Bram Dijkstra - Perfide sorelle - La minaccia della sessualità femminile e il culto della mascolinità, Garzanti, Milano, 1997, pp.541.

Il denso e brillante saggio di questo professore americano dal cognome impronunziabile, traccia le origini culturali di quel tipo di donna - fatale vaginodentata, vamp (che qui si ricorda è abbreviazione di "vampiro"), dark, mantide, tigre, lupa - ossia di quella vera e propria "terrorista biologica" che tanti maschi ha inquietato ed inquieta.

La singolarità del lavoro consiste nel calare l' "eterno femminino" - nozione troppo vaga - nella storia, in quel periodo cruciale della Belle Epoque. Epoca non neutrale per il nostro discorso poiché proprio in quegli anni si saldano le ideologie biomediche di origine darwiniana, presto diventate razziste verso tutti i non-evoluti e gli involuti - la donna ipersessuata e dunque "primitiva" in primis -, con il nascente immaginario di massa alimentato dalla narrativa popolare e soprattutto dal cinema.  Dijkstra sonda con competenza e sagacia l'uno e l'altro universo culturale così che ne viene fuori un originale studio estetico-ideologico a mezza via tra storia delle idee e mitopoiesi di massa, e dove è posto in evidenza, in più luoghi, il nesso "ideologico" (ma nutrito da molte convinzioni "scientifiche") tra sessismo e razzismo, tra sogni di sterminio della donna (ginecidio) e stermini reali dei diversi (genocidio).
Alfio Squillaci
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Esempio 1
"Baciami, stupido!", sussurra la donna fatale al bravo padre di famiglia, irresistibilmente attratto dal suo perfido fascino. La dark lady, con la sua carica sessuale primitiva e distruttiva, succhierà dalla sua vittima ogni forza vitale, strappandola alle regole del suo ambiente e abbandonandola a un destino di degradazione. Questa situazione è ormai diventata un luogo comune, uno stereotipo in apparenza datato che però nasconde i suoi reali significati. Perché in quella battuta, in quegli sguardi, in quel vincolo erotico si condensano le teorie pseudoscientifiche elaborate intorno alla fine dell'Ottocento per giustificare la supremazia dell'uomo bianco sulle donne e sulle "razze inferiori". Dalle pagine di economisti ed evoluzionisti, demografi e medici, psicologi e naturalisti, l'immagine della donna mantide e vampira ha invaso ben presto la cultura di massa, da 'Dracula' alla fantascienza. Ha trionfato nelle pellicole hollywoodiane con Theda Bara e Louise Brooks, Greta Garbo e Marlene Dietrich. Ha lasciato tracce evidenti in scrittori di rango come Conrad, Faulkner e Hemingway. Con un'esemplare indagine nella storia culturale del Novecento e nella psicologia collettiva, Bram Dijkstra ricostruisce le diverse sfaccettature di questa visione della femminilità e del corrispondente culto del maschio, ne evidenzia gli stretti legami con le teorie misogine e razziste del nazismo, ne mette a nudo i presupposti e le devastanti conseguenze. Questa immagine della donna non ha infatti perso la sua forza, come dimostra il successo irresistibile delle bellezze anoressiche che riempione i nostri rotocalchi e le nostre fantasie. 


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<<< Su Perfide Sorelle (Evil Sisters) vedi questa interessante intervista a Bram Drijkstra
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