Christian Jacq - Il romanzo di Ramses - La dimora millenaria, Mondadori, Milano,1997, pp.392.

"La storia è un incubo dal quale ci dobbiamo ancora svegliare", diceva James Joyce. Talvolta però può essere un piacevole sogno come nei romanzi storici. I francesi hanno un bel termine, rêverie, ossia fantasticheria. Questa di Jacq è una rêverie storica che induce coloro che vogliono abbinare l'effetto ipnotico che dà sempre una narrazione lunga, con l'effetto straniante di un viaggio nel tempo, a sentire su di sè sia il brivido della Storia intesa come immersione nei secoli perenti, sia l'incanto della storia intesa come racconto, come lunga e seriale affabulazione. Ed eccoci intrufolati anche noi tra Ramses e Nefertari, distenderci anche noi sulle rive del Nilo, calmi ed enigmatici come una sfinge "allungata sullo sfondo di solitudini", come dice Baudelaire.
Jacq è un egittologo di fama, figlio spirituale di Champollion, che coniuga capacità narrative a conoscenze scientifiche. Ne consegue che lo sfondo della narrazione è vero o verosimile (tutto ciò che riguarda la vita quotidiana dell'antico Egitto) mentre non lo è ciò che è in primo piano: la vicenda e i personaggi. La forza di un grande narratore è di riuscire a confondere i piani di verità. Ce l'ha fatta Jacq? Pare di sì visto il successo planetario.
Alfio Squillaci


<<<Torna all'Indice Recensioni
Christian Jacq
Esempio 1
La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line
Loading
Tweet