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Esempio 1
Cecilia Chailly
Andrea De Carlo
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dal 9 luglio 2002

Cecilia Chailly - Era dell'amore - Bompiani, Milano 2002

 Cecilia Chailly di professione fa l'arpista, ed è  abbastanza quotata. Il romanzo in questione è il suo primo. Narra una vicenda palesemente autobiografica dove c'è lei, che nel romanzo invece che arpista è pianista e si chiama Era, che incontra un regista che si chiama Guido Guelmi. Da questo incontro viene fuori una storia d'amore tempestosa.

Nella storia i due litigano e si riappacificano molto. Viaggiano. Lui,
che ha una testa di ricci rossicci, va con le altre, la tratta male, poi
torna, si umilia, non la vuole mollare. Lei va a Los Angeles, Porto
Venere, Gubbio e un'altra località montana che non ricordo. Piange,
scrive il diario e parla della sua famiglia, da cui si è allontanata
molto giovane per conquistare una sua libertà, per poi ritrovarla in
seguito e farci la pace. Poi c'è il diario, le consultazioni degli "I
ching", l'ex moglie e il figlio di lui, i disegnini in presa diretta
sulla pagina a stampa eccetera. Insomma, la trattazione di un amour fou adagiata su uno scenario di vita milanese nella quale si muovono
personaggi del mondo dell'arte, della pubblicità, della musica.

Il romanzo è quello che è, inutile dilungarsi troppo. Se non fosse che
leggendolo m'è venuto in mente un romanzo di Andrea De Carlo,
"Arcodamore". In quel romanzo De Carlo racconta la storia tempestosa tra un fotografo (nel quale ovviamente adombra se stesso) e un'arpista. Il libro, poi, è dedicato a Cecilia. Così sbobino molti particolari che
ritornano nei due libri: lui che pratica le arti marziali, lei che vive
in una mansarda, lui che la raggiunge alla cena con gli orchestrali a
Ferrara, lei che all'inizio ha un fidanzato di colore e altre cose che
tralascio.

La stessa storia, vista da destra e da sinistra. Che i due, Chailly e De
Carlo,  hanno avuto una relazione nella realtà e ci hanno scritto sopra
un romanzo a testa, ognuno contenente il proprio punto di vista. Due
romanzi mediocri e zeppi di luoghi comuni (molti di più nel romanzo
della Chailly); due romanzi pubblicati dalla medesima casa editrice, la
Bompiani.

Risulta inquietante (sì vabbe', si fa per dire) che nel mondo editoriale
italiano si pubblichino romanzi nel quale due belli e creativi si
raccontano a vicenda la storia dei loro amorazzi. Perché nel lettore
(quantomeno in "questo" lettore) scatta subito la domanda: "Ma a me,
della storia tra De Carlo e Chailly che cavolo me ne frega?". Che
c'avessero almeno costruito intorno due romanzi decenti!

Mi chiedo (domanda senza senso e senza risposta, va da sé): nelle case editrici in base a quali criteri decidono che libri pubblicare? C'è una linea di tendenza che si configura come un "fattore Harmony" riguardante gli accoppiamenti dei rappresentanti del mondo culturale italiano?
A quando la prossima saga?
Damiano Zerneri

Un intreccio di sensualità, sofferenza, amore, odio e violenta follia, ambientato nell'Italia d'oggi. Era, una giovane pianista nel pieno della crisi esistenziale, incontra Guido, un regista di successo con alle spalle un matrimonio fallito. Fra loro nasce una tortuosa e appassionante relazione amorosa, che li costringe a seguire i ritmi del cuore, al di là del controllo razionale, fra intimità domestica e viaggi, desiderio di costruire un rapporto e incomprensioni reciproche, picchi altissimi di amore e ricadute, speranze e delusioni, gelosie e inganni. 

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