"Dalla prima pagina il romanzo di Vincenzo Cerami ti prende obbligandoti a fissare uno sguardo spietato su un campione di società italiana quanto mai rappresentativo: il mondo di un impiegato di ministero, che passa la vita a mandare avanti pratiche di pensione attendendo di andare in pensione lui stesso e di portare suo figlio a occupare un posto nello stesso ministero, a un grado superiore al suo. Una storia di impiegati ce la aspetteremmo grigia e povera di fatti e prevedibilmente caricaturale; invece qui di fatti ne succedono parecchi e dei più romanzeschi: da una incongrua cerimonia di iniziazione massonica a una cruenta irruzione nella cronaca nera quotidiana, a una allucinata, truce vendetta". (Italo Calvino).
Vittime e carnefici, specie quando le prime si rendono inconsapevolmente complici dei secondi, sono entrambe personalità estreme, capaci di gesti estremi. Qualche volta i loro ruoli si scambiano e si sovrappongono. E il crimine comincia a scegliersi una data, un luogo, un'orario preciso. Tutto porta lì, infallibilmente, all'appuntamento finale con il destino. L'autore ricostruisce, con minuzia di dettagli, l'invisibile filo che ha legato vittime e carnefici in quattro clamorosi delitti italiani. Negli occulti moventi di questi fattacci di cronaca nera si intravedono le mitologie stravolte dell'Italia provinciale di ieri e di oggi, con i suoi scoppi di assurdo furore.