Già sul finire degli anni venti si raccoglievano intorno alla tavola di Lutero, verso le cinque della sera, per cena, alcune persone. Si trattava di anonimi studenti poveri che ricevevano nella casa del riformatore vitto e alloggio. Più tardi a queste figure anonime si sostituirono personaggi più noti: alcuni sono segretari del dottore (famuli), altri pedagoghi dei figli di altre famiglie, altri ancora pensionanti che la moglie Caterina, per guadagnare qualche soldo, aveva preso in casa, com'era nell'uso dei professori universitari d'un tempo. C'era spesso molta gente intorno alla tavola di Lutero: nel 1534 se ne contano più di venticinque. Nell'estate 1531 uno dei pensionanti, Corrado Cordato, ebbe l'idea di appuntare i discorsi fatti da Lutero. Seguirono poi altri fino a Giovanni Aurifaber. Ben presto gli ascoltatori non si accontentarono di trascrivere i discorsi, ma cominciarono ad annotarli, a scambiarseli fra loro, anzi uno di essi Antonio Lauterbach, già quando il riformatore era in vita, cominciò ad ordinarli cronologicamente. Gli appunti, tuttavia, non erano destinati alla pubblicazione e solo Giovanni Aurifaber, l'ultimo segretario di Lutero pensò che non fosse un furto guadagnarsi un po' di soldi con le sue collezioni.


In questa ricostruzione lo studioso americano Roland Bainton mette a fuoco, al di fuori di ogni schema confessionale, di ogni intento apologetico o polemico, la figura e la vita di Lutero nella loro complessità e nel loro drammatico svolgimento. L'autore ha guardato particolarmente all'esperienza fondamentale di Lutero, che fu soprattutto (se non esclusivamente) religiosa, senza però trascurare gli altri aspetti della sua personalità e della sua opera: "profeta" del popolo tedesco, teologo, predicatore, scrittore.

Lutero redasse questo breve trattato, di intento conciliativo, quando già conosceva la bolla Exsurge Domine con cui Leone X gli intimava la ritrattazione delle sue tesi, pena la scomunica. Nulla di tale conflitto traspare tuttavia dalle sue pagine, in cui si parla unicamente della fede come radice della libertà e dell'amore come spazio in cui viverla. Tra le più limpide e alte espressioni del pensiero luterano nonché del messaggio della Riforma, la Libertà del cristiano è probabilmente lo scritto di Lutero che più ha influenzato le coscienze e la storia, non solo cristiana, dell'Occidente. LIl volume contiene in appendice la Bolla Exsurge Domine.


Martin Lutero (Martin Luther)
Riformatore tedesco.  (Eisleben, Turingia, 1483 - idem, 1546  ).   

Contemporaneo di Gutenberg, Cristoforo Colombo e Nicola  Copernico, Martin Lutero compì una rivoluzione religiosa all’interno del cristianesimo, le cui conseguenze sulla civilizzazione culturale occidentale sono state e sono tuttora estremamente importanti. Il padre fondatore della riforma protestante ha in effetti profondamente influenzato le culture germaniche ed anglosassoni.
 
Martin Lutero cresce nel capoluogo della Turingia, Mansfeld, dove la sua famiglia s’era trasferita dal 1484 proveniente da Eisleben, luogo di nascita. Suo padre, minatore d’origine contadina, raggiunse un certo agio economico e Martin poté fare studi a Magbourg e ad Eisenach, quindi entrò all’università di Erfurt (maturità nel 1502, laurea in filosofia nel 1505). Suo padre desiderava che frequentasse la  facoltà di legge, ma il giovane Lutero venne colpito da  una improvvisa e sincera vocazione che lo condusse a prendere i voti e farsi monaco agostiniano. La sua pietà religiosa fu segnata dalle tendenze dell’epoca: viva coscienza della morte, in particolare della morte improvvisa senza preparazione spirituale; timore e tremore del   giudizio di Dio.
 
Un monaco alla ricerca della salvezza
Diventato monaco si chiude nell’eremo di sant’Agostino di Erfurt. È ordinato sacerdote nel  1507. Ottiene il dottorato di teologia nel 1512. Nel 1515, è eletto vice-provinciale. Indi Lutero è nominato  professore di Sacra Scrittura a Wittenberg, luogo che resterà decisivo in futuro. Il suo genere di  insegnamento lo mostra tormentato da una profonda ricerca spirituale.  Fin dalla sua entrata al convento, tenta di colmare, con diverse opere di mortificazione, la distanza infinita che ritiene esistente  tra la santità di Dio e la natura fallibile dell’essere umano. Ma, tra 1513 e 1519, prende coscienza che la salvezza non è il coronamento dei meriti umani, anche se acquisita  con l’aiuto della grazia, ma soltanto l’opera  della grazia di Dio – la quale  salva gratuitamente gli essere umani -, e che, la distanza infinita che separa l’uomo dal suo creatore è colmata dall’arrivo sulla terra di Gesù. Il timore del giudizio divino è così alleviato: la vita cristiana consiste nel credere nell’amore di Dio, nell’aver fede in lui e non  nell’accumulare le opere buone al fine di riscattare i peccati.

Lutero concentra la sua attenzione dottrinale e spirituale  sul libro dei Salmi e sulla seconda Lettera dell’apostolo Paolo ai Romani - “Il giusto  vivrà per la fede” -. È una illuminazione (che si narra lo cogliesse mentre era nella latrina del convento) che generò  in  Lutero una sorta di sollievo intellettuale  che lo trasse fuori dal tormento spirituale in cui era caduto entrando in convento e gli fa intravedere la salvezza attraverso l’esperienza di un amore divino, di cui si sente tuttavia indegno.
Il cristiano è di volta in volta giusto e peccatore. Dio riscatta i suoi peccati, la morte e financo l’inferno, ma l’uomo resta un peccatore, perché la bramosia del male resta in lui.
La scoperta progressiva di questa concezione della salvezza porta Lutero a prendere parte al dibattito intellettuale dell’epoca affiancandosi al profondo rinnovamento degli studi filologici intrapresi  dagli umanisti  e caldeggiando una riforma degli studi teologici: occorre per lui insegnare soprattutto la scrittura e le lingue bibliche e  lavorare sui testi originali. Di contro, si oppone a Tetzel, predicatore tedesco che vendeva, pro ricostruzione della basilica San Pietro di Roma, lettere di indulgenze. Le indulgenze, favorite dalla Chiesa che ne ricavava forti ritorni monetari in cambio di sollievi ultraterreni (occorre notare, come abbiamo visto per lo stesso Lutero, che la paura delle pene infernali del dopo morte, ossessionava la mente dell’uomo medievale più di quanto osiamo credere) permettono infatti di rimettere alcuni peccati e scontare una parte delle pene del purgatorio. Il 31 ottobre 1517, Lutero redige “95 tesi” contro la pratica delle indulgenze  che   affigge  sulle porte della cattedrale di Wittenberg. È l’atto ritenuto universalmente iniziatore della Riforma protestante ed uno dei gesti storici più eclatanti che danno avvio al mondo moderno. L’invenzione della stampa, strumento rivoluzionario, che immette anch’esso nella modernità, permette peraltro un’ampia diffusione del testo, che appassiona gli intellettuali dell’epoca. 

Gli atti di rottura
Ritenendo l’autorità del papa minacciata la Santa Sede tenta di ottenere un ritrattazione da parte del monaco ribelle. Lutero risponde che occorre dimostrare, Scritture alla mano, che è in errore.  Afferma allora (“Disputa di Lipsia”, luglio 1519) che l’autorità della Bibbia è superiore a quella del papa, dei concili e del magistero della Chiesa.
Il 15 giugno 1520, Leone X intima a Lutero di ritirare le sue posizioni, condannando la sua dottrina della grazia, del peccato, dei sacramenti e della  comunione (bolla Exsurge domine). Lutero per tutta risposta pubblica, tra l’agosto e l’ ottobre del 1520, tre scritti aventi valore di manifesto. Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca. Sul tema della condizione di cristiano afferma il principio del “sacerdozio universale”: i laici, già con il battesimo, sono sacerdoti come i chierici; non esiste tra loro una differenza “di essenza” ma soltanto “di funzione”.
Se il papa ed il clero non realizzano la riforma della chiesa, spetta ai laici farla. Altro caposaldo della dottrina luterana è l’accesso diretto alla rivelazione biblica al lettore che ha la fede. La Santa Sede non ha alcuna autorità quando corregge, interpreta la Scrittura. Preconizzando una nuova cattività babilonese della Chiesa sostiene che il Vangelo è prigioniero a Roma, nuova Babilonia. I sacramenti vi sono diventati mezzi di controllo a favore della Chiesa; due soltanto sono  “biblici”: il battesimo e l’eucarestia. La messa non è affatto un sacrificio. Il Trattato della libertà del cristiano descrive il cristiano come «l’uomo più libero», «padrone di ogni cosa, non è sottoposto a nessuno». Allo stesso tempo, è «in ogni cosa il servo dei servi, e sottoposto a tutti».

Questi scritti ottengono un successo immediato e rafforzano Lutero.   Carlo V dà l’ordine di bruciare i libri del monaco ribelle, che replica consegnando alle fiamme, con i suoi studenti, nella piazza di Wittenberg, il 10 dicembre 1520,  la bolla Exsurge domine. In risposta, il 3 gennaio 1521, una nuova bolla, Decet romanum pontificem, getta l’anatema su Lutero e i suoi seguaci. La rottura è insanabile oramai ed è constatata  alla dieta di Worms (aprile 1521), presieduta da Carlo Quinto. Lutero dichiara: «A meno che non mi si convinca con attestati della Sacra Scrittura - poiché non credo né al papa né ai concili, essendo chiaro che si sono spesso sbagliati e contraddetti -, mi sento vincolato solo alle Scritture che ho citato e la mia coscienza è prigioniera delle parole di Dio. Non posso né voglio  ritrattare nulla, poiché non è né sicuro né onesto agire contro la propria coscienza». A queste affermazioni, l’Ufficiale di Treviri  replica: «Abbandona la tua coscienza, fratello Martino. La sola cosa che sia senza pericolo consiste nel sottoporsi all’autorità stabilita». Ma in effetti fratello Martino, sulla base delle sue convinzioni non poteva più tornare indietro. Secondo una famosa  battuta di Boileau, infatti:  «Bibbia alla mano qualsiasi protestante è un papa».
 
Lutero è bandito dall’Impero: potrebbe  essere arrestato e condannato a morte, ma Federico III il Saggio lo protegge dandogli asilo sotto il nome di “cavaliere Georg” al castello di Wartburg (maggio 1521). Durante questa prigionia volontaria Lutero scrive  altre opere  per  meglio precisare le sue posizioni: mette in causa i voti monastici, che, intesi come opere, sono per lui contrari al principio della salvezza con la sola grazia . Comincia la traduzione in tedesco del Nuovo Testamento. Durante questo periodo, i suoi partigiani più radicali, guidati da Andreas  Karlstadt (von Bodestein) , impongono radicali cambiamenti in materia di culto finanche a Wittenberg, che causano diversi disordini. Preoccupato, Lutero riprende la testa del movimento cui aveva dato impulso (marzo 1522) ed afferma che il rinnovo delle pratiche religiose deve avvenire gradualmente, man mano che si risvegliano le coscienze. Infatti, le cerimonie liturgiche saranno modificate soltanto nel 1526.  
Si crea una “destra” e una “sinistra” all’interno del movimento riformatore: alcuni infatti esibiscono tratti più oltranzisti altri meno, e Lutero, tirato da una parte e dall’altra è chiamato a fare scelte precise che lo indurranno a rompere con alcuni di loro.  Per molti, il nuovo modo di comprendere il Vangelo deve comportare un cambiamento globale della loro situazione.  Insoddisfatta della sua sorte, la piccola nobiltà si ribella nel 1522, ma Lutero si rifiuta di appoggiare questa “rivolta dei cavalieri”. Thomas Müntzer un vecchio discepolo, raccomanda ormai una teologia spiritualista fondata sulla partecipazione alle sofferenze del Cristo: oppone il “Cristo amaro” al Cristo “morbido”, attribuito a Lutero. Si lega ad un movimento rivendicativo di contadini, che considera come la “Comunità degli eletti”. Lutero richiede inizialmente  tolleranza per i suoi avversari, ricorda ai Principi il dovere delle riforme (economiche) e tenta di dissuadere i contadini dalla lotta armata (Esortazione alla pace). Ma impetuosa è ormai la vampa suscitata dal movimento riformatore  e chiamato a scegliere tra i Principi e i contadini Lutero sceglie i primi. Poco tempo dopo, redige un pamphlet di una grande violenza, Contro le orde assassine e saccheggiatrici dei contadini, nel quale minaccia  la più brutale repressione (Bauernkrieg) contro gli insorti in armi (che saranno sconfitti il 15 maggio 1525 a Frankenhausen). Per Lutero, infatti, la resistenza all’autorità può essere soltanto passiva. La sua teologia dei “due regni”, quello spirituale e quello temporale, esalta l’emancipazione del secondo dal primo, cosa che si oppone alla concezione medioevale. Gli eventi del 1525 favoriscono tale dottrina: istituito direttamente da Dio a causa del peccato, il governo temporale costituisce un’espressione del suo amore; è necessario per mantenere un minimo d’ordine pubblico e garantire la coesione del mondo. In questa linea teologica, lo sviluppo dello Stato sarà esaltato.
Una terza rottura con l’ottimismo umanistico si aggiunge a quelle operate con il nazionalismo dei cavalieri e la sommossa sociale dei contadini. Assume la forma di una discussione con Erasmo da Rotterdam - vicino a lui tuttavia su alcuni punti (come la necessità di una rinascita biblica) -, che sostiene che l’uomo partecipa in parte alla sua salvezza.  Alla fine del 1525, Lutero replica con il De servo arbitrio, dove ribadisce con forza che salvezza è un dono di Dio.  

Gli inizi del protestantesimo
Lo stesso anno, Lutero sposa un’ex suora cisterciense, Catherine von Bora, da cui avrà sei bambini.  Le gioie che procura una famiglia unita sono considerate come un dono di Dio da parte di Lutero, che rifiuta il celibato dei sacerdoti. Nel protestantismo, la famiglia pastorale avrà la tendenza a diventare un modello di famiglia cristiana. 
L’organizzazione nuova si precisa a partire dal 1526, data dalla quale si costituisce un protestantesimo luterano, di cui Filippo  Melantone, principale collaboratore di Lutero, sarà un importante protagonista. Altri movimenti di riforma si organizzano anch’essi subendo più o meno la sua influenza, ma la situazione politica dei novatori è fragile: alla seconda dieta di Spira (aprile 1529), misure sono adottate contro loro, alle quali rispondono con una “protesta”: ormai saranno definiti “protestanti”. Un’alleanza è allora ricercata tra i movimenti riformatori tedeschi e svizzeri. Ma il congresso di Marburg (ottobre 1529) non arriva ad un accordo dottrinale completo. Un’intesa è realizzata su quattordici punti; il quindicesimo, che riguarda l’eucarestia, resta conflittuale. C’è un consenso per la comunione sotto le due specie e per il rifiuto della dottrina cattolica della transustanziazione (conversione delle sostanze del pane e del vino in sostanza del corpo e del sangue del Cristo). Per  Lutero, le parole del Cristo “questo è il mio corpo, questo è il mio sangue” significano che, durante la celebrazione eucaristica, il pane ed il vino sono, allo stesso tempo, pane e vino e corpo e sangue del Cristo (dottrina della consustanziazione). Zwingli all’opposto, considera l’Eucarestia come un momento commemorativo della morte del Cristo ed un simbolo della sua presenza (dottrina sacramentaria).  Il protestantesimo resta una realtà pluralista, e Lutero sarà soltanto un riformatore fra gli altri, anche se è sempre considerato come il padre spirituale della riforma.

Lutero continua le sue attività di professore e teologo. È l’iniziatore del genere letterario del catechismo, sorta di prontuario a domanda e risposta destinato perlopiù agli illetterati nelle sue edizioni minor. La Chiesa cattolica ne redigerà uno, a sua volta, per contrastare l’influenza del protestantesimo e pubblica, nel 1529, il grande Catechismo, destinato ai predicatori, e anche il piccolo Catechismo, per i bambini. In linea generale Lutero  si mostra favorevole all’istruzione e propone, nel 1530, di rendere la scuola obbligatoria. L’appello al ”sacerdozio universale” richiede che ogni cristiano conosca la sua religione e legga tutti i testi della Bibbia, la cui traduzione completata da parte di Lutero esce  nel 1534. Quest’opera  è d’importanza capitale, su un piano letterario, poiché ha contribuito a sostituire i molti dialetti germanici con una lingua unica, il tedesco moderno.  
Lutero ha anche svolto un ruolo importante nell’evoluzione della musica: nel quadro della liturgia cattolica, la  monofonia  ed il suono gregoriano erano privilegiati, assegnando  agli altri generi una pessima considerazione. Lutero fa della musica una delle conseguenze della libertà evangelica; compone lui stesso il testo e la melodia di 36 Cantate. È attraverso la parola che la musica può avere una dignità teologica essa stessa: è una realtà terrestre, ed il piacere estetico non è condannabile. Ecco perché Lutero si mostra  un partigiano della polifonia. 
Sul piano politico, i periodi di conflitto si alternano con i periodi di negoziato, ma Lutero, sempre al bando dall’Impero, non varca le frontiere dell’elettorato di Sassonia. Non partecipa dunque alla dieta di Augusta (1530), dove Melantone  redige una confessione di fede, la confessione di Augusta, che tenta di ridurre al minimo i disaccordi dottrinali con il cattolicesimo. Lutero lo dissuade tuttavia dall’ andare più lontano nella via del compromesso. Egli stesso redige nella prospettiva di un concilio gli articoli di Smalcalda (1536). Ma è Melantone  che rappresenterà il protestantesimo luterano, poiché Lutero non è invitato alle assise  di Haguenau, di Worms e di Ratisbona. Ne 1545, è convocato il concilio di Trento da parte del papa Paolo III. I protestanti rifiutano di parteciparvi, e Lutero scrive un pamphlet virulento, contro il papato romano fondato  dal diavolo. La rottura è completa, il grande scisma dell’occidente cattolico è ormai fatto irreversibile: il concilio cattolico che darà avvio alla Controriforma si apre il 13 dicembre 1545.
Lutero muore durante un soggiorno nella sua città natale, il 18 febbraio 1546.



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Martin Lutero
Charles Darwin
Viaggio di un naturalista intorno al mondo
Giunti  2002

Il protestantesimo
Lo scisma luterano e le principali chiese nate dalla Riforma


Uno dei tre rami principali del cristia- nesimo (gli altri sono il cattolicesimo e l’ortodossìa),  il protestantesimo è sorto nel  XVI secolo da una rottura interna alla cristianità occidentale.  E se la spaccatura con la Chiesa ortodossa prese il nome di scisma orientale, questo è di fatto lo scisma occidentale. A  differenza della chiesa cattolica,  la  cui unità è cementata dalla sua struttura gerarchica, il protestantesimo è costituito, fin dalle sue origini, da un insieme di chiese che esprimono sensibilità religiose, o nazionali, diverse.  Circa 400 milioni di protestanti censiti nel mondo attuale partecipano a numerosi movimenti e collaborano a diverse opere.

Lo scisma luterano
La nascita del protestantesimo si situa storicamente tra il  1520-1521: dopo avere tentato invano il riconoscimento dei di lui “errori”, Roma intimò a Lutero, con la bolla Exsurge domine (15 giugno 1520) di Leone X, di fare atto di fede, quindi, dinanzi ad un nuovo rifiuto del monaco agostiniano (che aveva bruciato la bolla), il ribelle ed i suoi partigiani furono scomunicati (bolla
Decet romanum pontificem, 3 gennaio 1521). Alla dieta di  Worms dell’aprile 1521, Lutero, che si appella  alla sua “coscienza prigioniera della parola di Dio”, richiese “di essere convinto dalla prova della Scrittura” e sfidò “l’infallibilità del papa e quella dei concili”. L’autorità della Bibbia era dunque invocata come superiore ad ogni gerarchia ecclesiastica, che si manifesta  attraverso un capo unico (il papa) o un’istanza collegiale (il concilio). Nei 1526, alla prima dieta di Spira, favorevole a Lutero, egli ottiene  una tolleranza relativa nell’ambito dell’Impero germanico. Tale tolleranza gli viene  ritirata tre anni più tardi alla seconda dieta di Spira (aprile 1529). Cinque principi ed i rappresentanti di quattordici città libere alzano allora una “protesta” contro le decisioni prese: “Protestiamo dinanzi a Dio, come dinanzi a tutti gli uomini, che noi  non consentiamo né aderiamo ai  decreti che sono contrari a Dio, alla sua parola santa, alla nostra buona coscienza, alla salvezza  dei nostri cuori.”  Questa protesta
solenne è all’origine del termine “protestante” e “protestantesimo”

Il protestantesimo si caratterizza da allora come una pluralità di chiese. Ben presto queste chiese prenderanno, un carattere nazionale In seguito, non avranno inevitabilmente lo stesso tipo di organizzazione, né i riferimenti teologici e dottrinari (rappresentati significativamente da “confessioni di fede”) saranno in comune. Una parte della Germania e tutta la Scandinavia diventa “luterana”. Ma il luteranesimo – propugnato  sia da Lutero che dal suo discepolo Filippo Melantone - è soltanto una delle forme assunte dal protestantesimo. In Svizzera, a Zurigo, Ulrich Zwingli
(1484-1531) ha sostituito già nel 1524 la messa con un culto domenicale centrato sulla predicazione e la cui liturgia è più austera del protestantesimo luterano. Nel 1536, il protestantesimo prende uno slancio  nuovo con il passaggio alla Riforma della città di Ginevra, dove si eserciterà il magistero di Giovanni Calvino (1509-1564), un francese cacciato dal suo paese.  Sotto questa forma, la religione protestante progredisce in particolare nella Svizzera romanza, in Francia e nei Paesi Bassi. Le successive “confessioni di fede” elvetica  e scozzese (1560), quelle della Rochelle (1571) e di Westminster (1646), ecc., si ricollegano alla teologia di Calvino.  I 39 articoli che definiscono la fede della chiesa d’Inghilterra sono anche in gran parte d’ispirazione calvinista. Ma l’anglicanesimo - che darà nascita negli Stati Uniti d’America alla Chiesa episcopaliana - rappresenta un protestantesimo temperato che ha modificato soltanto parzialmente (e più o meno secondo le tendenze) il quadro ecclesiastico derivato dal cattolicesimo.

Le principali chiese nate dalla Riforma

L’anglicanesimo, l’anabattismo,  il luteranesimo, il presbiterianesimo e la tradizione Riformata, che sfidano all’unanimità alcuni aspetti del cattolicesimo, sono caratterizzati da concezioni dottrinali e   riti liturgici particolari. L’anglicanesimo, questa forma temperata di protestantesimo, ha ancora oggi come base dottrinale i 39 articoli d’orientamento calvinista: per gli Anglicani, la Scrittura è l’autorità unica in materia di fede, il battesimo e l’Eucarestia sono gli unici due sacramenti, e non esiste alcun obbligo di celibato ecclesiastico. Elementi cattolicizzanti  esistono tuttavia nella liturgia e  l’organizza-zione (e il principio) dei vescovi  è mantenuto (non così nei luterani e nelle altre professioni di fede protestanti).

Varie correnti esistono nelle chiese anglicane:
la corrente High Church (chiamata anche anglo-cattolicesimo), che valorizza la tradizione della vecchia Chiesa, insiste sull’importanza dell’episcopato e della successione apostolica, difende gli ornamenti liturgici e, in modo generale, gli usi (come la celebrazione dell’eucaristia con il dorso dell’officiante volto  ai fedeli) che avvicinano l’anglicanesimo al cattolicesimo almeno per l’ultimo aspetto fino al Concilio vaticano II;
la corrente Low Church, che insiste, all’opposto, sul fatto che l’anglicanesimo è sorto dalla Riforma. Difende una concezione più funzionale dell’episcopato e opta per una liturgia semplice, essenziale. Diffida spesso dei tentativi di ravvicinamento con Roma.  Segnata dal puritanesimo del XVII  secolo, quindi da un movimento, Il Risveglio di John Wesley da cui nascerà il metodismo,  la corrente Low Church insiste particolarmente sull’autorità dei testi biblici;
la corrente Broad Church, che è vicina in alcuni punti alla corrente Low Church (in particolare, la loro concezione del ministero è identica), ma che interpreta la Bibbia in modo liberale e vuole accompagnare teologicamente la modernità. S’è resa di recente famosa per alcune arditezze nel campo dell’ordinazione delle donne e in materia di diritti sessuali. La chiesa d’Inghilterra è la più importante delle chiese anglicane, anche presenti in Sudafrica (il vescovo sudafricano nero Desmond  Tutu ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1984), in Australia, in Canada, nei Stati Uniti d’America (sotto il nome di Chiesa  Episcopale Protestante - Protestant Episcopal Church) ed in Nuova Zelanda.

Il battismo
Fin dal XVI  secolo, dei gruppi minoritari (anabattisti), perseguiti anche  dentro il protestantesimo, rifiutavano il battesimo dei bambini e riteneva che questo sacramento dovesse essere legato ad un atto cosciente di conversione. In questa prospettiva, la chiesa non è che l’assemblea locale dei fedeli che ha ricevuto il battesimo nell’età adulta. Questo battesimo si effettua oggi con immersione. I battisti
insistono sull’autorità della Bibbia e sull’importanza del mantenimento delle principali dottrine cristiane in una società secolarizzata. Non hanno gerarchie ecclesiastiche, anche
se possono raccogliersi sotto una forma federativa. Dal  battismo è sorto, all’inizio del  secolo scorso, il movimento pentecostale, per il quale, grazie al battesimo dello Spirito, Dio accorda i doni promessi nella Bibbia: una facoltà che cura le malattie e che trasforma la vita delle
persone. I battisti costituiscono il gruppo protestante  più importante nei Stati Uniti d’America (fra i battisti sono da segnalare Martin Luter  King e gli ex presidenti Jimmy Carter e Bill Clinton), e sono presenti in numerosi altri paesi.

Il luteranesimo
La confessione di fede più importante del luteranesimo è la confessione di Augusta (1530), redatta da Filippo Melantone (1497-1560). Vi si trovano le posizioni centrali del protestantesimo: autorità sovrana della Bibbia, salvezza con la grazia, sacerdozio universale dei credenti, ecc.. Le chiese luterane affidarono ai Principi l’organizzazione delle chiese ed un certo ruolo di sorveglianza. La dottrina dei “due regni” (lo spirituale ed il temporale) insiste sull’autonomia del temporale e sulle sue responsabilità relativamente a ciò che riguarda il mondo di quaggiù. Fu fattore di secolarizzazione e di modernità, ma è sfociato spesso, nel corso della storia, in un atteggiamento piuttosto passivo dei luterani di fronte ai poteri politici. La fede dei luterani assegna un posto importante  alla sensibilità: il rilievo pedagogico delle immagini, in generale, è ammesso, ed un grande posto è dato ai canti. Il principale argomento di dibattito tra luterani e Riformati ha riguardato il sacramento dell’ Eucarestia: per i luterani, il pane ed il vino non si trasformano in sostanza del Cristo, come nella dottrina cattolica (transustanziazione), essi sono veramente corpo e sangue del Cristo (a differenza della dottrina Riformata). È ciò che essi chiamano la consustanziazione. Si scorge, d’altra parte, nel luteranesimo attuale, una tendenza vicina alla High Church anglicana. I Luterani sono maggioritari in Germania ed in Scandinavia. Ma esistono anche chiese luterane in Francia, negli Stati Uniti d’America ed in molti paesi africani.

Il  presbiterianesimo e la Tradizione Riformata
I presbiteriani sono un gruppo religioso sorto dalla predicazione di  Giovanni Calvino (il primo termine è anglosassone, il secondo è in uso nell’ Europa occidentale). Le confessioni di fede delle chiese presbiteriane e Riformate hanno spesso rivestito un carattere nazionale, come è  testimoniano dalla confessione di Scozia, la confessione elvetica, la confessione della Rochelle (per la Francia). Le dottrine principali di queste chiese sono identiche a quelle delle chiese luterane, ma considerano che, al momento dell’Eucarestia, la presenza reale del Cristo negli elementi del pane e del vino è solo d’ordine spirituale: ed essa si effettua per opera dello Spirito Santo e non da parte di una trasformazione del pane e del vino. Il Calvinismo si distingue anche per la sua insistenza sulla gloria di Dio, che si è tradotta nel XVI  secolo nella dottrina rigida della “predestinazione” di ogni essere umano o alla  “salvezza” o alla “dannazione”. Fu allora un fattore di liberazione riguardo al potere che si proclamava di diritto divino: il destino religioso era tra le mani di Dio solo. Ma la particolare forza dottrinale impressa a questa a questa credenza fu contestata a partire dal XVII  secolo (in particolare dalla tendenza arminiana) e, oggi, una maggioranza di Riformati crede che la salvezza  sia offerta a tutti gli esseri umani, cosa che ammorbidisce questa dottrina. Affermando che tutto deve contribuire alla gloria di Dio, il Calvinismo favorì lo spirito d’impresa, la condotta metodica, l’ardore al lavoro. Sviluppò uno stato d’animo democratico, in particolare da parte della sua organizzazione interna, che consiste in una successione di istanze collegiali, dal locale al nazionale, e che associa laici e pastori nel governo delle chiese. Tuttavia, la tendenza di alcuni dei suoi membri a ritenersi il “popolo eletto” comportò un certo disprezzo  razziale (in particolare riguardo gli indiani dell’America del Nord), e certe  pratiche di discriminazione di apartheid in Sudafrica. Si trovano chiese Riformate in altre regioni del mondo anglosassone (in Scozia, per esempio), in Ungheria, in Svizzera, in Francia e nel terzo mondo.






La disputa intorno alla libertà dell'arbitrio umano, che tra il 1524 e il 1526 vede contrapposti Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero, costituisce un momento decisivo nella storia del pensiero occidentale e della modernità. Nello scritto di Erasmo e nella risposta di Lutero viene infatti al pettine il nodo del rapporto tra due componenti essenziali della cultura della prima età moderna, ossia l'umanesimo e la Riforma protestante. Vi si confrontano due distinte concezioni della libertà: prerogativa inderogabile della ragione umana per Erasmo, dono divino inscindibile dalla grazia per Lutero
Martin Lutero
Discorsi a tavola
 

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