Cerca in questo Sito o nel web Servizio fornito da FreeFind

La Frusta! Cerca nel Web

Esempio 1
Esempio 1
Il tormento e l'estasi, e lo spirito della civiltà americana
<<<Ritorno all'Indice Fili di Fumo
dal 9 nov. 2002
Charlton Heston interprete di Michelangelo nel film di Carol Reed "Il tormento e l'estasi" (1965) tratto dall'omonimo romanzo di Irving Stone. (In alto la locandina del film)
....Divagando tra un thread  e l'altro, fra riflessioni sull'esistenzialismo, il significato dell'esistenza e la soluzione dell'abbraccio all'arte e dell'arte, per compenetrare il mistero della Creazione, ho ripreso tra le mani Il tormento e l'estasi (The agony and the ecstasy), vita romanzata di uno dei nostri artisti più sanguigni: Michelangelo Buonarroti, o della Creazione divorante.
L'autore gli fa dire, tredicenne: «Ho la faccia fuori sesto, qualcuno avrebbe dovuto usare del filo a piombo», questo per delineare una figura perfezionista ed insieme poco incline a subire i voleri altrui o del destino. Apprendista attivo di maestro solido: il Ghirlandaio e amico di quel Lorenzo a cui dobbiamo l'esplicarsi di un'arte che ci ha reso affascinanti nella tenacia e nella forza creative.
Amante dell'espressione a tutto tondo, che fa dello scultore l'amante più fervido della raffigurazione, colui il quale è artigiano e intellettuale, è braccio e mente. È demiurgo totale, tanto che Michelagnolo scolpisce anche quando dipinge, caricando di carnalità le figure, che si addensano in un' ulteriore dimensione,
quella profondità che la scultura crea e la pittura illude d'aver creato. Romanzo un po' patinato, da straniero infatuato di qualcosa che appartiene ad altri.
Sua anche una biografia di Van Gogh.
Come ebbe a dire Berenson: Stone accolse tra braccia innamorate tutto il buono di Michelangelo. Incline ad una narrazione romantica, è uno scrittore che va letto quando si desideri, per l'appunto,
andare oltre la nausea esistenzialista, trovando la risposta creativa che il pensiero e le parole sciolte non possono dare: l'espressione materica della propria esistenza urlata mediante lo sforzo supremo
dell'anelito all'immortalità e dell'opera e dell'anima tramite la produzione artistica.
Rossana Massa

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
La riflessione di Rossana sul romanzo di Iriving Stone ma soprattutto sul film omonimo che vidi da bambino mi inducono a fermare alcune riflessioni che da tempo rimugino. Più che opera «da straniero infatuato di qualcosa che appartiene ad altri» per riprendere le parole di Rossana, a me il film (il romanzo non l’ho letto e credo, ahimè, non lo leggerò mai)  m'è sembrato girato ed interpretato, invece, secondo le urgenze espressive della civilizzazione culturale americana: ovvero tradotto nel linguaggio culturale della visione americana del mondo, ricondotto dentro il codice dell’ individualismo americano e della americana
concezione protestante della vita. Boom! Tutte queste cose in un filmetto di quarta serie di media produzione hollywoodiana? Si, tutto questo e qualcosa di più, se è vero che il diavolo di nasconde nei dettagli.
Il film narra tutte le traversie che l’individuo - più che l'artista Michelangelo - deve affrontare per realizzare la Cappella Sistina, ma lo fa nei termini “standard” che abbiamo visto in decine di film americani in cui c’è un individuo che lotta contro un ambiente ostile e che, dopo allenamenti infiniti o agguati notturni degli indiani (il tormento) raggiunge l’estasi del successo o della pace del ranch eccetera, eccetera. Ogni popolo narra se stesso, consapevolmente o inconsapevolmente. Questa è la favola che gli americani amano ripetersi da sempre - dai tempi della struggle for live di Jack London solo per citare un autore a me molto caro -, che accompagna la loro epopea nazionale e popolare: il trionfo dell’individuo (ovvero dell’individualismo protestante, cioè di chi fa affidamento sulle sole proprie forze e attiva tutto se stesso al fine di essere degno della “grazia” e della relativa salvezza) contro l’ ambiente o la natura ostili. Ovvero la conquista (l’estasi) del paradiso su questa terra attraverso la fede in se stessi e nelle proprie forze (il tormento); ed è chiaro a questo punto che  non
c’è tormento senza estasi e non c’è estasi senza tormento.
In effetti “Il tormento e l’estasi” potrebbe essere il sottotitolo di molti film americani, dove, come in una funzione proppiana è raccontata sempre la stessa storia: il trionfo dell’individuo provato da  infinite traversie, infiniti tormenti contro tutto e contro tutti. Oltre a tanti vecchi film western vorrei rammentarne alcuni relativamente più recenti di media produzione, quando non veri e propri "Bmovies": Ufficiale e gentiluomo, Karatè Kid, Flash Dance (o Saranno famosi) e Rocky. Cosa raccontano questi film infatti? Sempre la stessa storia americana, proprio quella di Tormento ed estasi: vuoi diventare qualcuno?(un ufficiale, un ballerino, un pugile... Michelangelo!)...Vuoi avere successo? Ebbene: te ne devi rendere degno. Non devi fare come i cattolici, che si rivolgono ad un santo in cielo ma spesso in  terra (la raccomandazione, il familismo, l’indulgenza). No:  devi sputare sangue, passare sotto le forche caudine di un sergente sadico, portare quarti di bue sulle spalle, dipingere infinite staccionate, ballare come un matto, lottare contro monsignori ignoranti, ma il paradiso, l’estasi, li conquisterai solo se saprai soffrire e solo se avrai fiducia in te stesso. È insopportabile questa morale protestante, è vero? Voi preferite quella cattolica della intercessione dei santi? Della raccomandazione?
a.s.
Nel libro "La morfologia della fiaba" (Einaudi, 1961),  Vladmir Ja. Propp, studiando le fiabe russe, sostenne, che salvo alcune lievi varianti, esse narrano tutte la stessa storia-tipo. Propp  individuò alcune  di queste storie-standard che denominò funzioni.
In un proscritto alla stessa edizione italiana l'antropologo francese Claude Levi-Strauss, argomentò - contro il parere di Propp - che funzioni-tipo si rinvengono anche nella narrativa occidentale culta (i romanzi).
Sicuramente se non nei romanzi, nel cinema popolare americano è facile individuare delle funzioni proppiane: quella del tormento ed estasi ne è un esempio.
A.S.

Vedi su IBS i libri di Vladimir Propp:

Qui

Vedi anche su IBS di Irving Stone: Vortici di gloria, Il Corbaccio, Milano 2002
In "Vortici di gloria" Irving Stone ripercorre la vita, le vicende umane e artistiche dei maggiori e minori esponenti dell'Impressionismo francese. Al centro del libro è posto Camille Pissarro, il visionario riflessivo, come venne definito, la cui vita è strettamente intrecciata a quella di Monet, Degas, Renoir, Cézanne, Sisley, Gaugin, Van Gogh, Baudelaire, Zola e quanti altri, pittori, scrittori, mercanti d'arte, popolarono la scena artistica francese nella seconda metà dell'Ottocento.

°°°°°°°°°°°
Dello stesso autore vedi anche altre opere

Qui

<<< Pagine correlate: Vedi  la recensione di Mario Mandrelli al libro di Ross King , Il papa e il suo pittore - Michelangelo e la nascita avventurosa della Cappella Sistina, Rizzoli, Milano 2003

Il tormento e l’estasi, VHS Film di Carol Reed Ordina da iBS Italia

Storia tormentata e dolorosa dei quattro anni in cui, contravvenendo piú volte agli ordini del Papa e disattendendo ai suoi desideri, Michelangelo Buonarroti dipinge la Cappella Sistina, seguendo unicamente il sacro fuoco della fede piú intima e dell'arte.

Loading
Loading
La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line