Peter Høeg, Il senso di Smilla per la neve, Mondadori, Milano 1994
"Un bambino che nasce è qualcosa da cercare, qualcosa da seguire, una stella, un'aurora boreale, una colonna di energia nell'universo. Un bambino che muore è una crudeltà."
Smilla conosce più di nove modi di versi per dire "neve". Ribelle, scontrosa, indipendente, l'amore per il ghiaccio è sempre stato uno dei legami indelebili con la sua terra e la terra di sua madre: la Groenlandia. Costretta da bambina, dopo la morte della madre, a trasferirsi in Danimarca insieme al padre, ricco e celebre medico danese, dentro di sé ha sempre conservato qualcosa dello spirito selvaggio e libero dei groenlandesi, intraprendendo una vita tormentata e instabile.
Smilla è fredda come il ghiaccio che tanto ama e a cui ha dedicato specifici studi di glaceologia, rifiuta qualsiasi contatto umano, a cominciare dal padre, con il quale vive un difficilissimo rapporto fatto di incomprensioni e da cui fugge sempre, fin da quando era bambina. Il padre per lei rappresenta la Danimarca, con le sue contraddizioni e le sue rigide convenzioni sociali, in cui, per una groenlandese come lei, la vita è tutt'altro che facile.
Donna bella, intelligente, elegante e priva di preoccupazioni economiche, grazie ai soldi con cui il padre (che, a differenza di lei, la adora) la mantiene mensilmente, Smilla trascorre le proprie giornate sola, con l'unica compagnia di Esajas, un bambino groenlandese figlio di una vicina di casa. Tra i due è nato col tempo una sorta di magico rapporto: Smilla fa per lui le veci della madre, alcolizzata, ed Esajas, così scontroso e riservato, trova in lei l'unica persona con cui aprirsi e da cui lasciarsi accudire senza timore.
Perciò, quando Esajas viene trovato morto sotto un palazzo molto alto, Smilla non può credere alla versione della Polizia che sostiene che il bambino sia caduto giù dal parapetto del palazzo, dopo essere scivolato sulla neve, probabilmente durante uno dei suoi giochi infantili. Lei sa che Esajas soffriva terribilmente di vertigini, sa che niente al mondo avrebbe potuto portarlo su quel palazzo così alto, se non la paura, il bisogno di fuggire da qualcuno o da qualcosa, talmente forte da vincere il suo terrore dell'altezza. Ma fuggire da chi? Fuggire da cosa? E poi, Smilla è in grado di leggere sul luogo dell'incidente particolari che nessun altro è in grado di capire: le impronte sulla neve non mentono, dicono che Esajas non è scivolato, dicono chiaramente che il bambino si è buttato giù dal parapetto dopo essere indietreggiato per molti metri. E allora, come fare per dimostrarlo? Come andare a fondo in una faccenda che sembra fin dall'inizio adombrare qualcosa di molto grosso e di molto pericoloso?
Smilla comincia le sue indagini personali, sfidando i divieti della polizia e avvalendosi dell'aiuto di una sola persona, un meccanico vicino di casa, con il quale Esajas aveva instaurato una certa confidenza. Insieme intraprenderanno la loro crociata per scoprire la verità, utilizzando metodi leciti e illeciti, servendosi di qualunque mezzo per arrivare alla soluzione circa la morte del bambino e ritrovandosi implicati in una vicenda incredibile dal finale imprevedibile.
Thriller dalle dinamiche inaspettate e affascinanti, Il senso di Smilla per la neve, può avvalersi di un'ambientazione insolita nelle bellissime terre del Nord, così misteriose e sconosciute, aiutando il lettore a conoscere la realtà danese e soprattutto quella dei groenlandesi, popolazione poco nota a noi europei.
L'autore, brillante e geniale scrittore danese, vanta uno stile fresco ed energico, il personaggio di Smilla è costruito in maniera eccellente ed il romanzo è disseminato di sottili riflessioni sugli argomenti più diversi, delle vere e proprie "chicche" che rendono la lettura stimolante e appassionante, indipendentemente dalla trama avvincente della storia. Un libro unico, un romanzo straordinario, che spinge chi legge a riflettere su tanti aspetti della società moderna, in particolare, sulle contraddizioni e sulle peculiarità della mentalità e del pensiero occidentale.
Emma S. 17 anni.
Peter Høeg was born in Denmark in 1957. Prior to dedicating himself full-time to writing ten years ago, he pursued a variety of occupations; he worked as a classical ballet dancer, an actor, a drama teacher, a crew member on pleasure boats, and a champion fencer. As an extensive traveler, he spent considerable time in Africa and the Caribbean. Høeg has just established a non-profit organization to aid Third World women and children named the "Lolwe Foundation," to which he will donate all of his profits from the worldwide sale of his latest book "The Woman and the Ape."
Høeg is the author of several novels and a collection of short stories. "Smilla's Sense of Snow," published by Farrar, Straus and Giroux in 1993, was his third novel but the first to be published in English. It immediately took critics by storm, receiving rave reviews from the likes of Robert Hathan, who wrote in The New York Times Book Review, " a brilliant...an unexpected pleasure." Fernanda Eberstadt declared it "profound intelligence" in her review for The New Yorker. It was chosen by Time and Entertainment Weekly as best novel of the year and appeared on hard-cover bestseller lists around the country for months. The paperback was on the New York Times paperback bestseller list for 26 weeks.
Peter Høeg arrived on the Danish literary scene in 1988 with "The History of Danish Dreams" which introduced a very original and new voice to Danish literature. This debut novel was published in the United States to the delight of critics in 1995. Reviewers characterized this as a "very fine piece of imaginative writing" (The New York Times Book Review) and as "an exuberant, free-wheeling fantasy" (Washington Post Book World).
With his second book, a collection of short stories called "Night Stories" Peter Høeg, as described in The New Republic Magazine, "brought to modern Danish literature an intensity, a worldliness, a love of language and a depth of learning that entirely on their own have raised the standards for contemporary writing in Denmark."
Høegs fourth book "Borderliners" was also published by Farrar, Straus and Giroux in 1994 to critical acclaim. Entertainment Weekly called it a "brilliant novel of shattering force" and Newsweek`s Laura Shapiro expressed a common sentiment, "a forceful tale...just as with Smilla, one question hangs in the air when the last page is turned: when do we get his next book?"
Peter Høeg, a courteous but publicity-shy man, lives with his wife and two daughters in a small apartment in Copenhagen.