Romanziera, saggista, poetessa, giornalista danese di lingua danese e inglese( Rungsted- 1885, Copenhagen 1962 ).
Scrittrice d'atmosfere sia nordiche che esotiche, abile a camuffarsi sotto pesudonimi anche maschili - Isak Dinesen, Pierre Andrèzel-, bilingue, danese e inglese, è riuscita nel corso del tempo, anche grazie al favore del cinema che ha tratto dai suoi libri pellicole famose, a conquistarsi un posto di brillante stella nel firmamento letterario mondiale del '900.
Una famiglia agiata
Karen Blixen nacque Dinesen il 17 aprile 1885 e fu battezzata Karen Christentze. In famiglia veniva chiamata “Tanne”. La famiglia della madre, Westenholz, era della borghesia molto in vista, commercianti milionari che si erano arricchiti grazie alla loro abilità, la loro frugalità e un duro lavoro. I Dinensen proprietari terrieri erano gentiluomini di campagna, a modo e abbastanza prodighi, imparentati con la più alta nobiltà del regno.
Karen aveva 10 anni quando suo padre Wilhelm che soffriva di una malattia “che poteva predire soltanto un futuro scuro e tragico” si diede la morte. Il suicidio non era una morte onorevole per un ufficiale. Ai bambini fu detto che il padre era caduto malato ed era morto improvvisamente.
Alla fine del 1904 (Karen ha 19 anni), inizia a lavorare ad una serie di racconti raccolti sotto il titolo “Storie probabili”, di stile gotico, piene di spettri, di visioni e di casi di possessione. Fu pubblicato nel 1908 sotto lo pseudonimo di Osceola. Tanne pubblicherà altri due racconti sotto questo pseudonimo e tutta la raccolta di queste prime prove prenderà il titolo di Gli eremiti e l’aratore.
Prima vocazione e il bel mondo
Sviluppa iniziali e forti interessi artistici: il suo violon d'Ingres sembra essere la pittura. Per tutti gli anni della formazione giovanile inseguì questo sogno iscrivendosi ad Accademie d'Arte sia in patria che all'estero. Ma alla fine cedette. Altre esperienze premevano. Abbandonata l’Accademia Reale d'Arte, diventò una habituée del “bel mondo” aristocratico dove conobbe i gemelli Hans e Bror Blixen-Finecke. Montavano a cavallo, giocavano al bridge e a golf, bevevano whisky, ballavano al suono del grammofono, davano balli in costume, sterminavano una quantità scandalosa di selvaggina, comperavano aeroplani e automobili, e facevano all’amore con un cinismo ed un sangue freddo che avrebbe sbalordito i loro genitori vittoriani, se mai se ne fossero accorti.
Tanne s’innamorò perdutamente di Hans che non rispose alla sua passione. « Più di qualsiasi altra cosa, quest’amore profondo e non corrisposto lasciò un segno indelebile nella mia gioventù» dichiarò più tardi Karen.
Tanne continuò ad amare Hans Blixen nonostante la sua indifferenza, almeno fino a che ne sposa il fratello gemello. Bror Blixen era un epicureo zelante e cortese che non s’era prefisso, al di fuori della distrazione svagata, altro nobile scopo nell’esistenza. La notizia del fidanzamento lasciò molta gente scettica. Più d’uno degli amici della coppia scorse la loro completa incompatibilità: Bror il nobilastro estroverso e perdigiorno, il burlone inveterato; Tanne, la borghese artista e d’umore cangiante, con la sua istruzione severa, i suoi talenti letterari ed i suoi desideri di grandezza.
Quando lo zio di Bror, il conte Mogens Frijs, ritornò in Danimarca da un safari nell’ Africa Orientale inglese raccontò ai freschi fidanzati la bellezza straordinaria di quel paese e delle sue fantastiche occasioni economiche.
La mia Africa
Partono il 2 dicembre 1913 e non appena sbarcati a Mombasa si sposano il 14 gennaio 1914. Questa circostanza - il matrimonio e la partenza per l’ignoto - fu determinante a stringere i rapporti tra Bror e Karen se non in termini sentimentali, affettivi. Un legame di dipendenza e d’attenzione reciproca si instaura. Ci fu certamente un altro elemento di reciproco scambio nel vincolo volontario appena rinsaldato: il titolo di Bror e le sue relazioni con la più alta nobiltà, ivi compresa la famiglia reale di Svezia, e la possibilità di Tanne di accedere alla fortuna di famiglia garantitele dalla florida azienda agricola.
Malgrado le loro differenze caratteriali, nonostante l’amore di Tanne per Hans si stabilì tra i due, dunque, un apparente e saldo affetto reciproco. A lungo, dopo il fallimento del matrimonio, lei continuò a parlare di questi primi inizi di matrimonio come di uno dei periodi più felici della sua vita.
Tanne concepì, ben prima di lasciare la Danimarca, il progetto ambizioso di fare della loro casa africana un’oasi di civiltà. Caricò tra i bagagli un servizio di piatti in argento, bicchieri di cristallo, porcellane, mobili, biancheria intima, quadri, gioielli, la biblioteca del nonno e portò con sé il suo regalo di nozze preferito, un levriero di Scozia chiamato Dusk.
Keren Blixen ebbe a scrivere: «Mi rendo conto di quanto sia stata fortunata nell'avere potuto condurre una vita libera e a misura d’uomo in una terra piena di pace, dopo avere conosciuto il frastuono e le preoccupazione del mondo».
L’attrazione di Karen Blixen per gli Africani era stata immediata e sensuale. «Entrarono nella mia esistenza - scrisse alla fine della sua vita-, come una risposta a una interrogazione profonda della mia natura, forse ai miei sogni d’infanzia, alla poesia che avevo letto ed adorato a lungo allora, o alle emozioni ed agli istinti che giacevano nel più profondo della mia anima». Sentiva di condividere con loro una specie di “patto”. E tuttavia la giovane baronessa Blixen si beava del suo aristocratico isolamento. Aveva coscienza del proprio rango e teneva le distanze verso i coloni che gli erano inferiori. Da parte sua, l’aristocrazia locale inglese ci mise un bel po’ ad accettare questi nuovi arrivati. Le lettere che inviava in Danimarca (Lettere dall'Africa 1914-31) fremono di rabbia per la meschinità dei coloni bianchi e degli inglesi in particolare. I loro pregiudizi razziali le dispiacevano più di tutto. La superiorità morale dei Bianchi era per lei un’illusione, ed in ciò che riguardava punti importanti, l’onore o il senso dell’umorismo, ad esempio, gli Africani le apparivano molto più civilizzati.
Le antipatie sono ricambiate, e gli inglesi, non accettarono Tanne Blixen con calore. Un giorno del mese d’agosto 1914, lo stesso giorno della deflagrazione della Prima Guerra mondiale a Nairobi, qualcuno vide un aereo tedesco volteggiare in cielo. Dopo accese discussioni Bror risolse di prestare i suoi servizi al Paese d’adozione, l'Inghilterra, ma si fece esentare dal servizio attivo nel caso in cui la Svezia si fosse schierata col Kaiser. Bror si arruolò come ufficiale di collegamento, non combattente, nella brigata frontaliera di lord Delamère.
La guerra fece fallire la Compagnia Svedese del Caffè dell’Africa. Gli inglesi requisirono i carriaggi di Bror ed i suoi buoi morirono di febbri. Tanne cominciò a soffrire di una malattia cronica che si stentò a identificare e che venne inizialmente presa per malaria. Alla fine di un esame approfondito il medico le disse di non aver mai visto nessuno di una costituzione così robusta. In realtà, le dichiarò che il male di cui soffriva era una sifilide giunta a uno stadio di gravità “da soldato”, e gli prescrisse il solo rimedio che aveva sotto mano e che era quello di sempre: pillole di mercurio. La sifilide, allo stato quasi endemico presso i Masai, era la causa della sterilità quasi generalizzata delle donne Masai. Un commilitone del barone Blixen ricordò più tardi che “era uno scandalo conclamato che costui non nascondesse di intrattenere relazioni con una nera”. È più che probabile che questa relazione sia stata la causa dell’infezione di Karen. La quale anche dopo la diagnosi volle restare maritata a Bror. Anni dopo davano ancora l’impressione di una coppia legata da un affetto profondo e solido. Tanne tollerava le relazioni di Bror, ed in cambio, quest’ultimo accettava con un sorriso le sue amicizie sentimentali con Erik Otter e Denys Finch Hatton. Alla fine fu lui a chiedere il divorzio.
Karen Blixen sembrava vedere la sua malattia come un’occasione perfetta d’accrescimento spirituale. Più tardi, la considerò in modo retrospettivo come il prezzo che ebbe da pagare per acquisire non soltanto il suo titolo di baronessa, ma anche la sua arte. Ebbe in realtà a sostenere che aveva promesso il suo cuore al Diavolo, affinché tutta la sua esperienza vissuta potesse essere utilizzata nei suoi racconti. Questa promessa venne sottoscritta, si direbbe, all’atto della scoperta della malattia quando perse ogni speranza di avere una vita sessuale normale.
Partì per curarsi in Danimarca e l’Africa le mancò terribilmente. In Africa, il 5 aprile 1918 aveva fatto la conoscenza di Denys Finch Hatton. L’elenco dei suoi talenti, delle sue qualità e delle sue eccentricità si potrebbe riassumere soltanto nella parola “principesco”. Individuo d’eccezione era naturalmente oggetto di desiderio ed il suo successo gli conferiva un prestigio immenso.
All’inizio degli anni Venti, Denys abbandonò la sua abitazione e fece trasloco nella casa di Karen Blixen a Ngong. Vi soggiornava tra un safari e l’altro, per una settimana o due, nell’intervallo di assenze che duravano anche molti mesi. I brevi periodi intensi vicino al suo amante restituivano a Tanne il suo equilibrio. Il matrimonio con Blixen sopravvisse al legame di Tanne con Denys, poiché aveva resistito alla sifilide, alle loro separazioni frequenti ed alle relazioni molteplici di Bror con altre donne. Tutto sommato avevano una concezione del matrimonio degna del XVIII secolo, quello dell’aristocrazia e dell’amore mai “per sempre” e forse “senza domani”. Lei aveva firmato un contratto, dichiarato fedeltà a un’idea più che ad un individuo, e ad essa restò fedele. Nei limiti dell’ossequio alla pura forma, si sentì per il resto libera di consegnarsi ai suoi piaceri.
Denys le insegnò il greco, le fece conoscere i poeti simbolisti, le suonò Stravinski e la iniziò all’arte moderna. Denys e Bror erano considerati i due più grandi cacciatori bianchi dell’epoca. Si apprezzavano reciprocamente e durante un certo tempo, divisero la stessa camera a Ngong, che ciascuno utilizzava quando l’altro partiva in safari.
La fine dell’idillio
Presto i raccolti dell’azienda agricola non coprirono più le spese e Karen fu obbligata a vendere. Con la morte tragica di Denys (un incidente aereo nel 1931) ogni speranza di felicità la abbandonò. La rovina di Karen Blixen era in realtà totale. Era sempre affetta dalla sifilide. Le era impossibile ormai trattare il male o arrestarlo, anche con i rimedi più moderni. Alla fine dell'agosto del 1931 si imbarcò per la Danimarca: non avrebbe rivisto mai più l’Africa.
Durante i primi quattro anni che seguirono il suo ritorno, Karen Blixen fu assorbita dalla scrittura, dalla pubblicazione della sua opera e dal clamore che produsse la sua celebrità improvvisa. Nel 1934 esce, sotto lo pseudonimo di Isak Dinesen, il volume che la rivelò al grande pubblico anglofono: Sette storie gotiche. Tre anni dopo esce il suo capolavoro La mia Africa uscito sia in Danimarca (Den afrikanske Farm) che nel mondo anglosassone (col titolo Out of Africa).
Il racconto Il poeta , scritto sempre in quegli anni rivelava con una inoppugnabile coincidenza di dettagli l’amicizia di Karen Blixen e di Thorkild Bjornvig, uno dei più importanti giovani poeti danesi. Fu un’unione mistica, un voto d’amore eterno, o un "patto" simile a quello che aveva avuto la sensazione di siglare con gli Africani? Bjornvig gli affidava il suo cuore in cambio di una protezione eterna. Allo stesso modo in cui protestava di avere venduto il suo cuore al diavolo in cambio del dono di narratrice, assumeva ormai il ruolo di demone e prometteva lo stesso dono del genio agli altri.
Alcuni anni più tardi lui la respinse e le tenne rancore. Per effetto di ciò la solitudine di lei ridiventò assoluta anche se condusse una vita scintillante in mezzo al clamore della grande società. Seguirono alcune avventure con alcuni giovani, ma Bjornvig restò il suo ultimo amore. E, poco dopo il divorzio, quando un giovane scrittore venne a prostrarsi ai suoi piedi, altrettanto pronto a consegnarle il suo cuore, lei gli dichiarò che arrivava troppo tardi: «Non posso darvi un posto nella mia esistenza, ormai. Mi spiace per voi, ma siete arrivato tardi (...) adesso non mi rimane null‘altro da fare che vivere il mio destino fino a alla fine »
Quando il premio Nobel della letteratura fu assegnato ad Ernest Hemingway, questi nell’accettarlo dichiarò che questo onore poteva essere riconosciuto ad almeno tre altri autori. Uno di loro era la “meravigliosa Isak Dinesen”.
Karen Blixen adorava entrare in un salone scivolando con passo felpato come un personaggio di un racconto di Boccaccio, come un’ombra furtiva venuta dal Limbo. Finalmente era riuscita a diventare la “persona più sottile del mondo. Durante gli ultimi sette anni della sua vita sembrava realmente troppo leggera e troppo fragile per un essere vivente. Era questa fragilità, che contrastava con la sua avidità di vivere, che impressionava di più chi la vedeva per la prima volta. L’effetto prodotto dalle sue sofferenze fu di dare l’impressione drammatica che un abisso la separava dalle altre e che la sua età, la sua saggezza, il suo coraggio e tutto il suo essere erano in se stessi un mistero.
La salute di Karen Blixen peggiorò rapidamente. Morì il 7 settembre 1962 un venerdì, per dimagramento eccessivo. Aveva scritto: «È giunta l’ora in cui, priva di tutto, sono diventata una preda troppo facile per il destino».
Karen Christentze (Tanne) Dinesen nasce a Rungstedlund.
1886
Il Barone Bror Blixen-Finecke, secondo cugino di Karen Blixen e suo futuro marito, nasce nel castello di Näsbyholm nel sud della Svezia, fratello gemello di Hans.
1895
Il padre di Karen si suicida dopo un lungo periodo di depressione, dovuto anche ad una debilitazione fisica e morale causata dalla sifilide. La conduzione della famiglia passa alle cure della madre e della zia Bess. Le tre sorelle Dinesen (Elle,Ea e Karen) e il fratello Thomas mostrano talenti artistici e grande inclinazione alle lettere. Karen cresce in un clima spirituale propizio all’arte e a alle letture amene di qualità.
1899
A seguito dell’incendio della fattoria, la famiglia si trasferisce in Svizzera, dove Karen studia alla scuola francese e dove apprende anche molte lingue, fatta eccezione il Tedesco.
1902
Frequenta corsi di pittura alla Misses Meldahl e alla Scuola Sode Art a Copenhagen, con l’idea di diventare pittrice.
1903
A novembre si prepara per far ingresso alla Accademia d’Arte di Copenhagen.
1905
A Londra per la prima volta. Eletta vicepresidente dell’unione studenti dell’Accademia d’Arte.
1907
Esordio (sotto lo pseudonimo di Osceola) con il racconto "The Hermits", pubblicato da un giornale letterario danese. In ottobre esce un altro racconto, "The Ploughman", su un altro giornale..
1909
Esce il racconto "The Cats Family". Karen comincia a prendere coscienza del proprio talento letterario. Durante questi anni di apprendistato frequenta il bel mondo di Frijsenborg .Nella cerchia delle nuove amicizie si innamora del Barone Hans Blixen-Finecke, pro-cugino e fratello gemello del futuro marito. Il sentimento non è ricambiato e per non correre il rischio di incontrarlo Karen rompe con il gruppo.
1910
Per combattere la grande delusione amorosa va con la sorella Ea a Parigi dove trascorre due mesi nell’intenzione di frequentare una nuova scuola d’arte.
1912
Soggiorni a Roma e in Svezia.
1913
Si unisce a Bror Blixen. La coppia in seguito ai suggerimenti dello zio Mogens Frijs di Frijsenborg, di ritorno dall’Africa Orientale Inglese acquista "M'Bagathi", una fattoria di proprietà della Compagnia svedese del Caffé. A dispetto della loro assoluta ignoranza nel settore agricolo i coniugi Blixe partono via Napoli, il 2 dicembre, per l’Africa.
1914
Sbarca il 14 gennaio a Mombassa e lo stesso giorno sposa Bror Blixen. Prendono casa vicino la residenza del governatore inglese, a Nairobi allora non ancora Kenia. Ben presto apprende di aver contratto la sifilide. In agosto deflagra la I Guerra Mondiale. A causa dei loro rapporti con la Svezia i due coniugi vengono accusati ingiustamente di connivenza col nemico tedesco.
1915
Dopo appena un anno Karen Blixen è obbligata a rientrare in Danimarca per curarsi meglio della malattia in patria. A Copenhagen è ospedalizzata per tre mesi all’Ospedale Nazionale. Durante questo soggiorno danese , Karen Blixen scrive il poema, "Ex Africa" dove descrive il paese cha ha appena lasciato.
1916
Entrambe le sorelle Blixen si sposano. Il fratello Tohomas si laurea in Ingegneria. A seguito di eredità familiari i coniugi Blixen acquistano una grande fattoria a Nairobi. A Novembre la coppia riprende la via del ritorno in Africa per curare il nuovo possedimento.
1917
12 gennaio, l’amica d’infanzia , Daisy Grevenkop-Castenskiold, si suicida a Londra dove suo marito era l’ambasciatore danese. Prime incrinature della coppia. Bror Blixen si mostra totalmente incapace nell’amministrare la proprietà .
1918
Karen Blixen fa la conoscenza in una cena a Nairobi del pilota inglese Denys Finch Hatton . Thomas Dinesen è insignito dell’onorificenza militare inglese “Victoria Cross” per i suoi atti di eroismo sul fronte francese.
1919
Ritorno in Danimarca, via Londra. Nel marzo 1920 torna in Kenia, come è adesso chiamata la colonia britannica dell’Africa Orientale.
1920
Prima del ritorno in Kenya , Bror Blixen chiede il divorzio, che lei le rifiuta. Il fratello Thomas l’aiuta nel tirare al meglio le sorti dell’azienda africana.
1921
Dopo un’ispezione dello zio materno di Karen Aage Westenholz, Presidente della The Karen Coffee Co. Bror è destituito da ogni carica sociale. La coppia si separa contro i desideri di Karen.
1922
Karen Blixen abortisce di Denys Finch Hatton. Giugno: la sorella Ea muore in Danimarca, a 39 anni.
1923
Thomas Dinesen ritorna in Danimarca dopo due anni di soggiorno, convinto dell’ineluttabilità del fallimento della fattoria. Karen Blixen lavora ad un ampio saggio sull’istituzione matrimoniale.
1924
Karen Blixen completa "Modern Marriage and Other Reflections" e lo spedisce a Thomas Dinesen a Copenhagen.
1925
Di ritorno in Danimarca Karen e Bror Blixen's divorziano in modo definitivo. Incontrocon Georg Brandes, il maggior critico danese.
1926
Ritorno in Kenya. A seguito dell’aborto la sua relazione con Finch Hatton si incrina . Karen entra in una profonda crisi narrata in lunghe lettere al fratello Thomas. La commedia per marionette, The Revenge of Truth, scritta da giovane esce sotto i buoni auspici di Georg Brandes.
Il sogno di diventare scrittrice si rafforza. Riscrive i racconti d’ambientazione gotica redatti da giovane.
1928
Bror Blixen sposa Cockie Birkbeck. Posizone sociale difficile di Karen nella buona società inglese visitata dal Principe di Galles anche a causa della nuova baronessa Blixen.
1929
Il fratello pubblica un libro di memorie militari del fronte francese. Rottura definitiva con Finch Hatton.
1931
Vendita della fattoria keniana dopo anni di crisi Denys Finch Hatton, a 44 anni muore in un incidente aereo. Con atto di pieno autococontrollo redige i Nine Tales: la scrittura è una forma di resistenza esistenziale.
1932
L’editore americano Robert Haas si interessa ai suoi lavori, che non pubblica tuttavia. Karen Blixen, imperterrita continua a scrivere.
1933
Constant Huntington, della casa editrice inglese Putnam, si rifiuta categorigamente di dare esito ai suoi manoscitti. Robert Haas dopo aver letto alcuni racconti si decide a pubblicarli in America riducendoli di numero (da 9 a 7) col titolo Seven Gothic Tales (Sette racconti gotici) e sotto lo pseudonimo di Isak Dinesen.
1934
Il 9 aprile escono Seven Gothic Tales successo di critica e di pubblico. Constant Huntington adesso acquista , sotto lo pseudonimo di Isak Dinesen i diritti del libro che aveva rifiutato come Karen Blixen. Successo anche in Inghilterra di Sette storie gotiche.
1935
Pubblicazione in Danimarca di Seven Gothic Tales. Come rappresentante ufficiale della Società delle Nazioni partecipa ad alcuni meeting dove tra l’altro è discussa l’invasione italiana dell’Abissinia. Muore lo zio materno Aage Westenholz a 76 anni.
1936
Karen Blixen lavora in inglese e danese a La mia Africa (Out of Africa). Buona parte del libro è scritto nel Brøndums Hotel nel vecchio villaggio di pescatori di Skagen, al Nord della Danimarca.
1937
Entrambi i manoscritti sono terminati. Il libro è pubblicato in col titolo Den afrikanske Farm (The African Farm) il 6 ottobre, e col titolo Out of Africa presso Putnam in Inghileterra a November. Out of Africa fa di Karen Blixen's un classico moderno.
1938
La mia Africa è libro del mese di febbraio in U.S.A. e pubblicato da Random House, New York, in marzo.
1939
Muore la madre Ingeborg Dinesen a 82 anni. Karen Blixen è la padrona di Rungstedlund, la fattoria di famiglia. Scoppia la Seconda guerra mondiale.
1940
Karen Blixen è corrispondente da Parigi e Berlino di Politiken, un giornale della sinistra danese. Gli articoli dalla Germania confluiranno nel volume “Letters from a Land at War”, e nel giornale letterario danese, Heretica, confluti poi nel 1948 sotto altri titoli in Inglese Dagherrotipi e Altri saggi nel 1979.
1942
Il volume Racconti d’inverno come i precedenti escono sia in Inghilterra che in Danimarca.
1943
Sotto l’occupazione nazista, per divertirsi scrive una storia del genere “crime story”, dal titolo Gengældelsens Veje, (The Angelic Avengers, I Vendicatori angelici) dove sono espressi pesanti riferimenti all’occupazione della Danimarca.
1944
Gengældelsens Veje, (scritto in prima stesura in danese) è pubblicato a Copenhagen sotto lo pseudonimo di Pierre Andrezel.
1945
La segretaria Clara Svendsen inizia a volgere in inglese Gengældelsens Veje sotto dettatura della stessa Karen Blixen. La collaborazione con la Svendsen continuerà fino alla morte della scrittrice.
1946
Muore Bror Blixen in un incidente in Svezia, ha 59 anni. The Angelic Avengers esce in Inghilterra. Karen Blixen raccoglie a Rungstedlund, attorno alla rivista Heretica che uscì dal 1948 al 1953 il fiore dell’intelligenza danese come Thorkild Bjørnvig, Jørgen Gustava Brandt, Aage Henriksen, Ole Wivel e Knud W. Jensen. Mantiene e si accresce la sua fama nel mondo anglosassone: The Angelic Avengers è libro del mese in U.S.A., pubblicato da Random House l’anno seguente.
1950
Karen Blixen introduce una serie di racconti che verranno letti alla radio danese. La collaborazione col giornale femmnile americano Ladies' Home Journal inizia con Babette's Feast (A pranzo da Babette). Ance alcuni degli scritti raccolti in Anecdotes of Destiny (Capricci del destino) vi saranno pubblicati per la prima volta.
1951
Viaggia a Roma e in Grecia.
1952
Partecipa a un dibattito pubblico contro la vivisezione. Aage Henriksen pubblica Karen Blixen og Marionetterne (Karen Blixen e le Marionette).
1955
Karen Blixen compie settant'anni. Malattie e operazioni si susseguono. Per difficoltà a mangiare alcunché dimagrisce fino a pesare 35 kg. Ma appena si attenua la sofferenza continua a scrivere e curare le raccolte di racconti.
1957
Il suo nome circola come candidata al Nobel. Sidste Fortællinger (Ultimi racconti) esce in novembre in contemporanea in Danimarca, U.S.A., Inghilterra e Svezia. Viaggi a Roma e Parigi. È membro onorario dell’ American Academy.
1960
Le sue nuove memorie d’Africa, Skygger paa Græsset (Ombre sull’erba) escono in Danimarca e Inghilterra.
1961
Ultimo viaggio a Parigi. Viene ricoverata in ospedale.
1962
Muore il 7 settembre, causa clinica ufficiale: denutrizione. Ha 77 anni.
Frans Lasson
(trad. abbreviata dall'inglese di A.S.)
La mia Africa
Vissuta fino al '31 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d'amore con un continente. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello dell'Africa, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l'avanzata di una civiltà "che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo". Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte : "I bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato; l'indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l'oscurità familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici".
Il matrimonio moderno
Giunta a un punto critico della sua vita, tra l’infelicità del suo matrimonio e la passione per Denys Finch Hatton che la chiudeva in un cerchio magico, Karen Blixen si lanciò in questa divagazione sul «matrimonio moderno» (1924), dedicata al fratello Thomas. Il tema viene preso da lontano, come da un giovane falco che si avvicini alla preda con ampie volute. E a tratti leggiamo queste pagine come un brillante componimento di una fanciulla piena d’ingegno. Ma, prima per brevi avvertimenti, poi con irruenza, l’animus che spingeva allora la Blixen finisce per svelarsi: ed è un animus di violenza e sarcasmo. Raramente il «matrimonio moderno», quello che non può più appellarsi all’imperativo di una stirpe e ormai copre come una «foglia di fico» i rapporti amorosi, tentando di soffocarli fra l’ipocrisia e il «cannibalismo spirituale», raramente questa intuizione è stata attaccata con pari sprezzo, e con una penetrazione così crudele nei suoi tristi segreti. Sepolto per decenni fra le carte del fratello, questo pamphlet venne pubblicato per la prima volta nel 1977. Oggi lo leggiamo non soltanto ammirati per la sua verve devastatrice, ma anche curiosi per quanto indirettamente ci rivela sui sentimenti della Blixen in un momento teso e drammatico, incline alle posizioni estreme. E, dietro al pathos trattenuto di queste pagine, riconosciamo l’immaginazione nordica della Blixen, che le faceva sognare una scena del crepuscolo degli dèi, quando «gli Asi troveranno, tra l’erba della pianura di Ida, i dadi d’oro con cui avevano giocato all’alba dei tempi». Per loro, come per la Blixen, l’immagine della «felicità piena» stava nell’atto del giocare. La furia contro il matrimonio celava il tentativo disperato di ritrovare, per l’uomo e per la donna, i «dadi d’oro» della passione.