Italo Calvino e la costa della California


Uno dei miei libri preferiti è Collezione di sabbia, di Italo Calvino.

"C'è una persona che fa collezione di sabbia. Viaggia per il mondo, e quando arriva ad una spiaggia marina, alle rive d'un fiume o d'un lago, a un deserto, a una landa, raccoglie una manciata d'arena e se la porta con se'".

Il libro di Calvino è dedicato ai viaggi, reali e mentali, ed agli aggiustamenti, alle catalogazioni ed alle mappe che si rendono necessari per ogni viaggiatore, sotto l'accumulo delle esperienze che ogni viaggio inevitabilmente comporta.

"Scoprire il Nuovo Mondo era un'impresa ben difficile, come tutti abbiamo imparato. Ma ancora piu' difficile una volta scoperto il Nuovo Mondo, era 'vederlo', capire che era 'nuovo', tutto 'nuovo', diverso da tutto cio' che s'era sempre aspettati di trovare come 'nuovo'".

Ed ancora:
"la forma piu' semplice di carta geografica non è quella che ci appare oggi come la più naturale, cioè la mappa che rappresenta la superficie del suolo come vista da un occhio extraterrestre. Il primo bisogno di fissare sulla carta i luoghi è legato al viaggio: è il promemoria della successione delle tappe, il tracciato di un percorso, Si tratta dunque di un'immagine lineare, quale può darsi solo in un lungo rotolo" (Il viandante nella mappa).

Questi passaggi da Collezione di sabbia mi tornavano in mente esplorando il sito internet del California Coastal Records Project ( http://www1.californiacoastline.org ).

Credo che non ci sia termine più appropriato che esplorare, per descrivere l'esperienza che si fa collegandosi a queste pagine web, nelle quali si trovano catalogate le fotografie di miglia e miglia della costa  californiana, appunto come in un lungo rotolo da svoltolare.

Le immagini sono prese dall'elicottero, ed organizzate secondo lo svolgimento della costa. C'è su un lato una piccola mappa cliccabile, ed in questo modo, volta per volta, si passano in rassegna decine e decine di immagini di costa (le foto sono migliaia e migliaia).

Uno degli aspetti più attraenti del progetto è che le foto non hanno alcun intento estetico o turistico. Spesso le foto ritraggono aree industriali, spiagge abbandonate, svincoli autostradali, gruppi di comunissime  case o villette. Proprio come quando si viaggia sul serio, insomma, gran parte del panorama è banale, almeno all'apparenza.

Allo stesso tempo, può  capitare di ritrovarsi casualmente ad esplorare la sequenza di fotografie dedicate a luoghi famosi e celebri, quali il Golden Gate e la baia di San Francisco, con l'isola di Alcatraz sullo sfondo, e di proseguire lungo la mappa poco più a nord, lungo una costa straordinariamente ed inaspettatamente aspra, disabitata e desolata.

Calvino in  Collezione di Sabbia  ricorda la mirabolante e minuziosissima carta della Francia che il grande astronomo Gian Domenico Cassini, di Perinaldo  vicino a San Remo, ideò per Colbert nella seconda metà del Seicento. Alla sua realizzazione si dedicò una intera "dinastia di astronomi",  per l'intervallo di ben quattro generazioni.


















Nella mappa dei Cassini, Calvino racconta, straordinariamente"ogni foresta è disegnata albero per albero, ogni chiesetta ha il suo campanile, ogni villaggio è quadrettato tetto per tetto, cosicchè si ha l'impressione vertiginosa d'avere sotto gli occhi tutti gli alberi e tutti i campanili e tutti i tetti del Regno di Francia".

Analogo senso di vertigine prende nell'esplorare il California Coastal Records Project.  Ad esempio, nelle foto in cui l'ingrandimento è maggiore, si possono riconoscere distintamente le persone accanto agli edifici, le macchine parcheggiate davanti a casa, i piccoli giardini, le antenne paraboliche sui tetti, le scalette che scendono ripide la scogliera verso la spiaggia, le reti che dividono il prato che separa lo svincolo dalle corsie del traffico.
Verrebbe l'istinto di ingrandire ancora, di esplorare i dettagli, "entrare nella mappa", perché questi particolari sembrano essere in realtà  Nuovi Mondi, inesplorati ed inesplorabili.
Persone, cose, luoghi sconosciuti, collezioni di pure esistenze distinte dalla mia, su cui forse ora mi accorgo di non voler soffermare troppo l'attenzione.

Kalle Blomqvist

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dal 21 nov. 2002
Due porzioni della Mappa dei  Cassini
Italo Calvino