Jean-Luc Hennig - Bi-Sulla bisessualità maschile - ES, Milano, 1997, pp.117.

Dall'autore di Breve storia delle natiche, ci giunge, presso il medesimo editore, questo saggio sulla bisessualità maschile. Chi sono i bisessuali? Degli eterosessuali che tralignano o degli omosessuali che "tradiscono"? Dopo il terzo sesso (quello omosessuale), sarebbero i protagonisti di un quarto sesso? Nonostante Freud, Groddek, Kinsey, Master & Johnson  e Shere Hite, si può forse scoprire che per alcuni soggetti l'indifferenza del sesso nella scelta del partner (l'ambiguità per eccellenza), è una frontiera non ancora adeguatamente sondata. Il libro fluttua tra citazioni colte e resoconti dagli spogliatoi di rugbisti, nel tentativo estremo di dare giusti contorni ad un oggetto i cui confini sfuggono allo stesso autore. Forse l'approccio più corretto per una tematica densa di interrogativi. I tanti viados sulla strada delle nostre città (e soprattutto i tanti loro clienti), confermano che quegli interrogativi non sono stati ancora sciolti.
Alfio Squillaci

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Esempio 1
Altri testi
Secondo o contro natura? Per i greci e per i romani i rapporti omosessuali, largamente diffusi, erano parte della cultura. Beninteso se si trattava di rapporto tra persone di sesso maschile.

La donna che amava altre donne era una figura minacciosa e perversa, nel migliore dei casi pateticamente caricaturale.
Eva Cantarella in questo libro, che è stato tradotto in molte lingue, ricostruisce il quadro complesso di questa cultura analizzando i testi giuridici, le testimonianze dei poeti, i documenti della vita quotidiana e le riflessioni di storici, filosofi e medici. Al di là delle differenze, peraltro rimarchevoli, tra il rituale educativo della pederastia greca e l'omosessualità di stupro della più antica cultura romana, appare in tutta la sua evidenza che sia i greci sia i romani erano bisessuali.
Alla distinzione eterosessualità-omosessualità, che a partire dal cristianesimo diventerà il solo criterio applicato per stabilire la naturalità o meno dei rapporti, greci e romani anteponevano quella attività-passività, e consideravano 'contro natura', in un uomo, solo l'assunzione del ruolo sessualmente passivo in età adulta.

del 26 novembre 2004
Le passioni di un condottiero

Quando morì Efestione, compagno amatissimo, Alessandro perse letteralmente la testa: «Non essendo in grado di controllare il dolore - racconta Plutarco - Alessandro fece tagliare la criniera a tutti i cavalli e i muli, abbatté i merli dei muri delle città vicine, crocifisse il medico (che aveva curato Efestione), non permise che nel campo si sentisse musica di flauti...». Ma nulla leniva il dolore, e allora «ricorse alla guerra, come se andasse a caccia di uomini sottomise le tribù dei Cossei e fece uccidere tutti i giovani in età di combattere...». Anche chi conosceva da sempre Alessandro fu colpito da questi eccessi. Certamente, Efestione era un amico speciale. Cresciuto con lui, lo aveva seguito in tutte le sue avventure, e Alessandro lo amava come nessun altro. L' unico che poteva competere con lui, nel cuore del condottiero macedone, era Cratero: cosa, questa, che a Efestione non piaceva affatto, come non piaceva a Cratero. Racconta Plutarco che più volte i due erano venuti alle mani, e che un giorno Alessandro, per placare la loro reciproca gelosia, giurò loro su Ammone e sugli altri dei di avere più affetto per loro che per qualunque altro uomo. Erano amanti di Alessandro, sia l' uno sia l' altro? Lo erano stati ambedue, in momenti diversi? Difficile dirlo, ma poco importa. Quel che pare incredibile è che, di fronte alla storia di un personaggio come Alessandro, attorno al film di Oliver Stone (ancor prima che sia uscito), nascano polemiche su un argomento come i suoi eventuali rapporti con altri uomini. Un gruppo di avvocati greci, addirittura (la notizia è stata riportata dalla stampa internazionale) minaccia di citare il regista per aver adombrato una simile ipotesi. A dir la verità, la questione è semplicemente risibile. Che la vita sessuale di Alessandro non si sia limitata agli amori che oggi definiamo eterosessuali (una parola allora inesistente, e un concetto allora incomprensibile) è assolutamente ovvio. Per i greci - e Alessandro era imbevuto di cultura greca - i rapporti tra uomini erano assolutamente normali. L' etica sessuale greca identificava la virilità con l' assunzione del ruolo attivo nel rapporto sessuale. A un uomo, dunque, era consentito avere rapporti sessuali sia con le donne sia con gli uomini, purché, in quest' ultimo caso, si riservasse il ruolo di partner attivo. Partner passivi dovevano essere (quantomeno, teoricamente) solo gli adolescenti. I ragazzi giovani, infatti, erano equiparati alle donne sotto molti punti di vista: come le donne non avevano la piena capacità di ragionare, e dunque, come le donne, erano sottoposti a tutela; come le donne, non erano (non erano ancora, nel loro caso) sessualmente attivi, e quindi, sino quando non raggiungevano la maturità, potevano avere un amante adulto. Questo, il quadro nel quale collocare i rapporti di Alessandro con Efestione, Cratero e altri compagni: un quadro che, ovviamente, non esclude affatto che Alessandro avesse rapporti con le donne. Li ebbe, spesso e volentieri, turbolenti, a volte tempestosi, come del resto rientrava nel carattere del personaggio. La passionalità e le intemperanze di colui che avrebbe conquistato il mondo e dominato su un impero sterminato si erano manifestate, infatti, sin dalla più giovane età[... ]
Eva Cantarella

Vedi anche
Gloria Persico
Bisessualità e dintorni. Il sottile confine dell'identità sessuale | 1ª ed.
Bruno Mondadori 2001

Attraverso le storie raccontate dai protagonisti, l'autrice ci introduce in questa duplicità sessuale non prevista dalla nostra cultura, ne spiega le origini e le ragioni, scandaglia i dubbi e le confusioni proprie sia del bisex sia di chi gli vive accanto, e ci conduce in un mondo dove il diverso non può essere considerato tale. Molti studiosi affermano che siamo tutti bisessuali, altri scrivono che la bisessualità non esiste. Tuttavia è crescente il numero delle persone che dichiarano di essere bisessuali o che, pur conducendo una vita apparentemente etero, hanno rapporti omosessuali clandestini.