di attrici per questo ruolo. Cara figlia non sono più disposto a foraggiare la tua ribellione.
WALTER
(mellifluo) Pina se si potesse ragionare.
ONOREVOLE
- Bravo falla ragionare tu.
PINA
(In preda al pianto ) Non si può, non si può con gente simile. (quasi singhiozzando, irata, al padre) Questo ruolo me lo sono guadagnato, è il mio ruolo, da sempre.
ONOREVOLE
(freddo, implacabile) No, il tuo ruolo vero, quello che sai recitare alla perfezione è quello dell'anno scorso. La figlia nella Professione della Signora Warren, come caspita si chiamava ...
PINA
(singhiozzando ) Vivie.
ONOREVOLE
Brava l'hai detto. Tu sei la figlia, Vivie, e io sono la signora Warren anche se non ho le tette. Mi sta bene. Accetto il ruolo. La signora Warren teneva una catena di bordelli e con le mazzette delle ragazze di vita pagava gli ottimi college della figlia. Così è andata e lo sai bene. (con lo sguardo nel vuoto, ma rivolgendosi di fatto alla platea) Qui, in questa città, è questa la commedia che si rappresenta da sempre. (staccando le sillabe) Con le mazzette dei bordelli si fanno i figli belli! Ma certamente, tutta una generazione è venuta su così. I figli degli architetti e degli ingegneri delle centinaia di opere pubbliche inutili o dispendiose; i figli dei consulenti legali civilistici chiamati quando bisogna approntare atti complessi e le cose vanno bene; i figli dei penalisti quando le cose vanno male; i figli dei politici, sissignora, dei burocrati, che prendono le "cassette d'arance" o fanno fortuna con "società di servizi"; i figli dei giornalisti che raccontano lo schifo non per amore di verità ma per condizionare questo e quello; i figli degli imprenditori che aprono buche per poi riempirle; chi altro? Ma certo, i figli dei drammaturghi e cineasti e letteratucoli vari che rappresentano il "degrado" come dicono loro guadagnandoci però in diritti d'autore e premi letterari pagati con quali soldi? Renditi conto, cara figlia attrice, che tutti ci guadagnano. Il vizio, il male, rendono, ingrassano, è la virtù che mortifica e scarnifica. E peraltro da noi si dice: " Cu campa rittu, mori afflittu". Comprendi perciò, figlia cara, che tante mosche vivono, con rispetto parlando, della merda di questo mondo. Ma si deve però avere il coraggio di dire che come la merda è merda così le mosche sono mosche, insetti sporchi e molesti, non angeli caduti!
Un imbarazzato silenzio cade dopo le parole dell'onorevole.
PINA
(mortificata, realizza che nelle parole del padre c'è una scomoda verità, intollerabile, ma in qualche modo una verità che lei conosce e che passato ha tenuto in considerazione) Sta bene papà, cosa debbo fare a questo punto? Tu mi stai dando una sola responsabilità. Quella di essere tua figlia. Una responsabilità che tu mi hai trasferito col sangue, che tu hai voluto trasferire volontariamente in me. La mia unica colpa è quella di essere tua figlia ...
ONOREVOLE
(goffamente lirico) Una vena mia che batte fuori di me ...
PINA
Già, sangue del tuo sangue. Ebbene per essere tutta me stessa ti restituisco tutto quello che mi hai dato ... Conosci il finale della Signora Warren del resto ... Vivie se ne va per sempre ...
ONOREVOLE
Eh no! Eh no! Troppo tardi e troppo comodo!
PINA
Cosa vuoi di più? Ti restituisco o meglio lascio nella disponibilità del Dottor Savarese l'appartamento di Milano. (Walter allibisce)
ONOREVOLE
Di più, di più, mi devi restituire tutto: gli studi che hai fatto comodamente, le vacanze buone, i momenti di serenità, quel colore pallido e delicato che il benessere ti ha impresso sulle guance, il colore e la lucentezza di quei bei capelli ... Tutto deriva dalle mazzette, dal male! Anche i tuoi bei ricordi
PINA
(dandogli sulla voce) Non ce ne sono ...
ONOREVOLE
... Le bamboline, i corsi di vela, i viaggi all'estero. Voglio indietro i tuoi comodi e bei trent'anni ... tutto!
PINA
(scoppia a piangere)
ELENA
(esplode) Basta, basta, lei è un bruto, un mostro, un mostro!
SCUDERI
Muta, muta, per carità, statti muta!
ELENA
(divincolandosi) No, debbo parlare se no scoppio. (all'onorevole ) Lei è un mostro. Sta scritto che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli.
ONOREVOLE E' vero il contrario pazza!
ELENA (non dandosene per intesa, al marito) Voi, voi avete distrutto tutto, che c'entriamo noi? Che c'entriamo noi coi vostri progetti di massima, progetti esecutivi, varianti, revisioni prezzi, appalti, forniture, "cassette d'arance" e porcherie varie coi mammasantissima? Sappiatelo, noi nel segreto dell'urna, vi abbiamo sempre votato contro, sempre, sempre!
SCUDERI
(urlando) Sei una killer, una cecchina dell'urna. Una comunista!
ELENA
Comunista? No!! Non sappiamo quello che siamo ... forse siamo liberali e democratiche, ma qui, dove tutto è arretrato, se si vuole essere effettivamente democratici o liberali bisogna votare almeno comunista!, per controbilanciare.
SCUDERI
(picchiandosi platealmente le palme aperte sulle guance) Una comunista! Una comunista in casa!
ELENA
(implacabile e pazza) Avete girato le spalle all'onestà e vi siete giustificati dicendo che c'era il comunismo! Avete fatto patti con la delinquenza ... perché c'era il comunismo! Avete fatto strame della democrazia e ci avete sempre minacciati: o noi o il comunismo! E noi? Siamo diventati comunisti per non essere tutto quello che siete voi. Ci avete pure rubato l'identità politica, maledetti!
SCUDERI (l'aggredisce fuori di senno) Ah maledetta pazza, tragediatora, rovinafamiglie. Vattene, vattene! (Walter nel frattempo ha tentato di bloccarlo)
ELENA
Si me ne vado, me ne vado con Pina, vado a prendermi la mia libertà finalmente!!!
ONOREVOLE
Basta, basta con questa sceneggiata. Che le signore se ne vadano pure ... Acqua davanti e vento di dietro. ( a Pina, in un estremo tentativo di spiegarsi e di tentare forse un accordo. A bassa voce) ) Io ho solo spiegato le mie ragioni, ragazza.
PINA (serena pur nel vivo del dramma interiore) E' vero, hai ragione, papà, la tua ragione. E proprio qui nasce la tragedia: non quando ci sono le ragioni da una parte e i torti dall'altra ... La tragedia affiora quando tutti abbiamo ragione, le nostre ragioni.
ONOREVOLE
Ma lascia perdere, le tragedie son cose troppo alte per noi, noi al massimo facciamo sceneggiate ...
Squilla il telefono. L'onorevole afferra con rabbia la cornetta)
ONOREVOLE
(alla voce dell'interlocutore si rabbuia) Ah ... sei tu? A quest'ora? E' proprio urgente? Dove sei? ... Tra una mezz'ora sono da te. (alla moglie) Esco un attimo ...
Sig.ra LAGANA'
Ma dove vai a quest'ora Filippo, è mezza notte e mezza! Non puoi dare, oltre i tuoi giorni, anche le tue notti alla politica.
ONOREVOLE
(scuro in volto. ) Non è politica ... questa ... (esce)
Cade ancora il silenzio. Un silenzio insopportabile e senza fine. Poi, si odono deflagrare i colpi di pistola. Ventisei, ravvicinati e a raffica i primi, distanziati e inesorabili gli ultimi.
Sig.ra LAGANA'
(affacciandosi dal parapetto, urlando teatralmente) Filippooo! (poi, mordendosi le mani, a bassa voce) Filippo, Filippo ...
Cedono le luci. Pina spettrale, avanza sul proscenio e recita, nella finzione scenica il brano dell' Antigone, che in effetti rammemora mentalmente.
PINA
O mia città
e voi signori ricchi ed influenti
di questa mia città,
o voi fonti di Dirce
e tu bosco di Tebe
mi prendo almeno voi per testimoni
ditelo almeno voi, ditelo a tutti
come e per quali leggi,
senza pianto d'amici
io vado ad una dimora così strana
che è carcere e tomba.
Infelice che sono
io né morta né viva,
non c'è posto per me
nelle case dei vivi
né in quelle dei morti.
.........................
WALTER
Figlia, ti sei lanciata
agli estremi confini dell'audacia
e sei andata a cozzare
di schianto nei gradini
dell'altissimo trono
dove siede la dea della Giustizia.
Tu forse ti sei presa sulle spalle
qualche grave peccato di tuo padre.
Messo in Rete addì 20 luglio 2001
© Alfio Squillaci
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