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OttieroOttieri  -  Una tregedia milanese -  Guanda, Parma, 1998, pp.106, £ 20.000

Quando verrà ricostruita la storia morale, intellettuale e anche... sessuale delle nostre classi dirigenti, un capitolo particolare dovrà essere assegnato alla borghesia milanese. Per intanto accontentiamoci di questo spiraglio offertoci da Ottiero Ottieri. In una Milano dal cielo livido di lamiera, fra un classe intenta ad adorare ogni giorno il Dio danè, Ottieri cattura una storia -  non il denso romanzo polifonico che occorrerebbe - stilizzata e dalle forme teatrali. Antonio, chirurgo plastico di fama ("Che cos'è la vita se ha come unico scopo arricchire e per arricchire imbrogliare?" già!) ed Ennia la sua procace segretaria - che dice troppo spesso la fatale parola "attimino" - unitamente ad altri personaggi entrano ed escono di scena forsennatamente scaricandoci davanti, in parti dialogiche assegnate come nei copioni teatrali, la loro farsesca e tragica incapacità di vivere. Il romanzetto cattura per l'eloquio spiritato e sinistro di questi "esauriti", respinge per le stesse ragioni: il lettore ha tutto il disagio, poco godibile invero,  di ritrovarsi momentaneo ospite di "Villa Turro", celebre clinica milanese. 
Alfio Squillaci

dal 26 ott. 2001
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