Ennio Flaiano - Tempo di uccidere - BUR , Milano 2000

Sconcertante attualità d'un titolo concertato, in alternativa, a quello scelto per il racconto originario: "Il dente".
La vicenda si dipana da una necessità: un militare impegnato nella campagna d'Etiopia s'allontana dal campo, alla ricerca d'un medico, è il mal di denti a guidarlo nel suo cammino.
Il viaggio, in un paesaggio africano dalla scenografia veritiera, ma
poco romanzesca e senza concessioni romantiche, lo porterà invece da una donna, poi da un uomo e da un bambino, in uno strano contesto familiare.
Lui e la donna, casuale compagna d'avventura, per vincere la
lontananza da un amore angelicato e sublimato, lo avvincerà in uno scambio di morte.
L'uno ucciderà l'altro, secondo un destino consono alle rispettive
culture. Lui userà un'arma da fuoco a casaccio, le sparerà con un colpo deviato, un proiettile contro un sasso, con ogni probabilità,
indirizzato alla...paura del buio ( e dei coccodrilli); lei con la triste
rassegnazione letale della sua terra: contagiandolo con la lebbra.
Chi cerca un Flaiano spassoso, qui non lo trova.
Soavemente immerso invece nella tragedia di un mondo civilizzato opposto ad uno che non lo è, impegnati entrambi a darsi il peggio della propria essenza.
La morte per violenza sbadata, che il mondo ricco sparge intorno, con facilità estrema. La stessa, appunto con cui si preme un grilletto ( interessante sapere che gli Abissini chiamavano certi fucili, di facile carica, "sciarmhuta", che significa "prostituta").
La morte lenta ed inesorabile, figlia della miseria e dell'ignoranza, che il mondo povero ha quale patrimonio esistenziale.
Ed il lebbroso bianco non è più nulla, men che mai un  appartenente ad un mondo evoluto. Non gli resta che "africanizzarsi" in una muta attesa senza risposte a stanche domande.

Romanzo dolente, che Flaiano stesso, in un certo senso, quasi "rinnegò" allontanandolo dal suo estro creativo, disconoscendolo. Come se non lo amasse.

Di una pagina della Bibbia si fa cartina di sigarette, come se l'illusione per l'operato divino si potesse così riassumere: in un gesto di composta disperazione.

Gustosi gli appunti che accompagnano il romanzo, un diario che Flaiano tenne tra il 1935  ed il 1936 in Etiopia, dov'era col grado di sottotenente. Neorealismo graffiante.

Un assaggio:
"Passa un'autocolonna di artiglieria.
Sul primo pezzo "Verso la Gloria".
Sul secondo "Sempre ed Ovunque"
e così di seguito: "Ruggo, Rombo, Rompo", "Difendo la Patria", eccetera. La rettorica si è sfogata. Sull'ultimo pezzo, hanno scritto soltanto : "Ginetta"....
Il patriottismo era alle corde della fantasia.

Rossana Massa





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Esempio 1

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