Marta  Boneschi - Senso. I costumi  sessuali degli italiani dal 1880 ad oggi - Mondadori, Milano, 2000, pp.361.

Nel romanzo Uomini e amori di Guido Morselli sono contrapposte due coppie: la prima avvinta in un matrimonio d'amore  e la seconda in un amore senza matrimonio: etica la prima unione, estetica la seconda. Nel recensire quell'opera si esortava il lettore ad afferrare tutto il codice amoroso dell'epoca (anni '40) e si sottolineava che in materia di morale sessuale  - dopo la pillola, la rivoluzione sessuale e il divorzio -  più che decenni erano  trascorsi evi.
Nel bel libro di Marta Boneschi che abbiamo tra le mani, tutto ciò - l'evoluzione del costume sessuale in Italia - è ampiamente trattato. Dico evoluzione più che rivoluzione (sessuale) in quanto che molti di noi, quaranta-sessantenni,  siamo portati a credere, per falsa prospettiva autobiografica, che il grande rivolgimento, avveratosi  in termini di  vera e propria rottura,  sia accaduto  negli anni '60, a partire proprio dalla diffusione degli anticoncezionali di massa che separarono il sesso dalla procreazione, e dell'espansione sempre più massiva di comportamenti improntati alla libertà estetico-sessuale. 
Se c'è un pregio che si vorrebbe subito ascrivere al conto della Boneschi è proprio quello di aver dimostrato - senza porlo come tesi esplicita tuttavia- che il processo di liberazione sessuale è del tipo sedimentativo, di lunga durata, e avercene mostrato tutto l'accidentato e tortuoso percorso.
Tutto è iniziato - se si può porre un momento di abbrivo  in una materia come questa -  con la Belle Époque, in quel periodo che intercorre  tra gli ultimi decenni del secolo scorso e i primi del nostro, in cui la "questione sessuale" viene posta per lo più in termini medici e patologici. (Si veda sull'argomento anche il libro di B.Dijkstra). È l'epoca che vede le indagini di Havelock Ellis,  Krafft-Ebing e Freud, e in Italia di  Mantegazza e Niceforo, oltre che di Lombroso e di intellettuali come Roberto Michels che sapevamo genialmente impegnato  in tematiche di scienza della politica. 
La Boneschi sottolinea come in epoca liberale,  dominata dalle istanze scientifiche, anche i dizionari (il Bergoglio 1896) sono molto espliciti, e se riflettono ampiamente le disposizioni mentali del momento quando definiscono i bordelli "una casa di delizie" e lo stupro "corrompimento di verginità", non arretrano davanti a  termini quali pene, cazzo, clitoride, vulva, masturbazione, ninfomania, che nella successiva epoca fascista e clericale (1920-1960) scompariranno però del tutto, investiti dalla gelata moralistica. 
Segue dopo lo choc della Grande Guerra quel periodo, gli anni 20-30, che seppur dominato da ferree dittature politiche e morali, vede i comportamenti e i costumi subire notevoli accelerazioni. 
In un argomento inafferrabile come questo della morale  e dei comportamenti sessuali che richiederebbero una webcam accesa in tutti i letti degli italiani per averne una nozione più aderente ai fatti, è chiaro che la Boneschi deve accontentarsi di spie indiziarie, e fare  appello a tutte le fonti documentarie le più disparate: romanzi, rotocalchi, manuali di sessuologia e di galateo sessuale, casi giudiziari, vecchie leggi e regolamenti, e quant'altro, oltre la registrazione  di quegli eventi legati al costume quotidiano, quali le innovazioni nell'abbigliamento e la diffusione della cosmesi, o l'adozione di nuovi balli. In tema, se noi crediamo che la lambada sia il più erotico dei balli, pensate invece che cosa fu l'irruzione del  tango in quegli anni 20  rispetto ai balli quali il valzer: "lei è stretta in una morsa; non è escluso che i genitali maschili premano contro il pube femminile e che il seno di lei si appiattisca contro la cassa toracica di lui". Quanto all'abbigliamento, due capi di vestiario, -l'anglo-indiano pijama  che dà lo sfratto alla ridicola camicia da notte, e gli americani  jeans-, segnano gli spartiacque  del porgersi del corpo nelle ore  notturne e diurne. 
Segue la trattazione  in quel periodo della seconda guerra mondiale che è sicuramente "il più grande trauma sessuale di tutti i tempi" ma, con il suo carattere di parentesi tra le regole del passato e quelle del futuro (per inciso le due storie d'amore di Morselli finiscono in guerra), contribuisce all'innovazione e ad una maggiore scioltezza dei rapporti tra i due sessi.
Si giunge ai giorni nostri: se tutta la storia dei rapporti uomo-donna   non è che una lenta evoluzione dall'ottocentesco matrimonio d'interesse al novecentesco matrimonio d'amore, le tappe successive sono quelle davvero rivoluzionarie del  sesso separato dalla procreazione, dovuto all'avvento degli anticoncezionali, e, ultima meta,  la procreazione separata dal sesso (con le metodiche di ingegneria genetica). Infine, gli orizzonti sconosciuti che si stanno aprendo solo ai giorni nostri del  sesso separato dai corpi, con l'avvento di Internet.
Vorrei infine segnalare altri pregi del libro della Boneschi: il tono di divulgazione alta, che è raro in Italia, e la notevole forza di affabulazione. Certamente l'esposizione dell'immane  materiale raccolto  è talora rapsodica e saltellante, ma forse non v'era altra scelta per chi s'era posto lo scopo di un'esposizione tematica, oltre che  storico-cronologica, di un argomento, il sesso, così inafferrabile.
Alfio Squillaci

dal 12 giugno 2001
Marta Boneschi
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Esempio 1
Trascurate dalla grande storia, rivivono in queste pagine dieci ragazze ribelli che, attraverso gioie e dolori, successi e delusioni, sono riuscite a raggiungere il loro obiettivo. Maria Montessori e Rita Levi Montalcini lottano ostinate per iscriversi alla facoltà di medicina; Angela Merlin e Teresa Noce si oppongono al fascismo; Franca Valeri e Alida Valli si fanno strada nel mondo dello spettacolo. E ancora, Luisa Spagnoli crea con il Bacio un cioccolatino immortale, in un mondo imprenditoriale tutto maschile; Armida Barelli organizza milioni di giovani cattoliche; Lucia Bosé, quando vede svanire il suo successo è in grado di ricominciare; Franca Viola porta il suo stupratore in tribunale. 

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In sintesi 
Le nozze di convenienza e il matrimonio d'amore, le case di tolleranza e la prostituzione di strada, il mito fascista della virilità e il movimento di liberazione femminista, Sigmund Freud e la pillola anticoncezionale, Pio XI, Alfred Kinsey, Lina Merlin, D'Annunzio, Malaparte, Sibilla Aleramo, Moravia, la censura di Rocco e i suoi fratelli e i siti pornografici su Internet: gli italiani e il sesso in oltre un secolo di storia. L'autrice racconta una lunga storia che ha avuto per teatro la camera da letto ma anche le piazze e le aule parlamentari. Una storia che svela come il rivolgimento dei costumi ha inizio proprio quando il decollo industriale, l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro, la psicoanalisi avviano una marcia inarrestabile. 


Descrizione 
La storia di un popolo e della sua cultura passa anche attraverso la camera da letto. Consapevole di questa verità, Marta Boneschi ha dedicato il suo ultimo saggio a una tematica sociale rilevante e delicata come quella dei costumi sessuali del nostro paese dalla fine dell'Ottocento ai nostri giorni. A partire da vicende note o meno note, avvenimenti tragici o gustosi aneddoti, personaggi e nomi famosi e non, la scrittrice, ex-giornalista e storica della società e della condizione femminile (suoi i saggi Poveri ma belli, La grande illusione, Santa pazienza), traccia l'evolversi di un processo che pare inarrestabile. Dal sesso ufficialmente autorizzato, consumato nel letto coniugale e con lo scopo della procreazione, alle delizie dell'eros coltivate dai libertini di inizio Novecento e così ben illustrate nelle opere di D'Annunzio; dalle grandi passioni e i matrimoni d'amore della belle époque all'Italia maschia e virile di Mussolini, con tanto di esaltazione del culto della verginità da parte della Chiesa. E poi la parentesi di libertà del secondo conflitto mondiale, il ritorno all'antico pudore e la rivoluzione del '68: la pillola, le battaglie per il divorzio e l'aborto, fino al sesso apparentemente "liberato", privo di tabù e limitazioni. Approfondita e scrupolosa, l'analisi della Boneschi è attenta non solo agli avvenimenti ma anche alle loro radici e alle loro conseguenze, passate e future, a tormenti, contraddizioni, ambiguità vecchie e nuove, rivelando la grande sensibilità di un'autrice capace di raccontare, insieme alla storia dei singoli, i destini di una società.



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