Michel Houellebecq - Piattaforma Nel centro del mondo - Bompiani, Milano, 2001.
...in un mare di squallore.
Voluto, ferocemente descritto, vomitato sul lettore compiacente.
Incuriosita dal personaggio Michel Houellebecq, ho letto il suo romanzo
"Piattaforma nel centro del mondo", Bompiani 2001
Inizio "annoiato" di personaggio viziato: l'uomo abbiente, immaturo quel che basta per aderire al solito personaggio dell'ennesimo single di ritorno. Economicamente "attento": il mondo capitalista è e dev'essere tutto un affare e bisogna essere accorti per sgomitare nel mondo del benessere acquisito.
Sentimenti: sorvoliamo.
Sesso: a metà tra la divagazione solitaria e l'avventura adeguatamente
pagata. Più denaro si ha a disposizione e più esotica diviene la meta dell'avventura stessa.
E così s'apre lo sguardo sul mondo dei viaggi organizzati, si scoperchia
l'immondo pentolone del turismo sessuale, dove il mondo ricco e quello povero si fottono in tutti i sensi.
Con la crudeltà della routine.
In questo contesto nascerà un amore complice. Troppo. Rivelatore di tutta la decadenza del mondo occidentale, assieme alla stolta malinconica povertà meretrice della sua...controparte.
Un amore infertile e vizioso, come l'opulenza è incline a favorire in un
mondo che tende a vivere per produrre e consumare ed esaltare con nuove emozioni la ripetizione annoiata del consumo.
Parole dure per l'Islam?
Ci sono. Taglienti. Nettissime:..."l'Islam poteva nascere soltanto in un
deserto ottuso, in mezzo a beduini che nn avevano altro da fare che -mi scusi l'ardire - incularsi i loro cammelli. Sappia, cher monsieur, che più una religione si avvicina al monoteismo ( e qui mi chiedo come mai sono insorti soltanto i Musulmani contro l'autore) e più diventa disumana e crudele; e l'Islam , di tutte le religioni è quella che professa
e pretende il monoteismo più radicale e che sin dai suoi primi vagiti si
distingue per le guerre che scatena e i massacri che perpetra..." ecc.
Cosa nota. Come il processo inerente.
La storia prosegue con il tentativo di sfruttamento di massa dei viaggi a
scopo erotico ( ed "erotico" è un complimentoso eufemismo) ed il raid
punitivo finale, che spazza via ed il progetto... e l'insano amore.
Che pare per l'autore l'unico possibile, nella sua visuale vitale.
Una carneficina. Da cui nessuno si salva.
Apparentemente vittima, il personaggio protagonista più e più volte appare nudo nella sua totale decadenza: nel lutto interiormente deforme e e squallido portato alla figura paterna; nella denuncia della paura totale della responsabilità paterna ( e materna ) del mondo occidentale nella rinuncia a riprodursi : " i figli in fondo, erano come animali domestici, forse con qualche cattiveria in più; magari erano più come scimmmiette,ecco. Mettere al mondo un figlio poteva anche avere dei vantaggi, mi dissi: per esempio, avrei potuto insegnargli a giocare a Mille Bornes...ecc.".
Cinismo, puro. Spento.
Di sè: l'addio finale: " di me non sopravvivrà nulla e non merito che
qualcosa mi sopravviva; sarò stato un individuo mediocre, sotto tutti gli
aspetti...." e procede, con eguale senso di vuoto.
Romanzo terribile ed ammiccante. Il personaggio si descrive, ad esempio, come un tizio che cerca nel testo la narrazione di dettagli sessuali per praticare autoerotismo, poi...l'autore calca la mano inserendo brani assai espliciti di sessualità spinta: come dire al lettore: non credere di essere diverso. Sei eguale alla marmaglia qui descritta. Senza ideali e senza futuro.
Per contro, chi li ha ne è esaltato.
Ognuno distrugge e s'autodistrugge in un'epoca storica di verità arrivate, come nodi, al pettine dell'autocoscienza. Che andava di moda negli Anni Settanta. Ora è una larva cieca di verità brancolanti nel buio, esse stesse...buio.
Mi chiedo come sarà l'umanità che potrà leggere questo romanzo come una "vecchia curiosità", come saranno le generazioni future.
Mi sorprende che l'indignazione si sia sollevata da sola parte islamica, o
gli altri han poco da indignarsi, semmai soltanto da abbassare il capo: il mondo ricco s'è coperto di avidità, di aridità, di vizio e di vergogna ,di cui ha perso il senso e l'altro mondo, quello povero, è schiavo della prostituzione da un lato alla seduzione della ricchezza ed un'infame voglia distruttiva degli Infedeli.
Fotografo eccellente della vanità terrificante dell'esistenza attuale.
Mi vien voglia di leggere soltanto libri dei bambini per dirmi che ancora
esiste qualche angolo di purezza.
Potessi mantenere un IO incontaminato. Potessi, lo chiederei ad un Dio. Se credessi.
Rossana Massa