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Emile Durkheim
Sociologo francese. (Epinal, 1858 - Parigi, 1917).    

La vita
Il “pensiero sociologico” si sviluppa in Francia durante il corso del  XIX  secolo in un clima di intensa preoccupazione intellettuale  attorno alla  nozione di “corpo sociale”, e segnatamente ai momenti di rottura  o a quelli di  continuità che lo caratterizzano, cui ovviamente non è estraneo il lungo periodo di scosse rivoluzionarie che agitarono la società  francese a partire dal 1789 fino al 1870. È nota a tal proposito la teoria di Auguste Comte sui periodi organici (di continuità) e sui periodi disorganici (di frattura) che caratterizzano le epoche storiche  e, di riflesso, la società nel suo complesso. Per Durkheim, gli approcci multipli del dibattito allora in corso sulla nozione  di “corpo sociale”  hanno in comune di rispondere “ideologicamente” ossia non con criteri scientifici  a problemi reali. È per questo che intende dare avvio a  una scienza del  “fatto sociale” di  cui sia i concetti che i metodi siano sottratti alle definizioni e  ai programmi d’azione proposti dai  partiti politici e di spiegare dunque il sociale col sociale. Si preoccuperà perciò di studiare le strutture che garantiscono l’integrazione degli individui e la coesione delle società  ovvero di enucleare le  cause degli sgretolamenti che si manifestano nelle società moderne industriali. 

Emile Durkheim (esatta pronuncia: Dürkèm) nacque in una famiglia ebrea praticante. Rifiutando di diventare rabbino, entra alla Scuola Normale Superiore nel 1879, dove fu compagno di studi di  Jaurès, Bergson, Janet, Blondel. Legge Herbert Spencer, Renouvier, Auguste Comte e segue i corsi di Fustel de Coulanges sulle istituzioni delle società antiche.  
Repubblicano, fervente sostenitore  di un ideale d’universalismo laico, Durkheim vuole contribuire con l’insegnamento e la ricerca alla ricostruzione sociale e morale della Francia ancora lacerata dalla sconfitta di Sedan del 1870 e dagli eventi drammatici che seguirono (occupazione prussiana, insurrezione della Comune di Parigi e sua repressione). Nel 1882  avvia contemporaneamente alcune ricerche sulla divisione del lavoro sociale (impegno  principale) e su Montesquieu (impegno secondario). Viaggia per  un anno in Germania, dove studia lo sviluppo delle scienze umane e sociali e constata la loro fioritura, quindi, nel 1887, inaugura a Bordeaux la cattedra  di scienza sociale e di pedagogia. Nei xxx xxxxx  xxxxxx xxxxx solidarietà sociale, del suicidio, della “fisiologia” del diritto e dei costumi, xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx. Fin da quest’epoca, raccoglie attorno a sé un gruppo di discepoli e di collaboratori (suo nipote M. Mauss, R. Hertz, F. Simiand, e M.Halbwachs) e fonda  l'Année sociologique (1896).  
Nel 1902,xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxdi scienza dell’educazione alla Sorbona, che, nel 1913, prenderà il nome di  xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx dell’evoluzione parallela dei progressi scientifici e tecnici da un lato e dei progressi sociale e morali dall’altro, ma anche dell’armonizzazione razionale e xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxdel  1914 che infranse questo suo ottimismo intellettuale e che inghiottì numerosi  collaboratori e anche il figlio André, nel 1916. Durkheim sopravvive alla sua morte solo un anno, morirà infatti nel 1917.

  La sua opera
Al di là dell’ambito prettamente accademico, le tesi durkheimiane si diffusero in Francia in ambito storico (scuola delle Annales ), linguistico (Ferdinand de Saussure) ed etnologico grazie a Marcel Mauss. Furono introdotte nei paesi anglosassoni da R. Radcliffe-Brown (scuola di Chicago) e Br. Malinowski (Gran Bretagna), ma sotto una forma mutilata (la teoria funzionalista di Malinowski) o molto semplificata (la concezione del rito di Radcliffe-Brown). Le teorie di Durkheim xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx, soprattutto per via del  suo rifiuto dello psicologismo e  per i suoi lavori di sociologia della conoscenza. 

Della divisione del lavoro sociale (1893)
Interrogandosi sui fondamenti del  consenso sociale che stabilizzano le società, Durkheim xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx industriali non è xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx, modifica e sviluppo di una morale corrente, di un sistema di valori condiviso e con la loro degenerazione. A tale scopo Durkheim studia i tipi principali dixxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx modo di determinare la coesione sociale. Fondamentale è a tal proposito la nozione di solidarietà, ovvero xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxin società e di sposarne i valori fondativi-aggregativi.  Secondo Durkheim, con una legge xxx xxxxx  xxxxxx xxxxx, sotto l’influenza del xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx della solidarietà “meccanica” a quella della solidarietà “organica”. xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx soltanto in virtù della densità “morale” o “dinamica” (numero e frequenza degli scambi sociali),xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx
La solidarietà meccanica è caratterizzata xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx e l’accettazione da parte xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxgoli dei presupposti della coesione collettiva tramite funzioni repressive. Ixxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxdiritto di tipo prescrittivo (o penale). Il vincolo di solidarietà sociale al quale corrisponde il diritto repressivo è quello la cui rottura costituisce il reato; xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxautore la reazione caratteristica denominata pena.
La solidarietà organica si manifesta attraverso la differenziazione di funzioni xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx e libera degli agenti sociali, quindi lo sviluppo della contrattualizzazione delle relazioni sociali e la nascita dello xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx come persona. In quest’ambito prevale  l’adozione di  un diritto di tipo restituivo (o privato). Più xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx il diritto delle procedure, il diritto amministrativo e costituzionale. Le relazioni regolate da tali diritti sono completamente diverse dalle precedenti: esse esprimono un concorso positivo, una cooperazione xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxalla divisione del lavoro soprattutto un carattere morale. Infatti  in virtù di essa l'individuo xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx. In una parola, diventando la fonte eminente della solidarietà sociale, la divisione del lavoro diventa anche la base dell'ordine morale. (Differenza con Adam Smith  che attraverso il “sistema dei fini egoistici”   xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx , mentre per Marx se la ddl sociale è fonte di sfruttamento collettivo, la ddl  tecnica  è fonte di alienazione individuale). 

Le regole del metodo sociologico (1895)
Non tutto è “sociale” in una società: e il fatto sociale – ossia “l’integrazione xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx, e rispondente a “leggi sociali” autonome dalla   psicologia e dalla biologia.  «Quando adempio ai miei compiti di fratello, di coniuge o di cittadino, scrive Durkheim, quando onoro gli impegni che ho contratto, io eseguo xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx poiché i miei doveri non sono io ad averli fatti, ma li ho ricevuti con l’istruzione». «La caratteristica xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx«un fatto sociale si riconosce dal  potere di coercizione esterno che esso xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx o sanzione (contrainte) ai voleri dell’individuo che istituisce il fatto sociale. Posso decidere di portare xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx.
D’altra parte, una società si manifesta come un “tutto”. xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx sociale soltanto riportandolo al proprio contesto, alla tipicità esibita dalla società osservata in  un periodo dato della propria evoluzione strutturale. Di più: xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxdi istituzioni. Con istituzione, Durkheim designa ogni forma organizzata - famiglia, istruzione, giustizia – tesa ad un  fine sociale, una funzione, che il criterio d’utilità non definisce xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx ogni valore esplicativo alle teorie funzionaliste del sociale nelle quali ogni item - idea, abitudine, oggetto, ecc. - è xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx l’essere umano ha una capacità indefinita di desiderio, ed è ciò che segnalano i periodi d’anomia, l’espressione dei bisogni è sempre socialmente condizionata. Essi insomma non esistono fuori dalla società e solo in essa si soddisfano. 
Durkheim farà delle istituzionixxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx, dell’ habitat, delle comunicazioni), e la fisiologia sociale, che studia la genesi ed il funzionamento delle istituzioni, le “correnti sociali libere”, fonti delle trasformazioni o della creazione delle istituzioni.

Obiettività dei fatti sociali
Proporre « di considerare i fatti sociali come delle cose» come fa Durkheim,  non significa  xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx all’idea come ciò che si scorge dall’esterno rispetto a ciò che si coglie dall’interno. Ora la “familiarità” che ciascuno intrattiene con la sua società grazie a xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx per Durkheim, «il primo ed il più grande ostacolo» alla comprensione scientifica dei fenomeni sociali, poiché sono essi  stessi xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxdi lui un ascendente, un’ autorità morale. Poiché l' introspezione xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx, occorre abbordare i fenomeni sociali “staccati dai soggetti coscienti che se li rappresentano, «isolarli dalle manifestazioni individuali», cioè «studiare il fatto sociale con il fatto sociale». Nella  Divisione del lavoro sociale, Durkheim ixxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx ed analizzabili per mezzo  delle sanzioni prevalenti. La generalità o la frequenza di un ordine xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx. Un fatto è generale e costrittivo soltanto perché sociale, e non l’inverso.  Per “costrizione” (contrainte), Durkheim rinvia al carattere “spontaneo” della pressione sociale.

Il suicidio (1897)
Oggettivando le “tendenze collettive” al suicidio, Durkheim costituisce in fatto sociale xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx di più dello “stato morale” di una società, per  la sua costanza e specificità, che il tasso di mortalità generale,  a un di presso  identico in società di uguale livello di civilizzazione.  Inizialmente, Durkheim elimina xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx “variazioni concomitanti” di “serie ordinate” di fenomeni, e mostrare che le cifre del suicidio dipendono dagli ambienti sociali (familiari, confessionali, politici, professionali). Così, per determinare se la crescita del tasso di suicidio deriva xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxa religione (non il dogma religioso ma la religione in quanto fatto sociale,  orditrice di  legami comunitari): xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx dalla comunità esperisce tutta l’ebbrezza individuale della scoperta del  pensiero, xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx(anomia)  e il conforto della comunità, rende oltremodo rischiosa la sua posizione. (Un vecchio brocardo latino ammonisce “Extra ecclesiam nulla salus”).
Durkheim determina xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx Durkheim argomenterà che il numero di suicidi aumenta sia in periodi di recessione economica sia di impetuoso sviluppo;  xxx xxxxx  xxxxxx xxxxx Il suicidio altruistico xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx rinsaldare il gruppo di appartenenza (oggi noi potremmo esplicitamente ascrivere in questa categoria il suicidio dei kamikaze).  

Le forme elementari della vita religiosa (1912)
Durkheim vede nella religione il fenomeno sociale fondamentale dal quale derivano tutti gli altri. xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx « È  il sistema condiviso di credenze e di pratiche (riti) relative a cose sacre, ossia separate, xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx a quella intercorrente tra individuo e società. Tale dialettica producendo i principi di classificazione dell’universo, le categorie di tempo, xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx della scienza moderna. Durkheim prosegue nelle Forme elementari della vita religiosa il progetto  de La divisione del lavoro sociale , di fare  ossia la storia delle forme sociali xxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxMarcel Mauss. Così, lingua, segni, simboli, per una parte fatti sociali, acquistano significato  soltanto in funzionexxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxxxxx xxxxx  xxxxxx xxxxx di relazioni.  


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pagina a cura di Alfio Squillaci

Esempio 1
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Emile Durkheim  in Rete:


<<< Emile Durkheim - Sito canadese sullo studio de "Il suicidio" (totalmente scaricabile in formato .doc). Altri link e raccolta molto interessante di saggi di sociologia. In francese.

<<< The Emile Durkheim Archive
Biografia, glossario, anomia, suicidio, bibliografia. In inglese.

<<< Emile Durkheim - Encyclopédie de l'Agora. Ampia biografia con saggi e approfondimenti. In francese.

Emile Durkheim. Testi. Gallica. Bibliothèque Nationale de France. De la division du travail social; Le suicide (in PDF); Les formes élémentaires de la vie religieuse : le système totémique en Australie ; Les règles de la méthode sociologique. (Per tutti i testi in PDF occorre cliccare su Télécharger e attendere che il file /fichier venga caricato. Occorre pazientare).




Emile Durkheim
Rileggere oggi un classico come "Le forme elementari della vita religiosa" significa tornare, con Durkheim, sul significato e il futuro possibile della nostra identità di società moderne occidentali e, per la teoria sociale, guardare alle possibili strade che essa ha davanti. Con una dose di ambiguità mai sciolta, Durkheim gioca il rapporto tra religione e società nel doppio senso di marcia, per cui la religione crea l'unità del gruppo e, al tempo stesso, esprime la sua unità preesistente. E in virtù di questo doppio nesso tra religione e società che "Le forme elementari" è un trattato sugli aspetti sociali della religione e, al tempo stesso, sugli aspetti religiosi della società; un trattato, cioè, sul sacro e sulla società.
ardi.

English dictionary
Insieme alla biografia e alla collocazione storico-culturale, l'autore presenta le opere canoniche di Durkheim soppesando l'influenza che hanno avuto nel tempo e che tuttora esercitano. Esse sono tra i capisaldi di altrettanti filoni di studio che si misurano con temi come il metodo sociologico, la divisione del lavoro, la devianza, il diritto, la politica, la religione. In ciascuno di questi filoni Durkheim ha introdotto nozioni senza le quali lo sviluppo delle scienze sociali, quali oggi le conosciamo, non sarebbe stato possibile. Una figura intellettuale di primissima grandezza che ha destinato la sua vasta ricerca e riflessione ad un medesimo nucleo problematico: che cos'è la società e che cosa la tiene insieme?



La sociologia «repubblicana» francese. Émile Durkheim e i durkheimiani

Autore Alpini Stefano
Franco Angeli
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Émile Durkheim, uno dei pilastri della sociologia moderna, ha dedicato gran parte della sua vita alla fondazione e alla costituzione della sociologia accademica in Francia. Questo libro illustra le fasi della graduale e non facile affermazione della sociologia nella società francese, dopo la sconfitta di Sedan del 1870 (conflitto franco-prussiano) e l'ascesa costante delle forze liberal-repubblicane salite al potere con la IIIª Repubblica, che invocavano una "modernizzazione" fondata su basi scientifiche e su principi laici. Nella seconda parte del testo viene anche affrontata la metamorfosi del durkheimismo e lo sviluppo delle scienze sociali in Francia dopo il 1945.


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Anomia
Emile Durkheim utilizza  questo termine nel suo libro sulle cause del suicidio per descrivrere una condizione di malessere negli individui, caratterizzato dall'assenza o diminuzione degli standard o valori e associato al sentimento  di alienazione e smarrimento. La caduta delle norme (dal greco nomos preceduto da alfa privativo) soprattutto religiose e delle norme di condotta in generale, conduce alla  distruzione e alla diminuzione dell'ordine sociale: l'assenza di regole e di leggi non può garantire l'integrazione sociale.  Questo stato conduce l'individuo ad avere paura e ad essere insoddisfatto, ciò che può condurlo fino al suicidio.  L'anomia è infatti molto diffusa quando la società circostante  subisce dei cambiamenti nell'economia, indifferente se in meglio o in peggio, e più generalmente quando si instaura uno scarto rilevante tra le teorie, le ideologie e i valori  comunemente diffusi da un lato e la pratica nella vita quotidiana dall'altro.
"L'anomie vient, en effet, de ce que, sur certains points de la société, il y a manque de forces collectives, c'est-à-dire de groupes constitués pour réglementer la vie sociale. Elle résulte donc en partie de ce même état de désagrégation d'où provient aussi le courant égoïste. Seulement, cette même cause produit des effets différents selon son point d'incidence, suivant qu'elle agit sur les fonctions actives et pratiques ou sur les fonctions représentatives. Elle enfièvre et elle exaspère les premières ; elle désoriente et elle déconcerte les secondes."



Solidarietà
Per comprendere xxxxx xxxx xxxx nel linguaggio durkheimiano occorre xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx  che ha in italiano il termine solidarietà. Solidarité infatti xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx" o "fratellanza" o altro che possa rimandare axxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxo peggio sindacale. Soldarité per Durkheim xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxChe sia cosciente o meno agli associati, xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx", inconcepibile se diamo al termine la sfumatura altruistica che ha in italiano). La solidarietà descrive xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx società stessa il cui atto costitutivo, ricordiamo, è la divisione del lavoro, xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx compiti diversi a seconda del sesso.
  Per xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx rimanda, occorre sempre sottintendere l'aggettivo "sociale", solidarietà sociale (benché Durkheim usi il termine di solidarité xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx poi è una forma ristretta, a due, di società). Essaxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx, è un fattore essenziale della coesione sociale. E' tuttavia un xxxxx xxxx xxxx (una virtualité intangible la definirà anche Durkheim) xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx esatta e ancora meno alla misurazione, ma che si riconosce xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx; essa non  resta allo stato di pura potenza e manifesta la sua presenza attraverso effetti sensibili. Questo simbolo visibile si chiama perlopiù diritto (xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxiritto che risaliamo alla forma di solidarietà da cui essa scaturisce.
xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx

                                                                               Suicidio 

Il suicidio è uno studio condotto su basi  statistiche (metodo totalmente nuovo nel secolo XIX).  Durkheim parte dall’osservazione  xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx
Comparando l’evoluzione dei tassi di suicidio dei diversi paesi, Durkheim xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx, indipendentemente da ogni decisione individuale. Restavano ancora da individuare i fattori sociali causa del fenomeno. Dedicandosi xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx perfezionate e che oggi chiamiamo a  più variabili, Durkheim xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx, religione, per misurarne l’incidenza causale. È anche xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxin statistica, ma che si sospetta  agisca nel fenomeno oggetto di studio, e di cui occorre trovare un indice rivelatore misurabile. xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx e che Durkheim ricerca attraverso i tassi di divorzio, ecc..
Ponendo dunque  il problemaxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx la nozione d’anomia che lo rese famoso e xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx fa  seguito all’alterazione del quadro dei bisogni dell’individuo in relazione alle possibilità che offre la società di soddisfarli.
È questo innovativo metodo di ricerca, lo scrupolo  xxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxxxxxxx xxxx xxxx le sue imperfezioni, che hanno permesso di considerare Durkheim come il primo grande sociologo empirico moderno.

"Une monographie du suicide a une portée qui dépasse l'ordre particulier de faits qu'elle vise spécialement. Les questions qu'elle soulève sont solidaires des plus graves problèmes pratiques qui se posent à l'heure présente. Les progrès anormaux du suicide et le malaise général dont sont atteintes les sociétés contemporaines dérivent des mêmes causes. Ce que prouve ce nombre exceptionnellement élevé de morts volontaires, c'est l'état de perturbation profonde dont souffrent les sociétés civilisées et il en atteste la gravité. On peut même dire qu'il en donne la mesure."


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Émile Durkheim
Autore Poggi Gianfranco
il Mulino 2003

Le forme elementari della vita religiosa
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LA SOCIOLOGIE ET SA METHODE - LES REGLES DE DURKHEIM UN SIECLE APRES
de : Massimo Borlandi - Alex Mucchielli

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Il y a exactement un siècle, en 1895, Emile Durkheim publiait Les règles de la méthode sociologique. Cet ouvrage considéré comme fondateur a fait l'objet de très nombreuses éditions et traductions, et il constitue encore aujourd'hui une lecture obligée dans le parcours universitaire de tout sociologue. Pourtant, le livre le plus lu de Durkheim est aussi l'un des plus difficiles. Condensé méthodologique abstrait, il fait explicitement ou implicitement appel d'une part à des postulats philosophiques, d'autre part à des théories d'auteurs de l'époque, enfin à des développements empiriques contenus dans ses autres livres (la Division du travail social, le Suicide) et dans ses cours de sociologie à la Faculté des Lettres de Bordeaux. Par conséquent, pour bien "lire" Durkheim, il faut d'abord être en mesure de comprendre l'ensemble des visées sous-jacentes à l'écriture du texte. Ensuite, il s'avère également essentiel de connaître tous les commentaires que l'oeuvre a suscités dans l'histoire de la discipline. C'est dans cette perspective qu'historiens et sociologues se sont unis dans cet ouvrage pour dresser le bilan de la genèse du livre, de ses grands thèmes intellectuels et de l'histoire de sa diffusion-réception au XXème siècle, en France et dans les pays anglo-saxons.
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