Oliver Twist
Romanzo di Charles Dickens apparso a puntate in una rivista mensile dal Febbraio 1837 - all'Aprile 1839
Un bambino viene messo al mondo nell’ospizio parrocchiale dei poveri da una donna che dopo averlo dato alla luce muore. La vecchia Sally, che assiste alle nascite e alle morti in quel luogo di pena, riceve dalla donna morente un medaglione e un anello. Bumble, lo scaccino, battezza il bambino col nome di Oliver Twist. Oliver è internato in un orfanotrofio diretto da Mrs Mann, fino all’età di nove anni, compiuti i quali fa ritorno all’ ospizio.
All’ospizio gli orfani sono sottoposti a spietati maltrattamenti e patiscono la fame fino al punto che lanciano i dadi a sorte per decidere chi tra loro chiederà più minestra in rappresentanza del gruppo. È scelto Oliver. Al pasto serale, dopo la somministrazione della razione normale, Oliver ardisce farsi avanti e chiederne di più all’ istitutore.
Oliver è marchiato come un facinoroso capopopolo ed è praticamente espulso dall’ospizio e offerto come apprendista a chiunque voglia prenderlo. Dopo un periodo di apprendista spazzacamino, un mestiere davvero pericoloso e in cui molti bambini vi lasciavano la vita soffocati nelle strette condutture, Oliver viene assunto dal becchino Sowerberry.
Oliver si batte contro Noah Claypole, un altro apprendista becchino, dopo che questi l’aveva deriso sulla madre morta. Ingiustamente battuto per questa offesa, Oliver abbandona il posto da becchino e raggiunge Londra.
Nei sobborghi della capitale, Oliver, stanco ed affamato, fa la conoscenza di Jack Dawkins che gli offre un posto in cui poter rimanere a Londra. Così Oliver fa ingresso in una banda di ladri capeggiata dal sinistro Fagin. Oliver, inconsapevole, va a "lavorare" con Dawkins, soprannominato anche “Artful Dodger” (abile furbacchione) e Charlie Bates, un altro dei ragazzi della banda di Fagin e capisce ben presto qual è il reale mestiere di Dawkins quando questi pizzica il portafoglio dalla tasca di un signore. Quando il signore, Mr. Brownlow, s’avvede del furto scambia Oliver per il colpevole, il quale dopo un tentativo di fuga e un inseguimento, è bloccato e arrestato dalla polizia. Oliver, rimasto ferito nell'inseguimento, riesce a chiarire la propria condizione di testimone del crimine ed è preso a benvolere dal Brownlow che lo porta a casa sua con l’intenzione di recuperare il monello di strada.
Oliver è trattato gentilmente a casa Brownlow e, dopo un periodo di recupero, è inviato dal sig. Brownlow per una commissione presso un commerciante locale per pagargli 5 sterline e per restituirgli alcuni libri. Lungo il tragitto Oliver è bloccato da Nancy e Bill Sikes e fa ritorno al covo della banda di ladri di Fagin. Il sig. Brownlow, pensando che Oliver sia fuggito con i suoi denari conclude che Oliver era un ladro anche prima. Questa supposizione è ulteriormente rinforzata quando Bumble lo scaccino, rispondendo ad un annuncio sul giornale messo da Brownlow per chiedere informazioni riguardo a Oliver, esprime pareri sul ragazzo ad egli totalmente sfavorevoli.
Oliver è costretto da Fagin ad accompagnare Sikes in un furto che necessita di un ragazzo di piccola complessione per entrare attraverso una finestra ed aprire la porta ai ladri. Il furto è sventato, la casa messa in allarme e Oliver ferito. Oliver è medicato e rimesso in salute in casa Maylies, la casa che Sikes stava tentando di svaligiare. Oliver racconta la sua storia ai Maylies ed al dottor Losberne.
Il misterioso Monks, rivelatosi essere fratellastro di Oliver, losco figuro che faceva coppia con Fagin nello scellerato tentativo di riprendere Oliver per condurlo sulla strada del crimine, adesso ordisce trame per impossessarsi della quota parte dell’eredità legittima dell’ignaro Oliver. Infatti la donna di Sike, Nancy, che ha a cuore la sorte di Oliver, ascolta per caso il piano di Monks e di Fagin e fa partecipe della sua scoperta Rose Maylie nella speranza di contrastare il piano. Rose recluta alla causa di Oliver il sig. Brownlow, il Dott. Losberne ed altri.
Bumble lo scaccino ha sposato intanto la direttrice dell’ ospizio, la sig.ra Corney che in precedenza, assistendo alla morte della vecchia Sally, si è impossessata del medaglione e dell'anello che la vecchia Sally aveva preso dalla madre di Oliver sul suo letto di morte. Monks compra il medaglione e l'anello dai Bumbles sperando, con l’intento di distruggerli, di far restare sconosciuta la vera identità di Oliver.
Nancy incontra il sig. Brownlow e Rose Maylie sul London Bridge e li informa su dove trovare Monks. Fagin che ha seguito Nancy , in preda all’ira, dice a Sikes che Nancy li avrebbe senz’altro denunciati. Sikes assassina brutalmente Nancy e fugge via da Londra.
Monks è preso dal sig. Brownlow. Fagin è arrestato e condannato all’impiccagione. Sikes, inseguito dalla folla, a sua volta resta impiccato casualmente nel tentativo disperato di fuga. I Bumbles sono rimossi dalle loro cariche presso l’ospizio, e perdendo ogni sicurezza economica cadono a loro volta in povertà e sono pertanto internati nello stesso ospizio che fino a poco prima dirigevano.
Oliver si rivela essere il figlio illegittimo di Edwin Leeford e di Agnes Fleming.. Leeford ha generato il diabolico Edward (Monks) da un'unione precedente finita male. Dopo aver sedotto Agnes, Edwin muore, lasciando come ultima volontà che il bambino non ancora nato erediti le sue proprietà a condizione che «in età minorile non abbia macchiato mai il suo nome con alcun atto pubblico di disonore, di meschinità, di codardia, o di scorrettezza», in tal caso tutti i beni sarebbero andati ad Edward (Monks), da qui il tentativo di Monks di corrompere Oliver tramite Fagin.
Monks riceve tuttavia la metà dell'eredità di Oliver dal sig.Brownlow, che era stato un buon amico di Edwin Leeford, nella speranza che cominci una nuova vita. Monks fugge ben presto in America in cui sperpera rapidamente la sua parte e muore in prigione. Rose Maylie si rivela essere la sorella di Agnes Fleming ed è stata adottata dal Maylies dopo che i suoi genitori erano morti, pertanto Rose è zia di Oliver.
Oliver riceve la sua eredità ed è adottato dal sig. Brownlow. Rose può sposare il lungamente amato Harry Maylie.
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Opera giovanile di Dickens, romanzo-romanzo nella sua lunga catena di colpi di scena e di agnizioni finali, fortemente debitore del genere picaresco del secolo precedente e della lezione di Fielding, autore di romanzi che prendono il titolo dagli eroi eponimi (Tom Jones, Jonathan Wildt, Joseph Andrews), Oliver Twist si distingue per la freschezza del dettato narrativo e la forza della rappresentazione realistica. La penna sorgiva di Dickens fu favorita tuttavia nell’Inghilterra vittoriana, allora il centro del mondo, dalla diffusione di massa dei giornali periodici in cui la storia usciva a puntate, ma anche dall’effetto "rispecchiamento", anch'esso un fenomeno di massa a noi ben noto (si vedano le narrazioni seriali televisive) ossia quello di vedere sulla pagina ciò che non era difficile scorgere svoltando l’angolo della via. Nella Londra turbolenta di inizio Ottocento, in preda alla feroce lotta tra le classi sociali, la dialettica poveri-ricchi, buoni-cattivi, che non necessariamente combaciano nella successione, trova in Dickens un cantore particolarmente intonato. Dickens, che ha sperimentato sulla propria pelle i colpi dell’oltraggiosa fortuna di una infanzia dura e disperata, approdato alla condizione di intellettuale-giornalista che vive della propria penna, non affonda il suo bisturi fino all'aperta denuncia del conflitto di classe. Altro è il suo scopo. Conosce la tragedia del vivere ma non vuole portarla sulla carta senza sottoporla ad uno speciale trattamento. Consegna perciò il romanzo ad un'atmosfera inconfondibile, la sua, in cui senza falsificare i dati della realtà, anzi partendo da essi (ricordiamo che Dickens venne aspramente criticato dai benpensanti per aver portato in letteratura ladri e prostitute), affievolisce la tragedia sociale in un'arietta da melodramma. Tutti trovano un posto nel mondo, grazie al demiurgo narratore che, distribuendo le carte, assegna il paradiso sociale ai buoni e l’inferno ai reprobi, evitando forse ai suoi lettori l’impegno di più gravose catarsi . Fa niente che nel mondo reale non sempre finisca così. Ma chi l’ha detto che il romanzo debba mimare la vita così com’è? Non è forse vero che talvolta questo genere letterario, il più imprevedibile e privo di regole, invochi la vita come invece dovrebbe essere, dando in positivo sulla pagina ciò che è in negativo nel mondo reale? È altrettanto vero che così operando si corre il rischio della facile consolazione, ma Dickens fa in modo che resti sempre nella mente di chi legge un retrogusto di amarezza – il massimo che egli possa concedere - tale che la composizione nell'armonica finzione romanzesca del caos informe della vita associata avvenga con un sottinteso patto di tacitazione del lettore, il quale è invitato a non chiedersi troppo, se non vuole guastarsi la festa di una tranquilla e avvincente lettura e negarsi lo spettacolo di un mondo messo in sesto, sui suoi giusti cardini, una volta tanto.
sinossi e commento a cura di
Alfio Squillaci
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