La scena si apre nel mezzo dell’accesa discussione fra Iago e Roderigo. Attraverso le loro parole, veniamo a conoscenza del comune odio per Otello, detto il Moro: questi ha scelto Cassio come nuovo Luogotenente piuttosto che Iago, suo Alfiere (che sotto la maschera del dovere non serve altri che se stesso e la sua borsa), e ha portato via a Roderigo la ragazza che amava, la figlia di Brabanzio. È notte, e Venezia rivela poco a poco i suoi chiaroscuri alla luce delle torce. I due giungono alla casa di Brabanzio e lo svegliano a gran voce, svelandogli che la figlia, Desdemona, è fuggita di casa per congiungersi ad Otello. Iago lascia la scena e raggiunge il suo signore, mentre Brabanzio, verificata la fuga della figlia, si getta alla forsennata ricerca di Otello insieme a Roderigo ed altri uomini.
Atto I, scena II
Atto I, scena III
Atto II, scena I
Atto II, scena II
L’Araldo di Otello proclama una notte di festeggiamenti per lo scampato pericolo turco e per il matrimonio del Moro.
Atto II, scena III
Atto III, scena I
È la mattina successiva. Cassio cerca di recuperare il favore perduto assoldando dei musicanti che suonino per Otello. Il suo Buffone li manda via e Cassio lo prega di fargli parlare con Emilia, moglie di Iago e dama di compagnia di Desdemona. Dopo essersi intrattenuto brevemente con Iago, entra Emilia e subito lo rassicura: la sua destituzione è stata dettata dalla prudenza, ma alla prima occasione sarà riabilitato. Riesce anche a farsi promettere un incontro con Desdemona.
Atto III, scena II
Otello impartisce alcune disposizioni militari.
Atto III, scena III
Atto III, scena IV
Atto IV, scena I
Atto IV, scena II
Atto IV, scena III
Atto V, scena I
Atto V, scena II
Commento
Non è cosa facile accostarsi ad un testo quale l’Otello. Basta dare una rapida scorsa alla prolifica e discorde critica che ha suscitato, per capire che le diverse reazioni che in ogni epoca la tragedia ha saputo evocare non possono essere ascritte ad un semplice “dramma della gelosia”, quale non è anche ad una prima e superficiale lettura. Ci ritroviamo infatti subito catturati dal vortice delle emozioni, degli avvenimenti serrati, delle parole che prorompono solenni e di quelle tenute nascoste, lasciate fluire a metà, e sentiamo scorrere sottopelle quegli stessi ingorghi emotivi che causano, nel testo come in noi stessi, disorientamento, rifiuto, dolore.
«Dietro al gioco dei bisticci linguistici, dietro al molto rumore, ci sono le contraddizioni di una realtà che vede gli uomini strettamente divisi da barriere formali: la diversità dei loro linguaggi troppo strettamente legati ai ranghi di ciascuno di loro è fonte di continui equivoci pericolosi; l'unico modo di superarli è il rendersi conto che tali divisioni non sono altre che nulla, vuoti ingannevoli artifici» (Giorgio Melchiori).
"Otello" è una tragedia permeata di immaginario, un'opera inquietante che, nell'investire e sommuovere le stesse coordinate conoscitive e ideologiche di un'epoca, continua a turbare lettori, spettatori e critici del mondo contemporaneo. Riflettendo, come in uno specchio, contraddizioni culturali e sociali che vanno ben al di là della trama, questo dramma è infatti ben più che una tragedia della gelosia, in quanto mette in questione, nell'opera disgregatrice del disturbato Iago, gli stessi rapporti interrazziali e interpersonali, e - in un transito di simulacri, in una proiezione distruttiva di fantasmi individuali e collettivi - inscena la dannazione della diversità e la morbosa censura della sessualità. Questo ampio studio conduce il lettore, passo passo, alla scoperta delle più segrete articolazioni di un testo di straordinaria complessità.
In questo affascinante percorso di Nadia Fusini attraverso eroi esemplari della letteratura e dell'arte, leggeremo di uomini e donne, e dei loro modi di incontrarsi e scontrarsi, di amarsi e distruggersi. Perché "tanti e diversi sono i volti dell'amore e molteplici le sue figure": Otello e Desdemona; Caterina, "La bisbetica domata", e Petruccio; Maggie Tulliver, la tragica eroina del "Mulino sulla Floss" di George Eliot, e il fratello Tom; Ulrich e Agate ne "L'uomo senza qualità"; Annabella e Giovanni in "Peccato che fosse puttana" di John Ford, fino a Ottilia, personaggio perverso de "Le affinità elettive", a Hester, intrepida nell'odio ne "La lettera scarlatta", a Salomè e Giovanni Battista, a Giuditta e Oloferne, a Medea, a Dalila, ad Antigone.
The Moor Otello, governor of the island and a general in the Venetian army, arrives in port as a tempest rages. Iago, Otello's ensign, confers with Roderigo, a fop who has come to Cyprus because of his unrequited love for Desdemona, a Venetian beauty recently married to Otello. Promising to help Roderigo, Iago says Desdemona should soon tire of her Moorish husband, adding that he himself has reasons for revenge on Otello, who passed him over for advancement, promoting Cassio instead. Iago proposes a toast; when Cassio declines any more drink, Iago says he cannot refuse to salute Otello's new wife. Cassio consents and grows tipsy as Iago provokes Roderigo to a duel with Cassio...........
William Shakespeare
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