Sciocchezze,
malumori... & pensieri stupendi

Schiocchi di frusta sui detti e i contraddetti   dei protagonisti della scena italiana
  contemporanea.

       

Alla domanda del Corriere (29.9.'03): «Ci sono altri punti deboli nel sistema di cui preoccuparci?», così ha risposto, all'indomani del disastro elettrico nazionale, Carlo A. Bollino, Presidente del Grtn: «Filosoficamente, per dirla con Kant e Pascal, certo che sì». Cosa c'entra la filosofia con l'elettricità? Nulla. A chi parla così, citando a sproposito ignari e incolpevoli filosofi, non una centrale elettrica, ma neanche un centralino si dovrebbe assegnare in gestione.

Dal Tg1 delle 20.00 del 15.10.'03.
Davide Sassoli che, sventatamente, nel passato aveva fatto scorrere in TV le immagini di un porno di pedofili, legge la notizia  del calciatore beccato ai controlli con sostanze dopanti nelle urine e anche le parole, senza alcun commento, del suo allenatore: «Non è possibile! Il giocatore  è ipocondriaco! Non prende neanche un'aspirina!» Ora, se uno è  ipocondriaco - cioè ossessionato dalle malattie - le medicine, le prende o le rifiuta? E se le rifiuta, le rifiuta proprio perché… ipocondriaco? Sassoli sorride interdetto e gira il foglio con l'occhio vitreo, svanito.

«Respinto, il matrimonio è sacro» Così il Corriere del 24.10.'03 riportava le parole di Berlusconi ad alcuni cardinali circa la bocciatura del  disegno di legge  che avrebbe accorciato i tempi del divorzio (un anno anziché tre). A chi obiettasse che questo tenace difensore  del matrimonio è dopotutto un divorziato risponderemo a muso duro  che  il Premier ha atteso molto di più per  sciogliere il suo, ed ha ragione a dire questa ipocrisia: perché il tempo in certe cose conta e c’è una grande differenza, ad esempio, tra l’essere incinte  di 5 mesi e l’esserlo appena appena.

Dal Tg1 delle 20.00 del 15.12.'03 -   Di sguincio, con labrucce tumide, Lilianen Gruber introduce - tra i vari servizi sulla cattura di Saddam - anche quello  di Tiziana Ferrario, sull’imprendibilità di Bin Laden. Il quale secondo l’ex inviata di guerra non sarebbe facilmente catturabile anche perché «protetto da un network di difensori», e forse voleva dire “cintura protettiva”, “rete”. Pensando con rabbia alla zia Carmelina che dovrà capire queste amenità linguistiche, ci si chiede da quale rete (anzi web) siano protette queste due brave donne.

Un austriaco intelligente. Flavio Caroli è il curatore della mostra milanese “Il Gran Teatro del Mondo”. Se decidete di visitarla e  prendete la guida  con auricolare, scoprirete che è nominato ad  ogni ingresso di sala. "Il Professor Caroli di qui, il Professor Caroli di là...", annuncia ossequiente la signorina in cuffia. E al  Prof. Caroli, con  la sua voce calda e profonda, tra una cascata enfatica di anafore e uno sgarbesco periodare,  capita di  insufflarvi nelle orecchie anche questa perla: di darvi per austriaco lo svizzero (e poi inglese) Füssli…

Cupio absolvi. Non è stato ancora  processato né condannato ma  è già stato perdonato. Con queste parole, Calisto Tanzi , il patron della Parmalat, per bocca del vescovo di Parma, Mons. Bonicelli sul Corriere del 19.1.'04 riceve l’assoluzione, a prescindere: «Anche se ci sono delle colpe, sappiamo dalla Bibbia che dobbiamo amare perfino Caino e Giuda». Ma quanta fretta Monsignore! Davanti alle sue parole viene spontaneo dire col Poeta: «Razza di Caino in Cielo sali e sulla terra scaglia Dio».

Il secondino. Quando venne nominato presidente dell’Enel Giorgio Bocca scrisse che era come  mettere  un esperto in lenzuola annodate a capo dei secondini. Adesso che è consigliere Rothschild Italia, Chicco (ancora!) Testa, già ambientalista e verde, allunga,  in un articolo sul Corriere del 7.2.'04, i suoi   consigli  economici  al futuro  presidente di Confindustria, non risparmiandoci, nella sua prosetta di genere, neanche il ricorso all’anglopovero dei consulenti d’azienda (stakeolders). Che stia studiando da direttore del carcere?


Del Verde Paolo Cento il Corriere dell’ 11.2.'04 riporta queste parole dopo l’arresto di Cesare Battisti, condannato all’ergastolo per concorso in quattro omicidi: «Il governo segue una logica di vendetta». Non una parola  per le vittime di Battisti il cui arresto è anche un fatto doloroso perché ritardato (ma non tardivo visti  i reati attribuitigli). Che lo Stato reagisca ai delitti con le pene è un principio  di tutti, abbia pure lo Stato la faccia di un  Castelli. Quanto a noi, verdi lo siamo dalla rabbia: per questo Guardasigilli che dà la caccia  ai magistrati e per quell'altro, Diliberto, che riceveva i terroristi all’aeroporto.

Il 26.2.'04,Papa  Woityla, che tra i vari titoli assomma anche quello di "Vescovo di Roma" si lascia andare davanti ad un coro di pretini ad alcune battute in dialetto romanesco. «Semo de Roma», «Damose da fa’».  Il giorno dopo "La Padania" fa un commentino pepato sull' evento, evocando gli indubbi  ritmi rilassati romani e alludendo esplicitamente al  gigantesco muro di gomma capitolino che tutto ottunde. Vero. Il povero papa ha però  impapocchiato giusto in questa circostanza, perché ha esortato a fare  un popolo che neanche quando dice «Ce semo riuniti e amo delibbberato», statene certi non s'è riunito e non ha deliberato. 

« In galera tutto è proibito», dichiara Adriano Sofri su Rai 3 del 26.3.'04 ad un Fabio Fazio impacciato davanti alla sua intelligenza altera e affilata. Sofri parla    un italiano scelto (dice, di un cane, che ha “morsato”, invece del più consueto “morso” o “morsicato”) e descrive con amaro brio la sua condizione di recluso. A Sofri si perdona tutto, perché è intelligenza pura. Quando ci è capitato  di leggerlo,  affascinati dalla sua prosa, siamo giunti ad augurargli tanti anni di galera, nella speranza di favorire un Gramsci o un Sade. Ma che parli della sua galera in termini di negazione di libertà, in TV!, ricorda quelle ragazzette un po’ nevrotiche che gridano «Ti odiooo!» al proprio moroso mentre
ci fanno all’amore.


Pigrizia aristocratica «  E' inaccettabile, andiamo, un lavoratore che muore in una fabbrica d'armi è meno rispettabile   di chi muore su un'impalcatura? E se in Italia una guradia giurata fosse uccisa da un terrorista? La chiamerebbero "mercenario"? Il problema è che a volte emerge a sinistra, anche in casa nostra, una sorta di pigrizia aristocratica: la convinzione che il nostro pensiero interpreti così bene la realtà da poter fare a meno di guardarla». Così Luciano Violante al  Corriere del 18.4.'04 a proposito dei distinguo emersi a sinistra sulla personalità e l'impiego del coraggioso  Fabrizio Quattrocchi giustiziato dai terroristi irakeni. Ovviamente quella di Violante non è una sciocchezza, ma sta bene qui, perché è un bel  colpo di frusta.

Blogger di tutto Internet unitevi « Il blog ti mette a disposizione una platea, è immediato, senza capi né censure. Ma se non hai idee e talento non vai da nessuna parte», così dichiara  ispirata   al magazine  del  Corriere (n° 19/2004) la blogger e poi personaggio mediatico Selvaggia Lucarelli. Ma curiosando sul suo sito possiamo solo constatare  che la Lucarelli  non sa intrattenerci amabilmente che sul tritume televisivo e paragiornalistico di cui, ahimé, son piene le fosse di tutti i i giornali e telegiornali che hanno Clemente J. Mimun come ultima meta spirituale, e non possiamo non convenire che questa ragazza non abbia davanti a sé un futuro radioso e ...  un gran talento sotto il generoso décolleté.

         Non è mai troppo tardi « Fila davanti a S.Maria delle Grazie per le letture dantesche di Vittorio Sermonti », strillano i giornali milanesi del 13.9.'04, e seguitano nell'illustrare l'incredibile concorso di folla per un evento - la lettura di Padre Dante - che ha del miracoloso, presso un popolo di non leggenti.
Ma se il compiacimento è d'obbligo per notizie come questa, qualche pensiero laterale s'insinua, qualche spiritello malefico stuzzica, e ci fa pensare: «Se la lettura della Commedia è obbligatoria negli istituti superiori di secondo grado, tutte queste masse accorrenti e ansionse di sentire il verbo, cosa saranno? Dei nostalgici di Gassmann, degli allievi d'istituto alberghiero, dei liceali ripetenti?». 

Dalla secessione alla successione. «Il senatur: Carroccio, dopo di me verrà mio figlio Renzo», intitolava il Corriere del 12.3.'05. E  al giornalista che lo imbeccava sul fatto che qualche giorno prima s'era affacciato dalla finestra della casa di Carlo  Cattaneo a Lugano con il figlio-delfino, Umberto Bossi, aggiunge: «Sono stato molto felice di questo. E' stato un messaggio chiaro su chi verrà dopo di me. Quando passerò la mano, non certo adesso, qualcosa di me resterà. La mia famiglia resterà al servizio della Lega. E io sarò accanto alla mia famiglia, con i miei consigli. Avanti, sino alla Padania».
Se il Senatur avesse come obiettivo solo una successione e non una secessione saremmo tutti più tranquilli. Nulla di eversivo: solo familismo italico.


Sondaggio: Essere o non essere? Il 3 % ha risposto: "essere". Il 2%  ha risposto: "non essere" Il 95 % ha risposto: "questo è il problema".

Popolo bue. Ritrovarsi in un Campo Volo in 180.000 a non sentir niente, imbottigliati  dentro  migliaia di automobili in mezzo a gente che urla più di rabbia che per smania di fan....Evidentemnte oltre al popolo bue c'è anche il popolo Liga-bue!

I DS puntano su Antonio Caprarica per la direzione del TG1 (da “Repubblica” on line del 22/6/2006)
È un segno dei tempi, sempre più dimissionari da qualsiasi impegno, l’indicazione di questo giornalista alla direzione del TG1.  Ce lo ricordiamo corrispondente da Londra con cravattoni vistosi e una barbetta  uomo-vogue,  esibente un’allure da esteta in perenne trasferta. Irresistibili i suoi reportages  dalle fiere canine e dalle storie di mutande della Casa Reale. Tu ti saresti aspettato da un ex corrispondente dell’Unità – quotidiano fondato da Antonio Gramsci dopotutto -    storie inglesi alla Full Monty e certamente   servizi  meno fatui dall’Inghilterra, che   dessero conto, ad esempio, della   straordinaria trasformazione dell’ ultimo decennio di quel Paese.  Niente di tutto ciò nei suoi filmati, che tali erano, più che servizi. Adesso, per una storia di girandola di poltrone Rai, Caprarica è stato dirottato a Parigi, dove ci intrattiene   dallo schermo con coloratissime sciarpe: stesso piglio disimpegnato e nonchalante, tono un’ottava sopra visto che  è all'estero e deve farsi sentire di più per via della lontananza,  e tanto vuoto a perdere. Come direttore TG1 sarebbe un “sinistro” Mimun. Dio ce ne scampi, abbiamo già dato.


La Frusta!
Esempio 1
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pensieri stupendi
Lo scrittore è un violento che non avendo a disposizione  un esercito si impadronisce del mondo chiudendolo in un libro. (parafrasi da R.Musil, L'uomo senza qualità)
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Apriamo gli occhi al mattino,  trovando al fondo dei nostri  risvegli tutto il disordine del mondo ridotto alla miserabile scala di un'inquietudine privata.
(Paul Nizan, Aden Arabie)
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Poco prima di morire, Lévi-Strauss aveva detto della sua vecchiaia: «Esiste oggi per me un io reale, che non è più che un quarto o la metà di un uomo, e un io virtuale, che conserva ancora una viva idea del tutto. L’io virtuale immagina ancora il progetto di un libro, comincia a organizzare i capitoli, e poi dice all’io reale “ora tocca a te continuare”. Ma l’io reale, che non ha più la forza, risponde all’io virtuale: “è un problema tuo. Tu solo hai una visione del tutto”. E’ in questo strano dialogo che ormai scorre la mia vita».
Dal web
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Credo si viva benissimo anche senza religione, il solo fatto che l'entità suprema si chiamasse Signore, mi dava fastidio.
Dino Risi. Dal web
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Chi incarna un ideale non ne parla...avete mai sentito Clint Eastwood parlare di coraggio?
Giampiero Mughini, Il Riformista 21.1.'10
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Una vita vale l'altra, perché in fondo son tutte sbagliate.
Alberto Moravia
dalla Vita di Moravia, a cura di Alain Elkann

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Chi ha arte e scienza ha religione, chi non ne ha, abbia religione.
Johann Wolfgang Goethe . Dal web
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Ognuno parla dell'oggetto  della rinuncia della propria vita. I preti parlano di sesso; le puttane parlano di Dio. Silvio parla di famiglia e di valori..  Ruby, Intervista a Oggi (2.11.2010)
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“Mai avere speranza. La speranza è una trappola inventata da  chi comanda”..Mario Monicelli, "Rai per una notte"  - Tg24, 26 mar 2010.

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