Marcel Mauss 
antropologo e sociologo francese  (1872-1950).

  Nato a Epinal, nipote e discepolo di Émile Durkheim, Marcel Mauss studia all'università di Bordeaux (laurea in filosofia), quindi alla Scuola Pratica degli Alti Studi di Parigi (EPHE), prima di essere nominato titolare della cattedra di "Storia delle religioni dei popoli non civilizzati" nel 1901, intitolazione  che ricusa nella sua lezione inaugurale. Durante questo periodo redige il suo Saggio sulla natura e la funzione del sacrificio (1899), come anche Su alcune forme primitive della classificazione(1901). Nel 1925, fonda l'Iistituto d'etnologia (che dirigerà fino al 1939), quindi ottiene una cattedra di sociologia al College de France nel 1931. Figura centrale della cerchia di intellettuali e di scienziati riuniti intorno alla  rivista "l'Année sociologique", fondata da Émile Durkheim, ne garantisce la direzione editoriale alla morte dello zio.

Il  "fatto sociale totale"
Meno preoccupato di sviluppare un sistema teorico come Émile Durkheim, Marcel Mauss si inscrive però nella continuità della sociologia durkheimiana.  Illustrando l'idea di "fatto sociale" con studi concreti, si preoccupa di mostrare come uno solo fenomeno significativo consente di  vedere le strutture sociali sottostanti nella loro totalità. Mette così in evidenza il ruolo centrale di una forma di dono (il potlatch) in alcune popolazioni nord-americane. Estendendo la sua ipotesi alle società antiche (Una forma antica di contratto presso i Traci, 1921), formula l'idea secondo la quale il potlatch sarebbe la forma fondamentale dello scambio, che si sarebbe gradualmente deteriorata nelle società moderne; è il Saggio sul dono, forma arcaica dello scambio (1923-1924), lavoro che raccoglie una somma considerevole di dati etnografici e storici,   che vale a Marcel Mauss la celebrità. Il "dono" (o più precisamente il trittico "dare, ricevere, rendere") si inserisce, al centro delle società arcaiche, in un sistema "sociale totale" (implicando fattori religiosi, economici, politici, familiari e giuridici) che contribuisce a strutturare ed a fare esistere. Il "sociale" (e le forme che assume in un   luogo) non è dunque più un dato, ma una categoria che merita   di essere concettualizzata in quanto tale.

Questa concezione permette a Marcel Mauss di percepire  in modo raffinato e sottile le relazioni tra il collettivo e l'individuale, tra la costrizione e la libertà, e dunque di trattare   questioni tanto antropologiche quanto psicologiche. È qui che si situa il suo principale punto di rottura con Émile Durkheim che, trattando "i fatti sociali come cose", stabilisce una differenza di natura che fonda la specificità dell'oggetto sociologico.

Varietà e influssi dell’opera di Marcel Mauss
Per quanto non realizzi mai egli  stesso degli  “studi sul campo”, Marcel Mauss affronta, nei suoi lavori ed articoli, questioni sorprendentemente varie: la morte, le "tecniche del corpo" (ossia il modo in cui una società impone all'individuo un certo impiego del suo corpo), la magia e lo spavento (fr: transe)... Alla fine della sua carriera, si concentra   particolarmente su questioni metodologiche e pubblica un Manuale d'etnografia (1947) e Sociologia ed antropologia (1950).

L’opera di Marcel Mauss è stata una fonte d'ispirazione decisiva tanto per l'antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss che per molte opere scaturite dalla corrente anti-utilitarista (Bourdieu soprattutto).
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Potlatch: cerimonia di distribuzione di doni praticata dai popoli amerindi  della costa pacifica, dall’ Oregon fino all’Alaska. Questi popoli, come i Kwakiutls, mettevano l'accento sulla concorrenza ed attribuivano un'estrema importanza alla posizione sociale.

I matrimoni e le morti verificatisi nella famiglia dell'ospite potevano essere occasioni di potlatchs. I festeggiamenti cominciavano con danze, un banchetto e discorsi. L'ospite distribuiva allora doni, sotto forma di prodotti alimentari e di vestiario, e poteva giungere fino a distruggere il denaro e ad insultare oralmente i suoi ospiti per mostrare la sua superiorità finanziaria e sociale.

Gli ospiti che ricevevano doni erano obbligati ad organizzare a loro volta  potlatchs in una data successiva. Provavano generalmente ad offrire doni di un valore ancora superiore a quelli che avevano ricevuto, allo scopo di affermare la loro superiorità e la loro ricchezza.



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pagina a cura di Alfio Squillaci
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Saggio sul dono. Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche

Autore Mauss Marcel
I doni, da noi, si fanno e si ricevono a Natale o in occasioni stabilite come i compleanni. Non è considerato "normale" fare regali senza un motivo specifico: il dono è un'eccezione, dove la regola è tenere per sé le proprie cose e ottenerne altre tramite l'acquisto o lo scambio. L'antropologia ci ha invece offerto molti esempi di società presso cui il dono costituisce uno degli elementi fondanti. Mauss, nel suo saggio, mette in evidenza che il dono non è mai gratuito ma non è neppure uno scambio a fine di lucro. E' piuttosto un ibrido poiché chi dona si attende un "controdono". Negli oggetti donati esiste un'anima che li lega al loro autore, ciò li rende quasi un prolungamento degli individui e tesse una rete di rapporti interpersonali.
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L' uomo totale. Sociologia, antropologia e filosofia in Marcel Mauss
Autore Karsenti Bruno

L'uomo totale è l'orizzonte di una "scienza dell'uomo" a cui Marcel Mauss ha dedicato tutta la sua opera. In una serie di studi del primo dopoguerra, culminati nel "Saggio sul dono", rettifica la concezione durkheimiana del sociale come struttura coercitiva del soggetto e rifonda la sociologia in una prospettiva simbolica, come "antropologia generale". L'opera di Mauss offre un contributo decisivo al problema della fondazione ontologica ed etica dell'intersoggettività, alla critica dell'utilitarismo e alla ricerca di un'alternativa alla dialettica hegelo-marxista. Per spiegare la fecondità del pensiero maussiano, Karsenti riannoda i fili di una genealogia culturale che attraversa Ottocento e Novecento e investe psicologia, filosofia e sociologia.
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