Auguste Comte
Sociologo e pensatore franceseMontpellier, 1798 - Parigi, 1857

Auguste Comte è ammesso nel 1814 al Politecnico  ben presto chiuso dal governo, a causa di un’agitazione repubblicana di cui uno dei principali capi è proprio il giovane Comte. Quest’ultimo diventa allora il segretario e l’amico del conte liberale Saint-Simon, col quale romperà nel 1824, dopo avere pubblicato i suoi primi opuscoli politici e filosofici. Nel 1825, sposa Caroline Massin, donna galante e senza fortuna che ha conosciuto nelle gallerie del palazzo Reale e alla quale ha dato lezioni di algebra. 
Inaugura nel 1826 suoi Corsi di filosofia positiva (1830-1842).  Quest’opera immensa si interrompe a causa del sopraggiungere di  una forte depressione e di un  tentativo di suicidio (Comte si  gettò nella Senna  dall’alto del ponte delle Arti, e venne ripescato da una guardia  reale) causati allo stesso tempo dal  sovraccarico intellettuale e dalla cattiva condotta della moglie.  
Inaugura nel 1830 un corso  pubblico e gratuito d’astronomia popolare, scienza che seguirà per diciassette anni, e cerca di guadagnarsi da vivere come ripetitore d’analisi e di meccanica, quindi come aggregato  al Politecnico (École polytechnique) fino al 1844. Nel  corso di un «anno senza pari» (1845), fa la conoscenza di una giovane donna, sorella di uno dei suoi allievi, Clotilde de Vaux, che gli ispira, un anno prima della di lei  morte, una passione mistica: formerà, con la madre del filosofo, Rosalie Boyer, e la sua domestica, Sophie, che adotterà, la Trinità dei suoi “angeli custodi”. Comte, che sopravvive ormai grazie alle sovvenzioni dei suoi discepoli e ammiratori (Stuart Mill e Littré, tra gli altri), pubblica dal 1851 al 1854 il suo Sistema di politica positiva. Secondo le sue disposizioni, la sua tomba, al cimitero parigino del Père-Lachaise, porta la «formula sacra» del positivismo: «L’amore per principio,  l’ordine per base, il progresso per scopo».  

La dottrina positivista
Spesso fraintesi, i termini «spirito positivo», «filosofia positiva», «positivismo» sono stati definiti con precisione da Auguste Comte, per il quale  «positivo» significa prima di tutto relativo, ma anche reale, utile, certo, preciso, organico, in contrapposizione ad assoluto, chimerico, vago, indeciso, negativo.  

La legge dei tre stati
Secondo la dottrina positivista, la natura umana, che costituisce uno dei suoi principali argomenti d’indagine, si scopre gradualmente nella storia degli uomini, che occorre decifrare, poiché «i morti governano i vivi». Riconoscendo con questa formula il suo debito verso i suoi precursori, Comte afferma  con ciò il suo attaccamento all’idea di continuità,   respingendo il concetto rivoluzionario di “tabula rasa”, di rottura assoluta.
Secondo lui, l’adulto non cesserà mai tutto del tutto di essere un bambino, ed il bambino è un piccolo animale con le domande di un teologo. La storia,  è sottoposta alla successione delle età o «legge dei tre stati» (teologica, metafisica, positiva), che è suscettibile di essere provata dalla ragione ed essere verificata dai fatti storici.

Lo stato teologico
Che si tratti dell’infanzia dell’umanità o di quella di un individuo, questa prima età è caratterizzata da una predilezione speculativa per «le questioni più insolubili». In mancanza di qualsiasi conoscenza, lo spirito è necessariamente propenso a proiettarsi sul mondo, «a vedere ogni cosa secondo modelli umani e concepire i fenomeni naturali sul modello di quelli che produciamo noi stessi». Lo stato teologico, durante il quale il feticismo popola la natura di divinità, si prolunga inizialmente in politeismo, quindi in monoteismo. Principalmente dogmatica e conservatrice, la teologia è incapace di progresso. 

Lo stato metafisico
La transizione dallo stato teologico allo stato positivo è garantito da uno stato che Comte qualifica come metafisico,  che per lui significa: astratto, negativo. Molto vicino alla teologia, di cui è del resto soltanto una forma degradata ed impotente, la metafisica sostituisce alle divinità sovrannaturali entità (o astrazioni personificate come la natura). Essenzialmente  critico, lo stato metafisico è incapace di costruire un sistema coerente e duraturo.  

Lo stato positivo
Il solo stato interamente normale costituisce, alla fine di questo preambolo teologico-metafisico, il «regime definitivo della ragione umana», che riconcilia l’ordine ed il progresso. Superando l’età delle divinità e quello delle entità, lo stato positivo è l’età delle realtà, dove l’assoluto non trova alcun posto. È l’età virile dell’intelligenza umana, che rinuncia alla determinazione inaccessibile delle “cause” dei fenomeni, per ricercare semplicemente le loro “leggi”, cioè a dire, con l’ausilio delle scienze, le relazioni costanti che intercorrono tra loro.

La classificazione delle scienze
Stabilendo l’ordine di fondazione e di subordinazione delle sei scienze fondamentali (matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia, sociologia), la classificazione da parte di Auguste Comte dei vari rami della conoscenza è di una grande fertilità pedagogica. Rappresenta ad un tempo il cammino  storico delle scienze (dalla matematica alla sociologia) e la gerarchia delle conoscenze, a partire dai fatti umani (oggetto della sociologia) fino  alle semplici relazioni astratte (oggetto della matematica). La conoscenza delle leggi dei fenomeni apre la via all’intervento umano, poiché alle sei scienze fondamentali corrispondono dei fenomeni sempre più complessi, quindi sempre più modificabili.
«Scienza, da cui previsione;  previsione, da cui azione », tale è la visione di Comte, per il quale conoscere ha senso soltanto in previsione dell’azione.  La concezione positiva della scienza si oppone alla finzione  di una conoscenza disinteressata, che si accontenterebbe «di sapere per  sapere». Si oppone anche alla pretesa di una conoscenza assoluta: una «spiegazione universale» della natura è soltanto un’«assurda utopia», perché i vari ordini di fenomeni sono irriducibili gli uni agli altri. Ad esempio, la geometria analitica cartesiana permette di tradurre la qualità sotto forma della quantità, ma non di ridurre la prima alla seconda. Analogamente, un fenomeno fisico non può ridursi ad una relazione geometrica, né un essere vivente ad un semplice composto chimico, né un fatto sociale ad un fenomeno biologico. Ogni ordine di fenomeni ha le sue leggi proprie, quindi l’obiettività scientifica, fondata principalmente sull’analisi, è essa stessa opposta alla sintesi indispensabile delle conoscenze.  La scienza non può dunque realizzare l’unità dello spirito, poiché non può neppure raggiungere l’unità delle cose. Così, il positivismo non è un scientismo. 

L’evoluzione dell’umanità
Designando ad un tempo «tutti gli uomini» (per opposizione al resto della natura) ed «il carattere di ciò che è umano» (per opposizione a ciò che è “animale”), l’umanità è composta non soltanto da più morti che  vivi, ma  anche dalla società futura  come pure dalle società pregresse. Ma,  tirata tra il suo passato (teologico-metafisico) ed il suo futuro (positivo), l’umanità è in crisi. Non è ancora uscita da questa fase critica - segnata in Europa occidentale dalla Rivoluzione francese -, alla quale occorre porre fine. Così, il 1789 diventerà l’anno 1° del calendario positivista, minuziosamente stabilito da Comte. Questo calendario di tredici mesi restituisce le fasi dell’evoluzione umana, dalla teocrazia iniziale alla scienza moderna, cioè da Mosè a Bichat, passando per Omero, Aristotele, Archimede, Cesare, San Paolo, Carlomagno, Dante, Gutenberg, Shakespeare, Descartes e Federico il Grande. Ogni giorno dell’anno positivista onora, inoltre, la memoria di un grande rappresentante storico della razza umana. L’insieme presagisce così un’umanità riconciliata con sé stessa.

Ordine e progresso
Per il momento, due tendenze si affrontano in una lotta che ritarda l’organizzazione positiva della società umana: l’una, “teologica” e reazionaria, ossessionata dall’ordine, ma incapace di progredire; l’altra, “metafisica” e rivoluzionaria,  ebbra di progresso, e capace soltanto di distruggere. Queste due aberrazioni confondono rispettivamente l’ordine con la regressione ed il progresso con l’anarchia.  
Il «progresso nell’ordine» è tuttavia ormai possibile, purché l’ordine sia soltanto la condizione del progresso, ed il progresso lo sviluppo dell’ordine; è così che i due termini sono intesi nella prima formulazione  del positivismo:  «ordine e progresso». L’ordine positivo, di cui si tratta qui, non deve «essere ristabilito» e neanche «mantenuto», poiché è esso - l’ordine esterno, l’ordine oggettivo, la cui conoscenza scientifica è la prima condizione necessaria ma non sufficiente di qualsiasi progresso - che ci regge. La scienza oggi, raggiunta la sua maturità, giustifica infine i sogni che l’hanno vista sorgere, così come le preoccupazioni che genera. E infine essa, maestra delle tecniche, affida ormai all’umanità la cura «di essere  essa stessa la sua provvidenza». Non si tratta dunque solo  «di renderci padroni e proprietari della natura».  Occorre che siano soddisfatte non soltanto le esigenze dello spirito, ma ancora quelle del cuore e del carattere. Solo una nuova religione (nel senso etimologico della parola: “che collega”) può effettivamente svolgere questo ruolo.  

La religione dell’umanità
Auguste Comte si incaricò di essere egli stesso il capo spirituale della «religione dell’umanità», che il Sistema di politica positiva ha precisamente lo scopo di istituire. Il positivismo si annuncia così come l’edificio culturale ecumenico, come la residenza definitiva che deve accogliere l’umanità al termine di tante erranze spirituali. Fondatore di una scienza che nomina “sociologia”, destinata a raccogliere il frutto di tutta la storia della conoscenza, Comte è  allo stesso tempo il grande sacerdote di una religione che si vuole universale e scientificamente concepita.  
Questa religione accoglie nel suo ambito tutti coloro che contribuiscono al progresso dell’umanità, e se ne viene accettati o esclusi  soltanto secondo i meriti personali.  Quanto al culto positivista, esso prende in prestito i suoi simboli tanto dall’Oriente quanto dall’Occidente, per meglio significare l’avvento dell’universalità alla quale aspirano sia  l’uno che l’altro da tanti secoli, senza esservi mai pervenuti. Questa religione universale ha per dea l’Umanità (o Grande-Essere), costituita «da tutti gli esseri passati, futuri e presenti che contribuiscono liberamente a perfezionare l’ordine universale», e per grande feticcio il nostro pianeta, la Terra.  Poiché il feticismo iniziale, spontaneo e storicamente inevitabile, che dimostrava soltanto un eccesso di soggettività, occuperà infine il suo posto positivo nella religione universale.  Affinché la religione positiva sia interamente istituita, occorre che concili  la cultura della sensazione con lo sviluppo dell’intelligenza e quello dell’attività, cosa che non potrà essere realizzata che grazie alla «coalizione decisiva» delle donne (per la sensazione), dei filosofi (per l’intelligenza) e dei proletari (per l’attività).  Quanto al Grande-Essere, non è un’entità di più, né un nuovo Dio che verrebbe ad aggiungersi all’elenco delle creature provvisorie che, sotto il nome di creatore, hanno segnato la storia dell’umanità ed hanno nutrito i grandi monoteismi in contesa.  

L’altruismo
Il positivismo, che Comte sperava di predicare «prima dell’anno 1860, a Notre-Dame», sarà dunque una religione senza Dio (se si intende con ciò un essere assoluto e, quindi, fittizio), ma includerà un dogma (per la vita speculativa), un regime (per la vita attiva) ed un culto (per la vita emozionale). Occorre infine che questa religione offra al sentimento un  indirizzo molto potente per avere autorità su tutta la vita umana, individuale e collettiva: ora, solo «l’interesse generale della razza umana» offre al dovere morale un’occupazione che possa essere realmente universale.  Così, nella religione positiva, la morale e l’istruzione hanno un solo e medesimo oggetto, che è di fare prevalere l’umanità sull’animalità, cioè l’ «altruismo» (parola forgiata da Auguste Comte) sull’egoismo, che fino ad oggi è stato considerato a torto come «il solo e potente motore   atto a dirigere l’esistenza attiva». Da qui la seconda massima del positivismo: « Vivere per gli altri», che Comte aveva previsto di lumeggiare in un Trattato dell’istruzione universale che la morte non gli permise di redigere.  

Il materialismo  secondo Auguste Comte
La dottrina di Comte prende le distanze ad un tempo sia dal materialismo che dallo spiritualismo, fondati, secondo lui, sull’opposizione assoluta e quindi “oziosa” tra materia e spirito:  «Si vedono spesso corpi senza cuore, scrive Comte, ma non si vede alcun cuore senza corpo».  C’è, di contro, tra i vari ordini di fenomeni, una gerarchia secondo la quale l’inferiore porta il superiore, mentre  quest’ultimo informa quello, come ci insegnava già Aristotele. Di conseguenza, ricondurre, per comprenderla, una realtà di un certo ordine (per esempio, biologico) ad una realtà di un ordine inferiore (fisico-chimico) significa spiegare una forma con la sua materia.  Comte chiama «materialismo» questa spiegazione del superiore da parte dell’inferiore: un metodo che inverte il movimento reale della conoscenza delle cose e degli esseri.

L’opera   di Auguste Comte si può distinguere tra gli scritti di gioventù e quelli della maturità.

1819 Séparation générale entre les opinions et les désirs  
1820 Sommaire appréciation de l'ensemble du passé moderne  
1822 Plan des travaux scientifiques nécessaires pour réorganiser la société  
1825 Considérations sur les sciences et les savants  
1826 Considérations sur le pouvoir spirituel 

Ouvres majeures  
1830-1842 Cours de philosophie positive  
1844 Discours sur l'esprit positif  
1851-1854 Système de politique positive  
1852 Catéchisme positiviste
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pagina a cura di Alfio Squillaci

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<<<   Auguste Comte - Encyclopédie de L'Agora (Ca) Dossier Comte

<<<   Auguste Comte. La casa museo di A. Comte a Parigi.

Dalla BnF - Gallica

<<<   Auguste Comte. Appendice général du système de politique;

<<<   Auguste Comte. Catéchisme positiviste;

<<<   Auguste Comte. Système de politique positive ou Traité de sociologie T. I

<<<   Auguste Comte. Système de politique positive ou Traité de sociologie T II

<<<   Auguste Comte. Système de politique positive ou Traité de sociologie T III

Auguste Comte
Il 12 maggio 2000 diversi studiosi si sono riuniti a Pisa per discutere il senso, le radici e alcuni aspetti del pensiero comtiano, nonché le vicende della sua ricezione e posterità, e per interrogarsi sulla singolarità di un progetto che ha inteso porsi come soluzione ai problemi della modernità. Con i contributi di: Regina Pozzi, Vittore Collina, Angèle Kremer-Marietti, Annie Petit, Alice Gérard, Cristina Cassina, Claudio De Boni, Michele Battini, Maria Donzelli, Gianluca Bonaiuti, Brunella Casalini.



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