Esempio 1
Esempio 1

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L’Arca di Noè - La storia meravigliosa di Peter Schlemihl
di Adelbert Chamisso (1781-1838)
Intervista a Matteo Neri

Sereni: Professore cosa mettiamo oggi in salvo?

Neri: Lei mi ha detto che sta per partire in viaggio. Ecco, ho un libro che si può leggere in treno: Peter Schlemihls wundersame Geschichte. Un classico dell’Ottocento, “una delle più graziose – ha scritto Thomas Mann – opere giovanili della letteratura tedesca”.

S.: Un romanzo!

N.: Un racconto. O meglio: un racconto fantastico. Neanche cento pagine. Conosce la storia?

S.: A dire il vero, no! Di letteratura tedesca ho letto solo Kafka e Thomas Mann.

N.: Sa che il Peter Schlemihl è una delle fonti del Tonio Kröger? Su Chamisso Thomas Mann ha scritto anche un bellissimo saggio. Senza il capolavoro di Chamisso, inoltre, Kafka non avrebbe scritto la Metamorfosi, e Dostoevskij Il sosia.

S.: Lei mi tiene sulle spine.

N.: La storia è molto semplice: un giovane, Peter Schemihl, vende ad uno sconosciuto la propria ombra in cambio di un sacchetto, che non si esaurisce mai, di monete d’oro.

S.: Una storia da Mille e una notte!

N.: Più che altro, una storia faustiana, perché lo sconosciuto è il diavolo. Faust occupava da tempo la mente di Chamisso. Del 1803 è il suo schizzo drammatico Faust

S.: Un influsso di Goethe?

N.: Il Faust di Goethe è uscito dopo il Peter Schlemihl, che è del ‘13.

S.: Un patto con il diavolo: i soldi in cambio dell’anima!

N.: Dell’ombra, Sereni! Perché, quando il diavolo gli propone di vendergli anche l’anima, Peter Schlemihl rifiuta.

S.: Che cos’è allora l’ombra?

N.: Tutti sanno intuitivamente che cosa è l’ombra. Anche a Lei, penso, sarà capitato di fare qualcosa controvoglia: una parte di noi la vuole, l’altra no; una parte pensa una cosa, l’altra l’opposto; ecco, quest’altra parte di noi, quella parte misteriosa, a volte alleata, spesso nemica, la cui presenza avvertiamo sempre, e che però ci rifiutiamo di conoscere – è l’ombra.

S.: L’inconscio!

N.: L’inconscio è la grande scoperta dei romantici: la personalità umana presenta un aspetto luminoso, manifesto… e un altro oscuro, nascosto... E questo molto prima di Freud e di Jung, il quale, nella sua psicologia, riserverà all’ombra un posto chiave.

S.: Peter Schlemihl ha dunque due personalità, ove una segue l’altra come un’ombra.

N.: „L’ombre, proprement dite – scriveva Chamisso nell’introduzione all’edizione francese della sua opera –, représente  un solide… C’est donc de ce solide dont il est question dans la merveilleuse histoire de Pierre Schlémihl. La science de la finance nous instruit assez de l’importance de l’argent, celle de l’ombre est moins généralement reconnue. Mon imprudent ami a convoité l’argent dont il connaissait le prix et n’a pas songé au solide. La lecon qu’il a chérement payé, il veut qu’elle nous profite et son expérience nous crie: songez au solide .”

S.: „Songez au solide!”

N.: La morale della favola è proprio questa: „pensate all’ombra!” La grande intuizione di Chamisso è di aver capito che l’uomo è uno, una totalità comprendente luce e ombra, e che privarsi dell’una o dell’altra avrà effetti rovinosi, perché lo condannerà a una esistenza frammentaria. Peter Schlemihl pagherà a prezzo della felicità e della pace dell’anima il tentativo di sbarazzarsi della sua ombra. La società lo metterà al bando, per la vergogna non può più uscire alla luce del sole, persino la fidanzata lo abbandonerà: alla fine non gli rimarrà che vagare “senza meta, senza desideri, senza speranza“. Un uomo senza ombra è un reietto, un maledetto (“kennst Du ihn, diesen Fluch?”), un uomo senza Dio (“der Gott ist von mir gewichen”), che deve celare a tutti la sua vergogna, la sua angoscia e la sua disperazione (“Ich mußte meine Scham, meine Angst, meine Verzweiflung… verbergen”).

S.: Questa frattura tra Peter Schlemihl e la sua ombra riflette forse un conflitto morale nel suo autore?

N.: Il Peter Schlemihl è un romanzo epistolare. Le lettere di Peter sono indirizzate proprio a Chamisso. A un certo punto del racconto il protagonista sogna il suo autore… Chamisso rappresenta il tribunale della coscienza di Peter Schemihl: “Mi sottoporrò, caro Chamisso, nudo al tuo verdetto – gli scrive Peter Schlemihl – e non tenterò di corromperti. Io stesso ho condotto un processo lungo e severo contro di me, perché ho nutrito nel cuore un verme che mi tormentava.” Se Chamisso è, in termini freudiani, il super-io di Peter Schemihl (“Oh, mio caro Chamisso, confessarlo al tuo cospetto mi fa arrossire”), allora Peter Schemihl è l’ombra di Chamisso… 

S.: Chamisso ha venduto la sua ombra?

N.: Chamisso lo nega; e lo negherà, vent’anni dopo aver scritto il Peter Schlemihl, proprio nella poesia Al mio amico Peter Schlemihl

L’ombra, l’ombra mia innata,
                                    quella io non la perdetti mai.

Chamisso non si è mai liberato della sua ombra. Al contrario gli ha dedicato un libro. Nello scrivere di Peter Schlemihl, egli ha portato alla luce la parte sommersa, nascosta di se stesso. Egli non ha tradito la sua ombra, non è venuto meno alle sue responsabilità verso se stesso. Ma ha voluto conservare fino in fondo la sua autenticità e integrità.

S.: Al contrario di Peter Schlemihl, Chamisso era rimasto fedele alla sua ombra.

N.: Sì. Chamisso ha condotto contro se stesso il medesimo processo di Peter Schlemihl.

S.: Ma qual era la posta in gioco?

N.: L’ombra!

S.: Cioè?

N.: Se stesso.

S.: Un uomo senza ombra non è più stesso.

N.: Esatto! L’appello di Chamisso era proprio questo: pensate all’ombra! Siate integri! Siate voi stessi! Senza ombra siete degli alienati, costretti a mentire a voi stessi e agli altri! “Così osai andare in mezzo alla gente e cominciai a recitare una parte nel mondo. Dovetti certamente assumere apparentemente molte qualità e molti stati d’animo”.

S.: Che significava per Chamisso essere se stessi?

N.: Soprattutto non cedere al denaro: “Chi non è padrone di almeno un milione – dice un personaggio – è un farabutto!” Alla “scienza della finanza” egli contrapponeva, come si è visto, quella dell’”ombra”. Ora, in un mondo, quale il nostro, che conosce solo il denaro e i valori ad esso legati, il richiamo di Chamisso all’”ombra” mi sembra estremamente attuale: “Ma tu, amico mio – conclude Chamisso –, vuoi vivere in mezzo agli uomini, allora impara come prima cosa a venerare l’ombra, poi il denaro. Vuoi vivere per te e per il tuo io migliore, allora non hai bisogno di altro consiglio.”

S.: Per questo occorre portarlo entro l’arca?

N.: Ma non solo. Peter Schlemihl è uno dei libri più spassosi che abbia mai letto. Chamisso ha delle trovate geniali: il diavolo che solleva, arrotola e piega l’ombra come un tappeto, Peter Schlemihl che chiede a un pittore di dipingergliene una falsa, il servitore pronto a prestargli la sua, il forestale non gli dà le figlia se egli entro tre giorni non se ne procura una, Peter Schlemihl cerca di impossessarsi di quella di un altro saltando dentro la sua ombra…

S.: Diceva che anche Kafka ha imparato da Chamisso.

N.: Sì perché Chamisso ci ha rivelato come il fantastico possa irrompere nel quotidiano, nella nostra vita piatta e banale… Gregor Samsa che una mattina si sveglia trasformato in uno scarafaggio… Peter Schlemihl che perde la sua ombra… Sì, perché a tutti può capitare di cedere alla tentazione di vendere la propria “ombra”…

S.: Peter Schlemihl non ritroverà più la sua.

N.: No, ma in cambio ritroverà la natura, lo studio e la scienza: sarà la storia del suo autore, di Chamisso, che da letterato si farà scienziato e viaggiatore, nel 1815 prenderà parte a una spedizione intorno al mondo su un brigantino russo, e ci lascerà un altro libro bellissimo e ricco d’umanità, qual è il suo Viaggio intorno al mondo (Reise um die Welt).

S.: Grazie.






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Contenuto:
Definita come una fiaba romantica, composta dal franco-tedesco Chamisso per divertire i bambini di un amico, nella sua inquietante modernità la "Storia meravigliosa di Peter Schlemihl" (1814) resta uno dei più suggestivi racconti fantastici a sfondo realistico-borghese e autobiografico. Peter Schlemihl, che vende la propria ombra a un misterioso 'uomo in grigio', è la figura del candido, dell'inetto e dello sradicato che non si piega alle regole della vita e alle convenzioni sociali e che tuttavia non dispera di fronte alla vita stessa, che lo condannerà alla marginalità. In quanto sfortunato e 'outsider' rispetto all'universo dei dotati di solide ombre, per i quali vige l'identità ideale fra denaro e virtù, l'eroe chamissiano trova infine coraggiosamente la via per una nuova auto-definizione e si dimostra come l'ironico alter-ego, l'ombra fraterna del "sempre fuori luogo, ovunque straniero" Chamisso, che vi ha trasfuso le sue lacerazioni e le sue speranze di combattente resosi viaggiatore per disperazione verso la propria società e "poeta fra gli esploratori".






"Storia straordinaria di Peter Schlemihl"(1814), racconta di un giovane, Peter Schlemihl, che vende la propria ombra al diavolo, in cambio di una borsa che non esaurisce mai il denaro. Ben presto questa anomalia gli provoca solitudine e angoscia, oltre a impedirgli di sposare Mina, la donna amata. Quando il diavolo si ripresenta, disposto a restituirgli l’ombra in cambio dell’anima, Peter rifiuta e, gettata via la borsa magica, si mette in viaggio per il mondo, per espiare le colpe commesse. La novella rappresenta in forma fantastica la vita stessa di Chamisso: l’amarezza dello sradicamento dalla patria, i viaggi avventurosi intorno al mondo, la salvezza che può derivare solamente dalla poesia e dallo studio. In appendice "Altri scritti sul "male" e sul "doppio"". Note di Laura Bocci.



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