Esempio 1
Esempio 1
Germaine Necker,  baronessa de Staël-Holstein (alle spalle il busto del padre)
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M.me de Staël (nata Germaine Necker, quindi baronessa de Staël-Holstein). Letterata francese (Parigi, 1766 - Parigi, 1817).

 Figlia  del famoso banchiere Necker, ministro di Luigi XVI, M.me de Staël vive una intensa  infanzia in un ambiente intellettuale e mondano di prim’ordine. Nel  1786, sposa l'ambasciatore della Svezia a Parigi, il barone Erik Magnus de Staël-Holstein (1749-1802), di diciotto più grande.

 L'esilio
Va a vivere in rue du Bac ed apre un salotto mondano che la Rivoluzione, presto, trasforma in salotto politico. Aderisce inizialmente  alla Rivoluzione con entusiasmo, ma, nel 1792, spaventata dai suoi eccessi, la condanna e deve allora rifugiarsi al castello di Coppet, in Svizzera, dove vive il suo primo esilio. Dopo il  Termidoro, ritorna a Parigi nel maggio 1795 e riapre il suo salotto di rue du Bac, dove tenta di mediare tra aristocratici e   Giacobini. Ma le sue libere critiche, le sue aspirazioni alla libertà ed al cosmopolitismo la rendono sospetta ai Direttori e, nel dicembre, è  nuovamente in esilio a Coppet, quindi   ritorna a Parigi, dove svolge un ruolo politico di primo piano fino al 18 brumaio (colpo di Stato di Napoleone). A partire da questa data, apre il suo salotto a tutti i nemici di Bonaparte.

La relazione con Benjamin Constant
È presso di lei  che Benjamin Constant -  col quale avrà una relazione lunga e  tormentata - redige il discorso dove denuncia "l'alba della tirannia", mentre lei  - nel frattempo scrive Della letteratura considerata nelle sue  relazioni con le istituzioni sociali (1800), a cui si ispirerà la generazione romantica. Della letteratura cerca di provare storicamente il progresso dello spirito umano nelle lettere e pone questo principio, che sarà di Taine: l'opera letteraria non è un trastullo di spiriti eletti ma deve essere posta  in connessione con  l’ambiente  sociale in cui  sorge. E’ una forma di conoscenza che, mentre rivela un mondo, da  quel mondo - inteso come natura più civiltà  e come “anima” di un popolo - è alimentata. M.me  de Staël polemizza così contro l'Accademia e restituisce la letteratura alla società e ai popoli, in qualche modo  la fa scendere dal freddo Parnaso classicista  nel mondo degli uomini. Fatto questo che oggi può apparire scontato, ma tanto non lo era allora, se si dovette procedere in qualche modo ad una specie di “rivoluzione romantica” di cui la de Staël  è la principale corifea. Ma il suo merito risiede soprattutto nell’aver iniziato  i suoi contemporanei alle letterature straniere. Sotto questo profilo M.me de Staël è la vera iniziatrice della letteratura comparata  e attraverso essa la prima grande antropologa studiosa dei costumi intra-europei e dei relativi “caratteri nazionali”di cui ancora si attende un vero studio. 

Nel  1802, pubblica un romanzo, Delphine. Nel 1803, riceve da Napoleone  l'ordine di ritirarsi a quaranta miglia da Parigi. Parte allora, in compagnia  di Benjamin Constant, viaggia attraverso la Germania, visita l'Italia, quindi va a vivere  a Coppet (1805), dove esercita un singolare irradiazione intellettuale nel celebre Circolo di  Coppet, cui fecero parte i migliori cervelli d’Europa:  « La donna   più straordinaria   mai vista - scrive Stendhal -  che governò  la conversazione francese e portò al più alto grado di perfezione l'arte brillante dell'improvvisazione su qualsiasi argomento » 

M.me de Staël  accoglie allora i letterati stranieri più noti (Sismondi, Bonstetten, de Villers, Main de Biran,  i fratelli Schlegel,  i fratelli Humboldt, e in Italia tiene contatti con Vincenzo Monti, più tardi col  gruppo de “Il Conciliatore” e col primo movimento romantico dei Di Breme e Borsieri). Pubblica Corinna o l’Italia nel 1807 un romanzo-conversazione, resoconto del suo viaggio in Italia, dove ad un tempo vengono avanzate le ragioni della donna e viene lanciato il mito dell’Italia primitiva e non corrotta dalla civiltà che tanto irretì Stendhal . (vedi anche il Discorso sugli Italiani di Leopardi che  alla Corinne della de Staël fa esplicito riferimento).

Della Germania 
La pubblicazione in Francia della prima parte del suo libro Dell’Allemagne (1810) è vietata e l’opera  è trattenuta  prima della sua messa in vendita. Non uscirà che  nel  1813, a Londra. Dell’Allemagne è uno studio complessivo  sulla Germania e sui tedeschi (clima, natura, cultura, letteratura) condotto con spirito caustico e brillante com’è naturale nella penna di questa donna. Al contempo è una protesta vigorosa, in nome del principio delle nazionalità, contro lo spirito di conquista, e per questo non poteva non  causare le reazioni di Napoleone che nei fatti impedì la diffusione del libro. 
L’opera  consta di  quattro parti: Della Germania e dei costumi dei tedeschi; Della Germania e delle arti; la filosofia e la morale; la religione e l'entusiasmo. Nelle prime due parti, M.me  de Staël rivela ai francesi una Germania a loro sconosciuta, benché idealizzata. Studia i grandi autori contemporanei, in particolare Goethe e Schiller, ed evidenzia   l'opposizione che esiste tra il Nord, romantico, ed il Sud  classico. Avanza, per la letteratura, una libertà totale. La vuole anche aperta alle influenze straniere, adiuvante il  progresso sociale. Tutto ciò può sembrare molto ovvio ai giorni nostri, solo se si tace che fattori quali la relativa scarsità di traduzioni, la censura, i governi, gli establishment letterari locali (specie francesi) erano forti elementi ostativi  allo scambio tra le culture europee, cui  invece M.me  de Staël  si dedicò con tanta generosità per tutta la vita. A questa donna così intelligente, briosa,  quanto colta, si dovrà tornare tutte le volte che si vorrà fare uno studio sui costumi degli europei, sulle letterature comparate, sul carattere di “deposito” della letteratura rispetto all’anima dei popoli (la letteratura esprime il “genio” di un popolo), sugli esordi del romanticismo, sul proto-femminismo, sugli elementi fondativi dell’ideologia liberale.   
 
Nel  1811, M.me  de Staël, vedova dal 1802, sposa un giovane ufficiale svizzero, John Rocca, e riprende i suoi viaggi attraverso l'Europa: Russia, Svezia, Inghilterra. Rientra in Francia con la Restaurazione, che la delude con le sue misure antiliberali. Nel 1816 attende ad un Saggio sulla traduzione, che apparirà nello stesso anno a Milano. Muore a Parigi il 13 luglio 1817, lasciando un'imponente   corrispondenza. Postumo apparirà l'importante saggio politico Considérations sur les principaux événements de la Révolution française uno dei testi di riferimento del liberalismo europeo.



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Pagina a cura di alfio squillaci
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MADAME DE STAËL
dal  23 aprile 2003
Il ruolo della donna secondo Madame de Staël
Brano tratto da De la littérature (1800)

L'existence des femmes en société est encore incertaine sous beaucoup de rapports. Le désir de plaire excite leur esprit ; la raison leur conseille l'obscurité ; et tout est arbitraire dans leur succès comme dans leurs revers.
Il arrivera, je le crois, une époque quelconque, où des législateurs philosophes donneront une attention sérieuse à l'éducation que les femmes doivent recevoir, aux lois civiles qui les protègent, aux devoirs qu'il faut leur imposer, au bonheur qui peut leur être garanti ; mais, dans l'état actuel, elles ne sont pour la plupart, ni dans l'ordre de la nature, ni dans l'ordre de la société. Ce qui réussit aux unes perd les autres ; les qualités leur nuisent quelquefois, quelquefois les défauts leur servent ; tantôt elles sont tout, tantôt elles ne sont rien. Leur destinée ressemble, à quelques égards, à celle des affranchis chez les empereurs : si elles veulent acquérir de l'ascendant, on leur fait un crime d'un pouvoir que les lois ne leur ont pas donné ; si elles restent esclaves, on opprime leur destinée.
Certainement il vaut beaucoup mieux, en général, que les femmes se consacrent uniquement aux vertus domestiques ; mais ce qu'il y a de bizarre dans les jugements des hommes à leur égard, c'est qu'ils leur pardonnent plutôt de manquer à leurs devoirs que d'attirer l'attention par des talents distingués ; ils tolèrent en elles la dégradation du c œur en faveur de la médiocrité de l'esprit, tandis que l'honnêteté la plus parfaite pourrait à peine obtenir grâce pour une supériorité véritable. [...]
Dès qu'une femme est signalée comme une personne distinguée, le public en général est prévenu contre elle. Le vulgaire ne juge jamais que d'après certaines règles communes, auxquelles on peut se tenir sans s'aventurer. Tout ce qui sort de ce cours habituel déplaît d'abord à ceux qui considèrent la routine de la vie comme la sauvegarde de la médiocrité. Un homme supérieur déjà les effarouche ; mais une femme supérieure, s'éloignant encore plus du chemin frayé, doit étonner, et par conséquent importuner davantage. Néanmoins un homme distingué ayant presque toujours une carrière importante à parcourir, ses talents peuvent devenir utiles aux intérêts de ceux mêmes qui attachent le moins de prix aux charmes de la pensée. L'homme de génie peut devenir un homme puissant, et, sous ce rapport, les envieux et les sots le ménagent ; mais une femme spirituelle n'est appelée à leur offrir que ce qui les intéresse le moins, des idées nouvelles ou des sentiments élevés : sa célébrité n'est qu'un bruit fatigant pour eux. [...]
Ce n'est pas tout encore : l'opinion semble dégager les hommes de tous les devoirs envers une femme à laquelle un esprit supérieur serait reconnu : on peut être ingrat, perfide, méchant envers elle sans que l'opinion se charge de la venger. N'est -elle pas une femme extraordinaire ? Tout est dit alors ; on l'abandonne à ses propres forces, on la laisse se débattre avec la douleur. L'intérêt qu'inspire une femme, la puissance qui garantit un homme, tout lui manque souvent à la fois : elle promène sa singulière existence, comme les Parias de l'Inde, entre toutes les classes dont elle ne peut être, toutes les classes qui la considèrent comme devant exister par elle seule : objet de la curiosité, peut-être de l'envie, et ne méritant en effet que la pitié.

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Il castello di Coppet sul lago di Ginevra
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Benjamin Constant
Carlo Pellegrini, è lo studioso italiano specialista della de Staël , di cui potrai trovare presso IBS i seguenti lavori:

- M. Me de Staël e il gruppo di Coppet 
 Pàtron,1974
 
  
 - Da Constant a Croce. Saggi su scrittori dell'Ottocento e del Novecento, Nistri-Lischi
 1958 
  
 - Il Sismondi e la storia della letteratura dell'Europa meridionale
Olschki, 1926.

Maggiori dettagli: 



 

<<< M.me de Staël . Il sito Ufficiale
Dal mondo classico fino al Novecento, il tema della funzione della fabula, del fantastico, del meraviglioso, ha suscitato celebri dibattiti tra filosofi e letterati. In questo saggio di Madame de Staël, per la prima volta tradotto in italiano con un ampio commento, è possibile ritrovare una serie di riflessioni sul ruolo dell’immaginazione e delle passioni nella letteratura. Una lucida analisi dell’evoluzione dei meccanismi narrativi che, all’interno delle trasformazioni sociali e ideologiche, hanno portato tra Sette e Ottocento alla creazione dei nuovi modelli europei del romanzo. La classificazione in tre tipi di «finzione» (meravigliosa e allegorica, storica, naturale) dà vita a un’affascinante galleria di ritratti, in cui trovano posto autori antichi e moderni.
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Figlia del banchiere Necker (ministro di Luigi XVI) e moglie dell'ambasciatore di Svezia, Anne Louise Germaine Necker M. de Stael Holstein (1766-1817) riuscì ad attraversare indenne la Rivoluzione francese e il regno di Napoleone, di cui fu amica e nemica. Donna di forte personalità e di cultura internazionale, fu in relazione con Simonde de Sismondi, Benjamin Constant, Vincenzo Monti e, soprattutto, con August Wilhelm Schlegel, del quale condivise le teorie sull'arte. In Italia il nome della Stael è spesso ricordato per il dibattito sulle traduzioni che preluse al Romanticismo. Il trattato "De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales", composto in francese nel 1800 e pubblicato solo tre anni dopo in traduzione italiana (citatissima eppure non più ristampata integralmente), è il suo scritto ideologicamente più ardito: la accredita come un'intellettuale che partecipa al dibattito culturale senza alcuna soggezione e rivendica anzi il diritto della donna a partecipare alla vita pubblica. 
L'opera disegna una figura di scrittore responsabile politico del destino collettivo e propone l'assunzione di significati ideologici da parte della letteratura, contemporaneamente fatto sociale e specchio dei fenomeni sociali. Pertanto è considerata fondativa della moderna Sociologia della Letteratura e risulta ancor oggi di scottante attualità. 


On connaît en Germaine de Staël (1766 - 1817) l'écrivain romantique. On sait qu'elle réunit dans ses résidences successives, de Paris à Coppet, le plus grand salon littéraire d'Europe. On oublie souvent que cette femme de plume avait la tête politique. Publiées en 1818, un an après sa mort, les Considérations sur la Révolution française le prouvent. Les Considérations font le récit de la Révolution et de l'Empire, depuis la crise ultime de l'Ancien Régime (1788) jusqu'à la chute de Napoléon Ier (1815). Femme engagée, inspiratrice de la Constitution de 1791, Mme de Staël y mène une réflexion sur les régimes politiques, leurs fondements et leurs évolutions. En ce sens, les Considérations constituent le premier véritable traité de politologie moderne. Deux éléments en font le prix. Mme de Staël pense qu'un bon régime politique se fonde sur une solide Constitution : de ce point de vue, cette enfant du Siècle des Lumières, se réfère tout naturellement à la Grande-Bretagne, patrie des libertés politiques. Cet attachement viscéral à la Constitution semble peser bien peu dans la France du XIXème siècle, embrasée périodiquement par des flambées d'enthousiasme révolutionnaire. Protestante, étrangère, fille de Necker, un ministre chassé pour avoir voulu réformer la monarchie, Germaine de Staël se livre également à un plaidoyer acharné contre l'arbitraire et ne se fait aucune illusion sur le despotisme de l'Ancien Régime ; femme de tête, insensible au prestige des armes et attachée avant tout à la liberté, elle rejette d'un bloc la Terreur de Robespierre et l'autoritarisme de Napoléon. Par son influence sur la pensée de ses contemporains, Mme de Staël a profondément nourri l'idéologie des "libéraux" venus aux affaires sous Louis-Philippe. C'est pourquoi la réédition de ce texte, remis en perspective et annoté par Jacques Godechot, est du plus haut intérêt historique. 
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